IL GELATO da ELIA
- Lo spirito era quello di un’artista per questo dopo la maturità cerca di incanalarlo scrivendosi ad architettura.
- Il successo arriva subito. Dopo poco si accorge che qualcosa doveva essere cambiato e quindi al posto del bancone dedicato alla cioccolateria decide di dedicarsi anche alla pasticceria quella fredda.
La protagonista di questo racconto è la gelateria Capricci e dolcezze il cui nome nasce dalla seguente dichiarazione di Elia: ogni tuo capriccio è una dolcezza.
Per tutti però questa è la gelateria di Elia o meglio da Elia, perché sin da primi anni che ha aperto è divenuto il posto di ritrovo per chi volesse mangiare un buon gelato.
All’esterno si è dovuto aggiungere all’insegna proprio la scritta – gelateria da Elia – in quanto più volte i clienti nuovi chiedevano se questa fosse quella di Elia.

Nasce pasticciere o meglio figlio di pasticciere e un po’ come tutti i figli d’arte di un tempo, sin da piccoli si aveva “l’obbligo” di dare una mano nell’attività di famiglia.
In lui però abitava uno spiccato senso artistico e che voleva assecondare.
Infatti seppur nell’adolescenza intraprende gli studi da geometra quando dedicava il tempo alla pasticceria di famiglia cercava di tirare fuori le sue idee con dolci diversi e che riscuotevano anche un certo successo.
Lo spirito era quello di un’artista per questo dopo la maturità cerca di incanalarlo scrivendosi ad architettura.
Dopo tempo si accorge che non faceva per lui per questo decide di lasciare partendo per il servizio militare.
Finita la leva decide di fare il postino e va al nord dove riesce a fare tutte una serie di esperienze che cambiano il suo carattere e forse lo preparano a quello che poi sarà il suo futuro.
Dopo anni rientra e decide di aprire la sua attività sfidando i tempi proponendo la vendita non solo dei gelati ma anche di coloniali.
Il successo arriva subito. Dopo poco si accorge che qualcosa doveva essere cambiato e quindi al posto del bancone dedicato alla cioccolateria decide di dedicarsi anche alla pasticceria quella fredda.

Questo perché secondo lui, il cliente deve essere stimolato e deve sempre poter scegliere qualcosa di diverso.

Infatti ancora oggi cerca di inventarsi proposte nuove, fa suoi i trend nel senso che li cavalca mettendoci del suo e dandogli quel carattere unico che solo un vero artista sa fare.
Il suo divertimento più grande è stare al bancone o meglio a contatto con il pubblico.
Mi racconta che lui fa un gioco quando entra una coppia, cerca di capire chi dei due è più ostile al gelato perchè forse aveva voglia di altro, tipo andare a prendere un caffè.
Ed è li che scatta la sfida: cerco di conquistare quella persona, la osservo, provo a capire quale gusto le/gli possa piacere e con un cucchiaino invito ad assaggiare il gusto selezionato.
Nella maggior parte dei casi ci azzecco ed è li che ho conquistato un cliente non fedele, di più: fedelissimo.
E’ come se riuscissi ad avere i raggi x.
Altro aspetto divertente per lui è anche quando il cliente gli chiede consiglio su quali gusti scegliere e così guardandolo gli propongo quelli che possono essere di suo gradimento.
Uno dei suoi cult è il gelato caldo al gusto di babà oltre alla pasticceria fredda. Infatti quest’ultima nasce da una esigenza pragmatica.
Quando finisce la stagione estiva devi poter dare una continuità al lavoro così da permetterti di andare avanti nei mesi in cui il gelato si predilige di meno.
Anche se il gelato da Elia, per me, si può mangiare sempre.
E’ un appuntamento per cui ritrovarsi e scappare dalla quotidianità, è quella pausa a cui non riesci a dire di no quando te la propongono, è quel capriccio di dolcezza da regalarsi in ogni momento dell’anno.



