Il Fritto misto alla piemontese

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Non tutti sanno che con l’espressione “fritto misto” non ci si riferisce solamente alla gustosa e profumatissima frittura di pesce che ha come protagonisti gamberi, calamari, totani, triglie e acciughe, ma anche ad una non meno deliziosa pietanza della tradizione culinaria piemontese. Si tratta di un piatto dalle origini antiche e tipico del periodo autunnale ed invernale, in quanto particolarmente calorico e, di conseguenza, più adatto e più gradito nei mesi dell’anno in cui il clima è particolarmente rigido. Il Fritto misto alla piemontese, conosciuto in Piemonte con il nome di Fricassà mescià, è prettamente un piatto di terra che unisce il dolce al salato: oltre alla carne ed agli ortaggi, che vengono passati nell’uovo e il pangrattato e poi fritti, sono, infatti, ingredienti tipici la mela, l’amaretto e il semolino dolce al cioccolato.

Il Fritto misto non può mancare sulle tavole piemontesi soprattutto nei giorni di festa. Poiché particolarmente ricco, generalmente lo si preferisce gustare come piatto unico, sebbene si presti bene come antipasto. Non vi è un’unica ricetta di questa gustosa ed invitante specialità, dal momento che i suoi ingredienti possono variare per stagione, disponibilità o gusto.

Le origini

Il Fritto misto alla piemontese è un piatto dell’antica tradizione contadina, tempi in cui gli animali venivano ancora macellati in casa. Quelli di grossa taglia, quali il maiale, il vitello e l’agnello, dopo la macellazione, venivano suddivisi all’interno della famiglia, mentre le loro parti meno pregiate, come i rognoni, la cervella, il fegato e i testicoli, per non buttarli e, dunque, per evitare lo spreco, venivano consumati assieme ai sanguinacci dopo essere stati impanati e fritti in olio nel primo giorno festivo successivo alla macellazione.

Il Fritto misto alla piemontese attualmente

Oggi questa specialità piemontese non è più considerata un piatto povero, in quanto non è più realizzata soltanto con le frattaglie, bensì con carni pregiate, come le costolette d’agnello, le salsiccette di maiale e le fettine di fegato di vitello ed è proposta nei ristoranti piemontesi più prestigiosi oltre che sulle tavole piemontesi nelle grandi occasioni.

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Curiosità

Nel Monferrato, precisamente a Crea, nota sede del Sacro Monte, patrimonio dell’Unesco, esiste un’Accademia dedicata al Fritto misto alla piemontese: l’Accademia della Fricia, Confraternita del Fritto misto alla Monferrina. La Fricia è una particolare variante del Fritto misto piemontese per realizzare la quale vengono impiegate ben 15 parti, di cui 9 salate, 5 dolci e 2 accompagnamenti: bistecca di maiale, bistecca di coscia di vitello, salsiccia di suino, filoni, animelle, cervelle, fegato bovino, polmone bovino, granelle, semolino (friciulin), semolino al cioccolato, bignola al cioccolato, mela, amaretto, carote fritte, bagnetto verde.

I locali

Uno dei locali più rinomati per la cucina del Fritto misto piemontese è la trattoria Cerere, sita in Torino alla Via Legnano, zona Porta Nuova, dove la clientela è accolta da un ambiente semplice e familiare.

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Calabrese, ho conseguito la laurea in Giurisprudenza nel 2011 presso l’Università degli studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e l’abilitazione alla professione forense nel 2016. Già articolista per la testata giornalistica online “Blasting News”, la grande passione per la cucina, ereditata da mio padre, ottimo cuoco ed esperto di funghi, mi ha spinta ad entrare a far parte del meraviglioso team di autori di questo sito interessante e goloso. Mi appassiona tutto ciò che riguarda l’arte culinaria e, quando mi è possibile, partecipo volentieri a fiere, manifestazioni e sagre. Altri miei interessi sono la lettura, lo sport e i viaggi. Dimenticavo: sono anche una buona forchetta!

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