Nel settore della ristorazione, la maleducazione dei clienti è diventata un fenomeno preoccupante. Comportamenti arroganti, offensivi e irrispettosi nei confronti del personale e degli altri commensali non sono più rari casi isolati, ma rappresentano una realtà sempre più diffusa che rischia di compromettere la serenità dell’ambiente e la qualità del servizio.
Le cause di questo malcostume sono diverse e complesse ma è bene partire da un incipit: il cliente NON HA sempre ragione!
Da un lato, c’è un generale calo del senso civico e del rispetto per le regole, alimentato da una cultura individualista e narcisista che porta alcuni individui a sentirsi al di sopra delle norme e a non curarsi delle conseguenze delle proprie azioni.
Dall’altro lato, l’abitudine di esprimere liberamente le proprie opinioni sui social network, spesso in modo acritico e aggressivo, ha contribuito a creare un clima di intolleranza e di facile sfogo della rabbia, che si riversa anche nei contesti reali come i ristoranti.
Le conseguenze di questo fenomeno sono pesanti per i gestori dei locali e per il personale.
I clienti maleducati creano un clima di tensione e disagio che può rovinare l’esperienza degli altri commensali e danneggiare la reputazione del locale. Inoltre, le aggressioni verbali e fisiche nei confronti del personale sono purtroppo in aumento, causando stress, ansia e demotivazione tra i lavoratori.
Nonostante la complessità del problema, esistono alcune strategie che i gestori dei locali possono adottare per difendersi dai clienti maleducati:
- Formazione del personale: Il personale deve essere formato per gestire le situazioni di conflitto in modo efficace, mantenendo la calma e la professionalità. È importante saper riconoscere i segnali di pericolo e intervenire tempestivamente per evitare che la situazione degeneri.
- Regole chiare: Stabilire regole chiare e comunicarle in modo visibile ai clienti, ad esempio attraverso cartelli o opuscoli. Le regole possono riguardare il comportamento da tenere all’interno del locale, il livello di rumore accettabile, la gestione dei minori, il livello del tono della voce.
- Diritto di rifiuto: I gestori dei locali hanno il diritto di rifiutare il servizio a clienti maleducati o che rappresentano un pericolo per la sicurezza degli altri. Questa decisione, seppur difficile, è a volte necessaria per tutelare il benessere del personale e degli altri clienti ed evitare che il locale abbia una pessima nomea per il livello della clientela.
E i clienti? Cosa non dovrebbero mai fare per evitare di essere redarguiti o addirittura invitati ad andar via?
Possiamo sintetizzarlo in un decalogo di cose maleducate che non andrebbero fatte.
Quali sono i comportamenti maleducati più comuni che i camerieri e i ristoratori sono costretti a subire?
- Urla e insulti: Il cliente maleducato per eccellenza non si accontenta di esprimere le proprie lamentele in modo civile, ma urla contro il personale, lo insulta e lo ricopre di offese gratuite. Un comportamento inaccettabile che va sanzionato immediatamente con l’invito del cliente ad andare via, magari offrendogli quello che sino a quel momento ha preso. Se vi comportate male non c’è prezzo che tenga. Andate messi alla porta.
- Pretese assurde: Il cliente maleducato pretende di essere servito per primo, di avere un tavolo dove gli piace anche senza prenotazione, o di ricevere piatti fuori menù o cucinati in modi particolari. Ritiene che lo status di cliente gli consenta qualsiasi cosa. Non avete comprato il locale ma quello che è indicato nel menu. Se non vi piace, vi alzate, pagate quel che c’è da pagare (il coperto se vi siete seduti al tavolo) e andate via.
- La divisione delle portate: Il cliente spesso chiede di dividere le portate. Quest’operazione ha un costo che va pagato e che il titolare ha il diritto di chiedere perché comporta lavoro e stoviglie aggiuntive. Se poi sedete per fare compagnia ad un amico/a e “assaggiate solo” è meglio che rimaniate a casa. Il locale vende pietanze e non affitta sedie che sono funzionali al consumo del cibo.
- Richieste infinite di modifiche ai piatti: Il cliente maleducato vuole stravolgere completamente i piatti del menù, chiedendo mille modifiche agli ingredienti e al modo di preparazione. Non si preoccupa del lavoro extra che impone alla cucina e del disagio che crea al resto del personale. Togliere non comporta problemi. Variare le composizioni potrebbe crearne di grossi. Siete in un locale e non a casa vostra.
- Atteggiamento da VIP: Il cliente maleducato si atteggia come un VIP, trattando il personale con sufficienza e superiorità. Pensa di essere un cliente speciale e di avere diritto a un trattamento privilegiato, dimenticando che tutti gli altri commensali meritano lo stesso rispetto. Ricomponetevi e ricordatevi che anche se famosissimi non siete nessuno in un posto dove si lavora. Se poi non siete famosi allora non siete nessuno 2 volte.
- Mancanza di rispetto per le regole: Il cliente maleducato non rispetta le regole del locale, come il divieto di fumare o l’obbligo di parlare al cellulare a voce bassa o effettuare videochiamate. Si comporta come se fosse a casa sua, creando disagio agli altri commensali e al personale. Di cosa dite o fate non importa nulla ai vostri vicini di tavolo.
- I bambini al ristorante: Il locale nel quale siete non è l’asilo nido. E a meno che non abbia previsto un servizio apposito non potete lasciare “sciolti” i vostri figli. Ve li dovete tenere al tavolo in maniera che non creino intralcio al personale di servizio e non diano fastidio agli altri commensali. Sono figli vostri e non del locale o dei vicini di tavolo. Se non sapete gestirli lasciateli a casa o non uscite fino a che non sono in grado di stare civilmente in un luogo pubblico.
- La tovaglia come se ci aveste mangiato 100 volte: Il cliente maleducato in un solo pasto lascia la tovaglia come non sarebbe a casa sua nemmeno dopo 100 pasti. E questo perché parte dal presupposto che ha “comprato” quello che ha davanti. Ma non vi vergognate a lasciare un tavolo come la mangiatoia di un porco? Ma secondo voi i camerieri non lo sanno che a casa rigate dritto o la moglie o mammà vi sgrida e ve la fa pagare? Rifletteteci.
- Recensioni negative infondate: Il cliente maleducato, dopo una brutta esperienza (o anche solo per sfogare la sua rabbia), scrive recensioni negative sui social network o su siti web specializzati, inventando menzogne e infamando il locale senza alcun pudore. Ma spesso lo fa senza una sola lamentela al momento di pagare. Ma avete così paura del titolare? Non vi sentite vigliacchi?
- Lascia il bagno come una latrina da campo: Non ricordo una volta che non sia andato in un locale nel bagno a metà serata e abbia trovato questo in condizioni pietose. Ma veramente a casa vostra tenete i vostri bagni in quelle condizioni? Scrivete vicino i muri a casa vostra? E di chi? Della mamma di quello della porta accanto? Ma come vivete?
Prima di recensire sarebbe il caso di recensirsi con se stessi. Non siete perfetti. Anzi, a dirla tutta, molti di voi sono vergognosi.


