Il fiore che si mangia. Osteria La Pasina

Il fiore che si mangia. Osteria La Pasina

Giancarlo Pasin a 35 anni lascia l’attività di operaio alla De Longhi.

Giancarlo Pasin

Con Teresa Cellotto sua moglie nel 1977 rileva  una vecchia osteria davanti a un campo di calcio parrocchiale. Giancarlo (Carlo per gli amici) appassionato di calcio allena la squadra locale.

Servono vini e cicchetti, con passione per la cucina. Maffioli critico gastronomico, suo amico e confidente intuisce le capacità di Carlo.

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Nel 2000 Carlo trasferisce l’attività in un cascinale veneto di fine 800. Lo restaura completamente, allestisce la cucina, tre salette, un salone, 7 camere.

C’è spazio per un ampio giardino estivo con fontana con un fiore di radicchio  con acqua a cascata.

I suoi piatti vengono presentati in tutto il mondo, una passione del radicchio trasmessa dalla sua mamma.

La sua fama è Nazionale e Internazionale, Cina Giappone, Arabia, in Vaticano e in Parlamento.

Carlo scrive un libro ricettario “Il Fiore che si mangia” nel 2021 e 2024 in riedizione.

Una celebre frase del libro che è divenuta internazionale è: “non si può pensare bene, amare bene, dormire bene se non si ha mangiato bene”

Dal 2020, il figlio Simone Pasin e mamma Teresina con tutto lo staff conducono con successo l’attività.

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TERESINA E SIMONE

Incontriamo Simone ad un evento al Ferrowine, ci racconta la sua storia e decidiamo di conoscere L’Osteria del radicchio.

Ci accoglie in un salone con caminetto acceso scoppiettante e Teresina ci dà il benvenuto.

Il menù è invitante, un tripudio del radicchio in tutte le varianti possibili. Ci lasciamo condurre con le loro portate.

Trionfo di radicchio mantecato in saor, marinato, fritto 

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Radicchio mantecato, saor, fritto

Gnocchi di patate americane e radicchio, con castagne e guanciale

Gnocchi patate americane e radicchio con castagne e guanciale

Pappardelle “sfiziose” con ragù di puntine di maiale e radicchio 

Pappardelle sfiziose

Sopa Coada composta da strati di pane raffermo e carne di piccione, gratinati in forno con formaggio grana e serviti con il loro brodo caldo.

Sopa Coada

E poi la faraona arrostita farcita di bontà con Monte Veronese e radicchio, salsa di Recioto ed accanto un soffice purè di patate.

Faraona farcita di bontà

Tra i piatti must gli straccetti alla Pasina, creazione dello Chef Pasin negli anni ‘8o, composta da fettine sottili di manzo e vitello alla piastra, spolverata di parmigiano e pecorino grattugiato,  tartufo e gocce di olio di tartufo bianco

Straccetti alla Pasina

Un bel dessert senza glutine consistente in un gelato al radicchio con caramello all’arancia e mousse di liquerizia e clementine.

Altri piatti  di rilievo che vengono serviti e meritano la segnalazione sono:

Pasta e fagioli con aggiunta di radicchio tardivo

Oca arrosta con patate al forno e sedano croccante

Baccalà alla Vicentina con polenta

Trippa alla parmigiana con polenta

Teresina ci ha parlato della sua vita con Carlo, che purtroppo è scomparso da poco. Lei si rivolge sempre a tutti chiamandoli “amore” è famosa per questo!

Teresina mi racconta

Per chi non ha la possibilità di recarvisi ecco un cadeau della famiglia, ossia la bella ricetta della

Faraona arrostita ripiena di radicchio rosso tardivo di (TV) IGP e Monte Veronese con riduzione di Recioto di Soave.

Ingredienti per 6 porzioni:

1 Faraona mezzo busto (metà faraona divisa verticalmente)

250 grammi di macinato misto (pollo/faraona) o solo pollo

2 cespi di radicchio lavati asciugati e tagliati a 2 cm

2 cucchiai di pecorino grattugiato

100 g Di Monte Veronese grattato a scaglie

1 scalogno tritato

1/3 di bicchiere di brandy

1 cucchiaio di trito di erbe aromatiche (salvia, rosmarino, timo).

 

Pee la salsa

200 g di recioto di Soave

1 rametto di timo

mezzo scalogno

sale.

 

Procedimento

Scottare il radicchio con un fondo di scalogno e olio evo sfumandolo con del brandy, scolare l’acqua e lasciare raffreddare.

Amalgamare il radicchio al macinato misto di carne, pecorino, Monte Veronese, il trito d’erbe, sale e pepe.

Con l’aiuto di un batticarne appiattire leggermente la faraona, distribuire la farcia di carne, arrotolare, e legare la faraona con lo9 spago.

Disporre il rotolo della faraona ben oleata in una teglia (con qualche odore e un aglio schiacciato)

Infornare a 170° con forno preriscaldato per circa 40 minuti.

Dopo 10 minuti sfumare con del brandy, se necessario aggiungere acqua o brodo e portare a cottura.

Nel frattempo mettere in un pentolino il recioto con un rametto di timo e mezzo scalogno tagliato a rondelle e farlo ridurre a fuoco moderato poco più della metà.

Trascorso il tempo di cottura tirare fuori dal forno la carne e lasciarla riposare per qualche minuto, togliere lo spago e porzionarla in 6 trancetti.

Si consiglia di servirli con del purè di patate, in un piatto di portata mettere una cucchiaiata di purè, adagiarvi sopra il pezzo un carne e salsare con la riduzione al recioto.

Vino da abbinare Marocchesa Merlot.

 

 

Osteria alla Pasina Via Marie, 3

Dossion di Casier (TV)

C.F.e P.I. 0212329060

www.pasina.it

Chiuso la domenica sera e lunedì

terrazza estiva, sale ristorante da 20 coperti ciascuna

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Nata tra le Dolomiti dell'Alto Adige, dove spicca il Catinaccio, noto come Rosengarten per il suo colore acceso al tramonto, mi sono appassionata alla degustazione dei vari piatti altoatesini, tra locande, masi, dove il profumo del fieno inebria la mia mente. Ho le mie radici famigliari nella Laguna di Venezia ma qui a Bolzano non mi manca nulla. A valle delle montagne ci sono laghi, prati in fiore, terrazzi  adornati da stupendi gerani. Per non parlare di meleti e di quei vigneti da cui provengono i pregiati vini altoatesini conosciuti in tutto il mondo.
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