Il Golfo di Taranto

Il Golfo di Taranto

 

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Il Golfo di Taranto

In principio Dio creo ciò che tutti conosciamo dalla Bibbia, ma la domenica, quando ebbe completato il lavoro, si accorse che mancava qualcosa.

Ed ecco, che guardando alla meraviglia del golfo di Taranto, appena creato,  capi’ che qui dovevano nascere le cozze Mytilus Galloprovncialis.

Ne definì forma, biologia e profumi. Ne assaggiò il frutto e vide che era cosa buona e giusta. E cozza fu.

Decise percio che questo  fosse il luogo geograficamente e pedologicamente migliore per farla vivere e dove avrebbe vissuto meglio.

Fu cosi che, prevedendo i buon auspici di San Cataldo (che,  da leggenda, pare fosse sua l’idea  della  creazione del CITRO* SAN CATALDO),  generò i due seni del mare interno ed il dirimpettaio, profumatissimo, inarrivabile per grandezza, Golfo di Taranto.

Elegia della cozza (di Cristiana Papazzissis)

Era diverso aprile, allora c’era allegria, e tracce di cozze sulla scogliera, canzoni in riva al tramonto, pretendenti vanamente appostati agli angoli. (Memoria y deseo, Manuel Vázquez Montalbán)

La cozza è un frutto del mare antico e meraviglioso, coacervo di importanti e salubri elementi nutritivi, vitamine, proteine nobili, tra cui addirittura l’antinfiammatoria glucosamina. * *

Alimento così poco calorico da essere amico di molte diete, è stata definita anche regina povera del mare.

In molti hanno speso parole poetiche per celebrarla e, non di rado, la sua forma ha stuzzicato la malizia di qualche pensatore pruriginoso. La poesia in una cozza, la magia in una cozza.

Eppure, talvolta, tale sostantivo diventa il sinonimo per identificare in maniera dispregiativa una donna malfatta e sgraziata, peraltro anche appiccicosa.

Epiteti che non rendono giustizia alla bellezza del guscio nero e lucente di questo fantastico mitile.

Questo frutto attraversa la storia dell’umanità e la sua coltivazio ne è stata padroneggiata da così tante popolazioni da perdersi nella notte dei tempi.

Il Mediterraneo è stato un magnifico sfondo alla storia della cozza e del suo allevamento: basti pensare che, solo in Italia, fin dai tempi dell’antica Roma, si contano svariate specie che, nel tempo, si sono evolute determinando nuove tipologie di famiglie, con tratti identi-ficativi precisi.

La lista è lunga:

Il Pedocio de Trieste (la cozza triestina),

La Cozza di Scardovari (protette dall’unica DOP italiana in materia di mitili), la Cozza adriatica (coltivata nella rinomata riviera romagnola), le cozze del Golfo di Napoli e del litorale flegreo, le Selvagge del Conero, la Cozza di Olbia e, ultime ma non ultime, le Cozze pugliesi tra cui spiccano le garganiche e quelle di Taranto, e le famose e pregiate Pelose, peculiarità tutta appula, dal sapore intenso, minerale e profumato: una vera delizia per i palati.

In Puglia si dice che i ricci vadano consumati nei mesi con la “r”, mentre le cozze durante quelli senza la “r”

A onore del vero, la cozza raggiunge la sua apoteosi gustativa e la sua maturazione durante i mesi di luglio e agosto, quando non c’è niente di più appagante di una bellissima impepata di cozze annaffiata da un bel vino bianco beverino in riva al mare.

*CITRO: Con il termine citro, nell’area tarantina viene indicata una sorgente d’acqua dolce che sbocca dalla crosta sottomarina.

** La glucosamina rientra nell’elenco stilato dal Ministero della Salute “Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico”.

Diverse sono le proprietà che le vengono attribuite: la principale riguarda la sua potenziale attività di rinforzo delle articolazioni e contribuirebbe a preservare la struttura e il grado di elasticità della cartilagine.

Secondo alcuni studi, inoltre, la glucosamina sarebbe di sostegno all’organismo in caso di lavoro fisico e mentale intenso e avrebbe attività anti-infiammatorie.

Dove mangiare

Per il pranzo il passaggio è d’obbligo al Ristorante Cristal di Francesco Palmisano che coadiuvato dalla giovanissima figlia Marina, conduce questo locale  che si è imposto come una delle attrattive della zona alla pari di un’opera d’arte.

E di arte davvero si tratta se sperimentate la capacita di accogliere l’ospite da parte dei loro titolari, da farli sentire immediatamente a proprio agio.

Li troverete a Massafra, pochi chilometri fuori Taranto, dove scoprirete il miglior pescato fresco proveniente dai vicini Mercati Ittici di Taranto e di Bari con acquisti da poter offrire il massimo della qualità trasformati in piatti di elevata portata edonistica.

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Nato in Calabria nel marzo del 58 da genitori pugliesi, esercita la professione di Medico Veterinario Igienista (Qualità e Sicurezza Alimentare) presso la ASL BARI come Dirigente Medico Veterinario Area Ispezione e Controllo degli Alimenti di Origine Animale. Laureatosi in Medicina Veterinaria nel 1985,  consegue la seconda Laurea in Scienze della Maricoltura ed Igiene dei Prodotti Ittici presso l'UNIBA nel 2007. Esercita per quanto previsto per i medici e veterinari del Servizio Sanitario Nazionale, la libera professione intra moenia ad Altamura a favore di animali d’affezione.  Si occupa da sempre di produzione agro alimentare, è stato curatore/relatore per corsi sui formaggi, sulle carni e  salumi, oltre  referente regionale in Puglia, dal 2007 al 2014, del progetto educativo e di formazione per i docenti del MIUR "Orto in Condotta". Fonda nel 2007 l’Associazione “Il Sogno di Arlecchino_Ricerca e tutela della Biodiversità” che candida alla gestione del progetto pilota “CENTRO STUDI PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA’ E DEL TURISMO SOSTENIBILE” ed all’utilizzo di terapie “altre” nel contesto del disagio mentale. Sommelier con diploma AIS , ha collaborato al progetto editoriale dell’A.I.S. Puglia “Messaggi in Bottiglia” e di Slow Food Editore "Extravergine". E’ Iscritto dal 2011, presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, all’Albo Nazionale degli Assaggiatori di Olii di Oliva Vergine ed Extravergine ed è   membro effettivo del Gruppo Panel di assaggio olio DOP Terre di Bari, presso la Camera di Commercio di Bari.  Impegna la propria competenza istituzionale, per declinare al meglio le tematiche inerenti la produzione agro zootecnica e la valorizzazione dei prodotti di qualità sanitaria, etica e nutrizionale anche in attività extra professionali, attraverso l'organizzazione in ambito Universitario di eventi a carattere scientifico e di aggiornamento professionale; nel 2015 consegue il Master Universitario in Cultura dell'Alimentazione e delle Tradizioni eno gastronomiche, presso l'Università degli Studi UNIROMA 2 di Tor Vergata.Ha governato la Condotta Slow Food delle Murge dal 2010 al 2018
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