Il Morellino di Scansano in tour ritorna a Roma

Consorzio del Morellino di Scanzano: Morellino in Tour © Francesco_Vignali_Photography

Il Morellino di Scansano in tour ritorna a Roma

Altra tappa per uno dei vini più noti in Italia e all’estero, per la sua bevibilità e piacevolezza.

Il Morellino di Scansano nasce in Toscana nella Maremma a ridosso del Monte Amiata e il mar Tirreno e gode di tutto il beneficio della vicinanza al mare.

Per raccontarlo una serata organizzata da Gambero Rosso Academy a Roma, con il presidente del Consorzio di tutela del Morellino Bernardo Guicciardini, il direttore Alessio Durazzi e alcuni produttori in sala. A guidare gli assaggi Giuseppe Carrus, curatore della Guida Vini d’Italia.

Giuseppe Carrus e Presidente Guicciardini
Giuseppe Carrus e Presidente Guicciardini

Il Morellino è un vino che si adatta bene a quello che il pubblico cerca, una beva non complicata e di qualità. Per il Sangiovese la vicinanza al mare è determinante e la sua unicità risiede nei caratteri che in questo territorio assume.

Tra le immediate novità la prossima ufficializzazione della dicitura Superiore per quello che oggi è l’Intermedio, tra l’Annata e la Riserva. Per questa veste non è obbligatorio l’affinamento in legno, la resa è sempre bassa e il Sangiovese si sposa con varietà autoctone o internazionali in minima quantità.

Presidente e direttore Consorzio
Presidente e direttore Consorzio

Per rendere l’idea di quello che abbiamo assaggiato, qualche nota di degustazione solo per alcune delle aziende presenti.

Prima batteria - annata
Prima batteria – annata

Mantellassi, “Mago di O3”, 2024. Azienda storica con vigne a ridosso sul mare, le cui radici toccano quasi l’acqua andandosi a impregnare di salsedine. Al gusto è piacevole, il tannino setoso, un vino pulito che distende il sorso. Mantellassi produce un milione di bottiglie, con 110 ettari vitati arrivando anche alla doc Maremma. In cantina non si aggiungono solfiti, decisione presa quasi per scherzo ma che alla fine ha funzionato. Il frutto rosso è protagonista, si accompagna a speziatura che poi evolve in mineralità.

Frescobaldi “Santa Maria” 2023. La tenuta è ammiraglia nella denominazione, non chiede presentazioni. La maturità del frutto qui è più accentuata, richiama più croccantezza, il sorso è intrigante. Dal frutto alle spezie si giunge a una sapidità ancor più elevata.

Bruni, “Marteto” 2023. Da uve Sangiovese, Syrah e Alicante (in minima presenza). Un vino che presenta più sapidità e frutto marcato, tipicamente fresco come vuole l’annata e delle note speziate regalate in parte dalla varietà internazionale.

Per il Superiore (o Intermedio) vi raccontiamo…

Azienda Provveditore con “Provveditore” 2023, presenta la produttrice Cristina Bargagli, donna di grande carattere. Vino decisamente territoriale, un po’ più duro, dalla grande acidità, e dove sapidità e tannino vengono in risalto. La nota ferrosa si percepisce molto all’olfatto, grazie alla natura dei terreni, la complessità si arricchisce e il frutto evolve. Il territorio parla perfettamente nel calice”.

Azienda Santa Lucia, “Tore del Moro” 2022. Una realtà famigliare che produce Morellino dal 1997. Sangiovese in purezza, fa botte grande che ha preso il posto della barrique. La complessità è più stringente, il frutto rosso si arricchisce di toni autunnali, sottobosco, foglie secche, resine, guizzi speziati. Al gusto c’è un’estrazione maggiore e il passaggio da botte piccola a una grande rispetta i caratteri della varietà. Il tannino è setoso, delicato, accarezza la bocca e concede un sorso ritmato e sempre teso.

Tore del Moro 2022
Tore del Moro 2022

Fattoria di Magliano “Heba” 2022. Vino che interpreta bene la filosofia aziendale è un vino del cuore. Un figlio unico che si comporta benissimo, adatto per fare dei giorni sempre un’occasione speciale. Le uve si trovano sull’ultima collina che da Scansano scende verso il mare. La vinificazione avviene in acciaio e fa affinamento in grandi vasi di cemento. La fragranza è impeccabile. I terreni sono ricchi di calcare, dove le radici penetrano in profondità. La produzione per ettaro è molto limitata e questo vino traduce bene l’identità della famiglia che ama esprimersi come vuole facendolo al meglio.

Heba - Fattoria di Magliano
Heba – Fattoria di Magliano

Sulle Riserve andiamo a incrementare la complessità ma senza perdere il brio e il gusto della beva

Massi di Mandorlaia, “Riserva Mandorlaia” 2021. Azienda che ha iniziato negli anni ’90 (costola di Guicciardini) su un posto stupendo esposto a ovest, colline meravigliose e dopo tre anni di scavi ha preso il nome che ha. Sessanta ettari di vigneto quasi tutto dedicato al Morellino. Un vino che dimostra una punta di selezione delle uve più alte, terreno molto sassoso, sabbioso, stratificato e molto drenante. L’acidità è leggermente inferiore rispetto al Sangiovese del Chianti Classico (origine dell’azienda). Nella Riserva troviamo Sangiovese, un tocco di Alicante, Cabernet e Merlot per dare ulteriore complessità.

Vino ancora in piena vitalità di frutto, aiutato dalle tre uve che marcano ma non snaturano. Aggiungono un tocco sulla parte primaria, una sensazione che dal frutto coinvolge anche il fiore scuro. Al gusto ha una sua completezza, morbido, cremoso e senza stancare perché la parte di sapidità e freschezza non manca mai. Tannino meraviglioso.

SUBERLI - RISERVA
SUBERLI – RISERVA

Suberli, 2020. La famiglia si affaccia al mondo del vino nella zona di Montalcino nella metà del secolo scorso, si imbottiglia negli anni ’90 e il nome inizia a essere un riferimento. Nel 2001 l’avventura in Maremma, a Montiano, con 14 ettari di vitigno, a 200 metri sul mare, terreno quarzoso e arenario. La Riserva esce solo nelle annate buone. Con il tempo hanno cambiato i vitigni e all’oggi è 100% Sangiovese. Due anni di tonneau da 500 lt di rovere francese e attesa di almeno due anni in bottiglia. Raffinato, elegante, sinuoso, dal tannino vellutato e di buona acidità. Grande carattere.

Il Morellino di Scansano ci piace perché è un vino che mantiene intatte le sue caratteristiche, non ascolta le mode ma oggi più che mai si trova ad essere un vino decisamente contemporaneo.

Tutte le foto in articolo sono di Francesco Vignali (Gambero Rosso) che qui si ringrazia
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Romano di origine, conosco ogni angolo di Trastevere e dintorni e da sempre amo il buon cibo e il buon bere. Da piccolo mi piaceva studiare ma anche lavorare e viaggiare. Terminati gli studi, ho iniziato l’arte della panificazione, aprendo poi un’attività insieme ai miei fratelli, una pizzeria al taglio proprio dietro San Pietro. Luogo magnifico e pieno di risorse, dove passano ogni giorno migliaia di turisti. Ho ampliato l’attività integrando l’offerta con piatti freschi del giorno, tutto take away, o da consumare sul posto ma rigorosamente in piedi. La bontà della pizza e la nostra simpatia hanno contribuito a creare un ambiente solido e piacevole, dove tutti vengono, sapendo di trovare accoglienza e prodotti di prima qualità. Con il tempo mi sono appassionato al vino e ho iniziato un viaggio che mi ha portato a conoscere la realtà Bibenda. Nel 2014 mi sono diplomato sommelier Ais e Fis e nel 2024 ho conseguito il Master, acquisendo sempre maggiori conoscenze nel mondo del vino. Amo degustare buone bottiglie e cercare sempre nuovi stimoli. Per questo viaggio e assaggio, senza pregiudizi e aprendomi a tutto quello che la vita offre.
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