- La lista è lunga:
- Il Pedocio de Trieste (la cozza triestina),
- La Cozza di Scardovari (protette dall’unica DOP italiana in materia di mitili), la Cozza adriatica (coltivata nella rinomata riviera romagnola), le cozze del Golfo di Napoli e del litorale flegreo, le Selvagge del Conero, la Cozza di Olbia e, ultime ma non ultime, le Cozze pugliesi tra cui spiccano le garganiche e quelle di Taranto, e le famose e pregiate Pelose, peculiarità tutta appula, dal sapore intenso, minerale e profumato: una vera delizia per i palati.
- *CITRO: Con il termine citro, nell’area tarantina viene indicata una sorgente d’acqua dolce che sbocca dalla crosta sottomarina.
- ** La glucosamina rientra nell’elenco stilato dal Ministero della Salute “Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico”.
- Dove mangiare
- Per il pranzo il passaggio è d’obbligo al Ristorante Cristal di Francesco Palmisano che coadiuvato dalla giovanissima figlia Marina, conduce questo locale che si è imposto come una delle attrattive della zona alla pari di un’opera d’arte.
- E di arte davvero si tratta se sperimentate la capacita di accogliere l’ospite da parte dei loro titolari, da farli sentire immediatamente a proprio agio.
- Li troverete a Massafra, pochi chilometri fuori Taranto, dove scoprirete il miglior pescato fresco proveniente dai vicini Mercati Ittici di Taranto e di Bari con acquisti da poter offrire il massimo della qualità trasformati in piatti di elevata portata edonistica.
Il Golfo di Taranto
In principio Dio creo ciò che tutti conosciamo dalla Bibbia, ma la domenica, quando ebbe completato il lavoro, si accorse che mancava qualcosa.
Ed ecco, che guardando alla meraviglia del golfo di Taranto, appena creato, capi’ che qui dovevano nascere le cozze Mytilus Galloprovncialis.
Ne definì forma, biologia e profumi. Ne assaggiò il frutto e vide che era cosa buona e giusta. E cozza fu.
Decise percio che questo fosse il luogo geograficamente e pedologicamente migliore per farla vivere e dove avrebbe vissuto meglio.
Fu cosi che, prevedendo i buon auspici di San Cataldo (che, da leggenda, pare fosse sua l’idea della creazione del CITRO* SAN CATALDO), generò i due seni del mare interno ed il dirimpettaio, profumatissimo, inarrivabile per grandezza, Golfo di Taranto.
Elegia della cozza (di Cristiana Papazzissis)
Era diverso aprile, allora c’era allegria, e tracce di cozze sulla scogliera, canzoni in riva al tramonto, pretendenti vanamente appostati agli angoli. (Memoria y deseo, Manuel Vázquez Montalbán)
La cozza è un frutto del mare antico e meraviglioso, coacervo di importanti e salubri elementi nutritivi, vitamine, proteine nobili, tra cui addirittura l’antinfiammatoria glucosamina. * *
Alimento così poco calorico da essere amico di molte diete, è stata definita anche regina povera del mare.
In molti hanno speso parole poetiche per celebrarla e, non di rado, la sua forma ha stuzzicato la malizia di qualche pensatore pruriginoso. La poesia in una cozza, la magia in una cozza.
Eppure, talvolta, tale sostantivo diventa il sinonimo per identificare in maniera dispregiativa una donna malfatta e sgraziata, peraltro anche appiccicosa.
Epiteti che non rendono giustizia alla bellezza del guscio nero e lucente di questo fantastico mitile.
Questo frutto attraversa la storia dell’umanità e la sua coltivazio ne è stata padroneggiata da così tante popolazioni da perdersi nella notte dei tempi.
Il Mediterraneo è stato un magnifico sfondo alla storia della cozza e del suo allevamento: basti pensare che, solo in Italia, fin dai tempi dell’antica Roma, si contano svariate specie che, nel tempo, si sono evolute determinando nuove tipologie di famiglie, con tratti identi-ficativi precisi.
La lista è lunga:
Il Pedocio de Trieste (la cozza triestina),
La Cozza di Scardovari (protette dall’unica DOP italiana in materia di mitili), la Cozza adriatica (coltivata nella rinomata riviera romagnola), le cozze del Golfo di Napoli e del litorale flegreo, le Selvagge del Conero, la Cozza di Olbia e, ultime ma non ultime, le Cozze pugliesi tra cui spiccano le garganiche e quelle di Taranto, e le famose e pregiate Pelose, peculiarità tutta appula, dal sapore intenso, minerale e profumato: una vera delizia per i palati.
In Puglia si dice che i ricci vadano consumati nei mesi con la “r”, mentre le cozze durante quelli senza la “r”
A onore del vero, la cozza raggiunge la sua apoteosi gustativa e la sua maturazione durante i mesi di luglio e agosto, quando non c’è niente di più appagante di una bellissima impepata di cozze annaffiata da un bel vino bianco beverino in riva al mare.
*CITRO: Con il termine citro, nell’area tarantina viene indicata una sorgente d’acqua dolce che sbocca dalla crosta sottomarina.
** La glucosamina rientra nell’elenco stilato dal Ministero della Salute “Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico”.
Diverse sono le proprietà che le vengono attribuite: la principale riguarda la sua potenziale attività di rinforzo delle articolazioni e contribuirebbe a preservare la struttura e il grado di elasticità della cartilagine.
Secondo alcuni studi, inoltre, la glucosamina sarebbe di sostegno all’organismo in caso di lavoro fisico e mentale intenso e avrebbe attività anti-infiammatorie.
Dove mangiare
Per il pranzo il passaggio è d’obbligo al Ristorante Cristal di Francesco Palmisano che coadiuvato dalla giovanissima figlia Marina, conduce questo locale che si è imposto come una delle attrattive della zona alla pari di un’opera d’arte.
E di arte davvero si tratta se sperimentate la capacita di accogliere l’ospite da parte dei loro titolari, da farli sentire immediatamente a proprio agio.
Li troverete a Massafra, pochi chilometri fuori Taranto, dove scoprirete il miglior pescato fresco proveniente dai vicini Mercati Ittici di Taranto e di Bari con acquisti da poter offrire il massimo della qualità trasformati in piatti di elevata portata edonistica.




