Il Consiglio di Stato sospende la chiusura del Castello delle Cerimonie

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Il Consiglio di Stato sospende la chiusura del Castello delle Cerimonie

Il Consiglio di Stato ha deciso di concedere una temporanea boccata d’ossigeno al Castello delle Cerimonie (la celebre Sonrisa di Sant’Antonio Abate), sospendendo l’esecutività della sentenza di chiusura fino al prossimo 4 giugno.

Ecco i punti salienti della vicenda riportata nell’articolo:

Sospensiva fino a giugno

La struttura, nota in tutta Italia grazie al reality show di Real Time, avrebbe dovuto cessare le attività a seguito della sentenza della Cassazione che ha confermato la confisca per lottizzazione abusiva. Tuttavia, i legali della famiglia Polese hanno presentato un ricorso al Consiglio di Stato, che ha accolto la richiesta di sospensiva cautelare. La nuova udienza è stata fissata per il 4 giugno, data in cui i giudici entreranno nel merito della questione.

Il destino dei dipendenti e degli eventi

La decisione dei giudici amministrativi è legata soprattutto a ragioni di ordine sociale ed economico. Una chiusura immediata avrebbe comportato:

  • Il licenziamento di oltre 150 lavoratori (tra fissi e stagionali).

  • Il caos per centinaia di famiglie che hanno già prenotato e pagato caparre per matrimoni, comunioni e battesimi nei prossimi mesi.

Fino al 4 giugno, dunque, la Sonrisa potrà continuare a ospitare eventi regolarmente, garantendo il rispetto dei contratti già firmati.

Il nodo del Comune di Sant’Antonio Abate

Nonostante la sospensiva, il destino dell’immobile resta segnato dalla sentenza di confisca, che trasferisce la proprietà dell’intera area (oltre 40mila metri quadrati) al patrimonio del Comune. L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale, dovrà decidere se abbattere la struttura o mantenerla per destinarla a scopi di pubblica utilità, fermo restando che l’attuale gestione non potrà più essere affidata alla famiglia Polese.

Prospettive future

Il 4 giugno rappresenterà uno spartiacque decisivo. Se il Consiglio di Stato non dovesse prolungare la sospensiva, l’attività potrebbe cessare definitivamente all’inizio dell’estate, aprendo una crisi occupazionale e gestionale senza precedenti per il territorio. Al momento, la famiglia Polese punta a ottenere più tempo per permettere il completamento della stagione dei ricevimenti 2024.

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