Il gruppo Alejandro Bulgheroni Family Vineyards azienda dell’anno Gambero Rosso

Heritage in Vision. Rome 4. Giugno 2026. Idylio by Apreda © Francesco Vignali Photography

Il gruppo Alejandro Bulgheroni Family Vineyards azienda dell’anno Gambero Rosso

Ha dovuto fare una “forzatura” il Gambero Rosso per attribuire ad un gruppo quello che è un premio, istituito tre anni fa, quale migliore azienda dell’anno. Una forzatura solo di nomenclatura perché l’azienda è una, ha origine Italo-Argentina, o meglio Argentina con origini italiche. Già perché il fondatore della Alejandro Bulgheroni Family Vineyard è argentino di nascita, il suo bisnonno, Giovanni Alessandro Bulgheroni, era partito da Olgiate Comasco nel lontano 1873 per giungere in terra di Argentina. Il rapporto tra Italia e Argentina è così stretto che gli “oriundi” così sono denominati quanti nati all’estero abbiano origine da famiglia italiana, possono ottenere agevolmente la cittadinanza del nostro paese. Non so se Alejandro l’abbia fatto, ma poco importa, in Italia ci è arrivato con la sua azienda recentemente, nel 2012, acquisendo una realtà del Chianti Classico, Dievole, metà sul macigno del Chianti e l’altra metà sul Monte Morello.

Qualche cenno storico

Nato in Argentina, Bulgheroni, petroliere, si è avventurato gradualmente nel mondo del vino, come nella maggior parte dei casi casualmente. Nel 1997, mentre cercava un terreno per costruire una casa al mare a Punta del Este, in Uruguay, lui e sua moglie Bettina scoprirono una splendida proprietà costiera a Garzón, nel dipartimento di Maldonado. La topografia di questo luogo era diversa dalle pianure di altre regioni vinicole uruguaiane. E qui piantò le sue prime viti nel 2007. Da lì è iniziata la sua nuova avventura. Alejandro Bolgheroni ha oggi 82 anni, al vino ci è arrivato tardi ma con l’intento di restituire alla Terra il più possibile di quanto le è stato privato, rendendo la sostenibilità una parte importante della sua missione. “Credo fermamente che, dando priorità alla tutela dell’ambiente, possiamo creare un cambiamento significativo e positivo per il futuro”, ha sottolineato Bulgheroni rispondendo alla rivista americana “Wine Enthusiast”.

Alejandro Bulgheroni Family Vineyard in Italia

In Italia, come detto, è sbarcato nel 2012, acquisendo via via 330 ettari di vigneto degli oltre mille che ha in giro per il mondo. I suoi 330 ettari sono tutti in Toscana: i primi come detto nell’area del Chianti Classico, due cantine, Poggio Landi e Podere Brizio nell’areale di Montalcino, nella doc di Bolgheri con Tenuta Le Colonne e Tenuta Meraviglia. La filosofia è una sola: l’ambiente lavora da sé se ben curato, rispettato e aiuta l’uomo, inteso come essere umano, a preservare il prodotto preservando la natura.

E non sarà un caso che per raggiungere questo obiettivo in Italia, Alejandro Bolgheroni si sia affidato ad un agronomo fulminato sulla via di Damasco, Lorenzo Bernini (un cognome importante per la Toscana e non solo) che dopo essere stato un convinto assertore dell’uso massiccio del diserbante, oggi naviga in una convinzione olistica che ne fanno un punto di riferimento per tutte le aziende italiane del gruppo. In tutte le aziende, anche se pre-esistenti, la nuova modalità è stata resa prioritaria: il vigneto va piantato dove deve faticare, non oziare, cercare di portare le radici in profondità, sia per cogliere le diverse realtà di un terroir che si differenzia scendendo nel profondo, sia per evitare che i fenomeni atmosferici estremi sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, finiscano per “annacquare” sia filosoficamente che pragmaticamente le radici dei vitigni.

La masterclass

Insomma, una realtà che ha fatto del rispetto ambientale il suo manifesto culturale e che il Gambero Rosso ha voluto premiare, presentandola lo scorso mercoledì 3 giugno presso Idylio by Apreda, ristorante stellato Michelin.

Heritage in Vision. Rome 4. Giugno 2026. Idylio by Apreda © Francesco Vignali Photography
Heritage in Vision. Rome 4. Giugno 2026. Idylio by Apreda © Francesco Vignali Photography

A guidare la masterclass Marco Sabellico, curatore Vini d’Italia del Gambero Rosso ed Enrico Viglierchio, Direttore Generale del ABFV per l’Italia e la Francia.

Heritage in Vision. Rome 4. Giugno 2026. Idylio by Apreda © Francesco Vignali Photography
Heritage in Vision. Rome 4. Giugno 2026. Idylio by Apreda © Francesco Vignali Photography

La degustazione

Il Trebbiano

La degustazione è iniziata con il Campinovi bianco Toscana IGT della cantina Dievole, un trebbiano del 2023 in cui la maturazione in legno, in particolare per un terzo in castagno toscano, attribuisce al vino un piacevole sentore di miele di castagno, nocciolato  accostato ad agrumi, così da smorzare l’amaro con cui il legno di castagno avrebbe potrebbe imporre al vino.

Heritage in Vision. Rome 4. Giugno 2026. Idylio by Apreda © Francesco Vignali Photography
Heritage in Vision. Rome 4. Giugno 2026. Idylio by Apreda © Francesco Vignali Photography

Sarebbe stato l’ideale, a mio parere, nell’abbinamento con il Carpaccio di Muggine, Patate e Zafferano del pranzo che a seguito la degustazione, a cui è stato invece abbinato il vermentino della Tenuta Meraviglia, Botro dei Fichi, che però non ha retto il confronto.

Il Chianti Classico

A seguire Casanova Chianti Classico DOGC del 2023, vitigno Macigno del Chianti e Novecento Chianti Classico Docg Riserva 2021. A parte la minima differenza dovuta al 100% di Sangiovese del primo e 95% del secondo, i 13 mesi in botte grande di rovere francese per il primo e 18 per il secondo, un aspetto li ha uniti: troppo giovani.

Costruiti per essere affinati a lungo con annate così vicine, per un vitigno come il Sangiovese, avendo l’intento di farlo esprimere al meglio, per alcuni aspetti sono ancora un po’ giovani, grezzi, ovviamente per un vino che ha ambizioni di espressione ben superiori. Caratteristica che abbiamo riscontrato anche nei Brunello di Montalcino di Poggio Landi e Podere Brivio.

Come ha riconosciuto Enrico Viglierchio, sono le prime bottiglie immesse sul mercato, avendo, correttamente, riavviato la produzione secondo la nuova filosofia che il gruppo ABFV ha voluto portare.

Il Bolgheri

Sfidante anche la scelta per la Tenuta Meraviglia. Se il primo dei vini presentati, il Bolgheri Superiore Doc 2021, presentava una scelta blend di 70% di Cabernet Sauvignon e 30% Cabernet Franc, il Bolgheri Vigna Pianali 2021 e il Bolgheri Superiore Maestro di Cava 2020 sono Cabernet Franc 100%.

Grande stile ma con un potenziale ancora inespresso. Diamo tempo al tempo e dovrò scriverne diversamente. Certamente non è da mancare la Cantina Meraviglia dal punto di vista architettonico, visto che è stata costruito all’interno di una cava abbandonata. Saprò dirvi.

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Giornalista professionista dal 1994, ha lavorato per diverse testate nazionali, stampa, radio e video, oltre che per alcune istituzioni politiche. Laureato in lettere, indirizzo storia contemporanea, da oltre venti anni lavora alla comunicazione di istituti scientifici, legati allo spazio e all’astrofisica spaziale. È stato Fondatore e Direttore Editoriale del magazine cartaceo Globalscience e del giornale online Artemis Scienza. È tra gli autori e curatori del libro Italia Dello Spazio 1948-2008. È autore, con Marco Spagnoli che ne è anche il regista, del documentario Spazio Italiano, dalle Origini al San Marco prodotto da Istituto Luce. Dal 2023 è sommelier professionista ed ha ripreso ad occuparsi giornalisticamente del settore agroalimentare.
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