Il Filo d’Oro tra Genova e il Sigep: Intervista a un’Erede della Dolcezza
- L’Inizio: Quando il Sigep era una Grande Famiglia
- La Promessa: Oltre i Confini di Genova
- E’ rimasta profondamente legata a Genova, ma a un certo punto hai deciso di inserire una marcia in più. Cosa l’ha spinta spinto?
- La Scommessa Imprenditoriale: La Caffetteria a KM 0
- Ha aperto la tua caffetteria contro il parere di suo padre, però. Perché quella scelta?
- Tradizione e Provocazione: Il Panettone al Pesto
- Un Dialogo con l’Invisibile
- Se potesse parlare oggi ai suoi genitori, che cosa gli direbbe?
- La Storia in Pillole: Pasticceria Mantero
Dalle serate di gala a Rimini negli anni ’80 con il maestro Iginio Massari, fino alla scommessa del panettone al pesto.
Un viaggio nel tempo e nel cuore di un’imprenditrice, Stefania Mantero, che ha trasformato una promessa familiare in un’eccellenza nazionale.

L’Inizio: Quando il Sigep era una Grande Famiglia
Se chiude gli occhi e torna agli anni ’80, qual è l’immagine che appare per prima?
>>Vedo le luci della fiera di Rimini, il Sigep degli albori. Mio papà era tra i fondatori, insieme agli amici della Pasticceria Tino di Rimini della famiglia Carlini. Per me, ragazzina di Genova, era un mondo infinito che esplodeva fuori dalle quattro mura di casa. Ricordo Iginio Massari e mio padre: allora erano “solo” colleghi che si ritrovavano per il piacere di condividere la loro amiciamicizia e le loro esperienze.Senza gli antagonismi odierni. Io ero la mascotte. Mentre mamma adorava le serate in balera e trascinava me in pista, papà, il classico “orso” ligure, restava seduto a osservare. Ma è lì che ho capito che la pasticceria non era solo zucchero, era vita.<<
Un “maestro di vita fino all’ultimo gesto”: così viene ricordato da Stefania Mantero il padre Stefano che aveva inaugurato negli anni ’70 la storica pasticceria Mantero in via Cantore a Sampierdarene, ceelbre delegazione genovese, diventata un punto di riferimento per tutti gli amanti dei dolci.

Stefano Mantero era mancato all’età di 90 anni e la sua morte commosso aveva tutti i genovesi .
>>Ora vola dalla mamma – aveva commentato Stefania su Facebook – e insieme creerete la pasticceria più bella del paradiso. Grazie di tutto, papà. <<
Stefania lo aveva ricordato così, con parole affettuose affidate al social, in occasione della sua scomparsa accomunando nel saluto anche la mamma Anna Maria, deceduta prematuramente e che con il marito aveva condiviso tutti i passi dell’attività.
La Promessa: Oltre i Confini di Genova
E’ rimasta profondamente legata a Genova, ma a un certo punto hai deciso di inserire una marcia in più. Cosa l’ha spinta spinto?
>>Una promessa. Ho visto i sacrifici enormi dei miei genitori. La Pasticceria Mantero apre il 16 dicembre 1972, dopo anni di gavetta iniziati nel ’58. Papà si era un po’ “seduto” con l’età, non ero riuscita a portarli in giro per il mondo come avrei voluto. Ma dodici anni fa lo portai di nuovo al Sigep: c’era la coda per salutarlo. Lì ho capito che il suo nome doveva essere ricordato. Sono entrata in APEI (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana) per questo: per chiudere un cerchio che però resta sempre aperto verso il futuro.<<
La Scommessa Imprenditoriale: La Caffetteria a KM 0
>>Nel 2015 ho sentito il bisogno di capire chi fossi io, come imprenditrice. Volevo camminare con le mie gambe.<<
Ha aperto la tua caffetteria contro il parere di suo padre, però. Perché quella scelta?
>>Volevo un luogo luminoso, pulito, che puntasse tutto sulla qualità e sul servizio. Solo dolce, niente salato. Volevo che fosse un’entità separata dalla pasticceria storica. È stata una sfida vinta: saper ascoltare il cliente e curare l’immagine sono diventati i miei pilastri. Finché papà c’era, non volevo prevaricare la sua figura. Poi, quando se n’è andato, ho capito che dietro Mantero doveva esserci un volto. Il mio, che però rappresenta sempre loro.<<
Tradizione e Provocazione: Il Panettone al Pesto
Parliamo di innovazione. Il panettone al pesto è un azzardo o un atto d’amore per la tua terra?
>> È voglia di spingersi oltre nel rappresentare la “genovesità”. Non è un azzardo, è un prodotto sornione, proprio come noi genovesi. È sobrio, presentato con un semplice fiocco verde basilico. Si può mangiare come dessert o in versione gastronomica. È un modo per dare ancora più visibilità a Genova nel panorama nazionale.<<
Un Dialogo con l’Invisibile
Se potesse parlare oggi ai suoi genitori, che cosa gli direbbe?
>>Direi semplicemente: “Grazie”. Direi che ce la sto facendo, ma che non sono mai sola. Anche nei momenti di sconforto, sento qualcosa che mi aiuta, una forza che viene da loro. Porto avanti il mio lavoro con una passione immensa e stimoli continui, consapevole che ogni traguardo, ogni riconoscimento in APEI, è un tassello di quella storia iniziata tra i fiori di zucchero che papà faceva per Bauli (che lo aveva ricambiato fornendogli la sua ricetta )e le grandi fiere di quarant’anni fa.<<
La Storia in Pillole: Pasticceria Mantero
1958: Inizio dell’attività (pasticceria e panetteria).
1972: Inaugurazione della storica sede di Via Cantore a Genova.
Anni ’80: Gli anni d’oro del Sigep e l’amicizia con i grandi maestri.
2015: Apertura della Caffetteria a KM 0: la svolta imprenditoriale.
Oggi: Ingresso in APEI e lancio del Panettone al Pesto.


