Il nuovo “concept” di turismo dell’imprenditore Antonio Alba

Il nuovo “concept” di turismo dell’imprenditore Antonio Alba

 

Il nuovo “concept” di turismo  dell’imprenditore Antonio Alba

L’ “Alba Palace Sicily Hotel” è la sua creazione più bella nel cuore di Favara, elegante 4 stelle alle porte di Agrigento e della Valle dei Templi

Ciò che l’imprenditore Antonio Alba fa in ambito turistico nella sua Favara, cittadina alle porte di Agrigento, crediamo che avrebbe potuto farlo in qualunque altro posto.

E soprattutto, farlo egregiamente, proprio come qui!

Ma è a questa terra che egli è legato visceralmente, di quel legame profondo che i siciliani comprendono molto bene.

Certo, Favara non è Roma, non è New York e non è neanche Catania o Palermo.

Ma è proprio questa la sfida, portare qui una nuova visione dell’accoglienza turistica, piacevolmente miscelata tra architettura moderna, fashion & industrial design e arte.

A pochi chilometri dalle silenziose e affascinanti campagne agrigentine, tra il dolce frinire di insetti e cicale al tramonto e il romantico canto dei passerotti al mattino.

Mentre visitatori e turisti restano convinti che da qualche angolo del paese, a momenti, possa saltare fuori qualche personaggio pirandelliano, qualche protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri o, chissà, qualche nome anglosassone di moderni noir.

È qui, nel cuore della Sicilia più antica, autentica e vera, che Antonio Alba, a cui aggiungiamo la dicitura di “mecenate”, ha deciso di scommettere e di portare la sua nuova idea di imprenditoria turistica, realizzando l’Alba Palace Sicily Hotel, elegante 4 stelle ricavato dal recupero di un antico palazzo nobiliare dell’800, nel cuore pacato del centro storico della sua cittadina di origine.

Uno scrigno dove si conserva con cura l’arte dell’accoglienza siciliana, quella discendente direttamente dalla sacra ospitalità dell’antica Grecia.

Del resto, da qui alla Valle dei Templi il tragitto è breve e la poesia della vita si respira tutta tra i vicoli e le stradine del paese.

La struttura rappresenta il moderno design architettonico, uno sposalizio perfetto tra gli antichi racconti urbanistici e la nuova visione delle costruzioni dell’hotellerie in stile luxury.

Basti pensare che nel 2017 l’Hotel ha conquistato il Premio Internazionale di Architettura e Design d’Autore per la categoria bar, ristoranti e hotel.

Nel 2018 è stato selezionato per partecipare alla Biennale di Venezia, per il progetto di restauro e di valorizzazione di un edificio storico.

Nelle suites di lusso e nelle camere l’accoglienza fa parte della loro stessa essenza, a cui si aggiungono i piatti di una cucina tradizionale e innovativa, proprio come l’Hotel, anch’essi ingredienti utili e gradevoli per scoprire la provincia agrigentina, soprattutto in un momento particolare e prestigioso come questo 2025, anno in cui Agrigento è Capitale Italiana della Cultura.

E poi, come non cedere alle tentazioni del relax, con la Spa “tempio dell’Hammam”, in perfetto stile arabo?

A pochi metri dalla struttura, inoltre, è possibile visitare un altro progetto molto interessante e moderno, il Farm Cultural Park, importante sito di rinnovamento e di rinascita del centro storico, tra i più quotati al mondo per il perfetto connubio instaurato tra il Museo stesso e la cittadinanza.

Un luogo di cultura dove è possibile ammirare da moderni murales ad installazioni di prestigiose firme dell’arte internazionale, dalle tele alle innovative sculture di giovani artisti… il tutto mentre la popolazione vive dentro l’arte stessa, con assoluta naturalezza.

Tornando, infine, per un attimo alla gradevolissima parentesi enogastronomica, l’Alba Palace Luxury Hotel è inoltre caratterizzato, come scrivevamo, dalla presenza del ristorante Le Traveggole (già segnalato sulla Guida Michelin e selezionato tra le eccellenze siciliane della ristorazione) e dello Sky Rooftop Alba Palace (per trasformare le cene in una vera e propria ammirazione del panorama agrigentino).

Una storica cantina a vista, poi, aggiunge fascino alle scelte di abbinamento con vini pregiati, soprattutto siciliani.

Ed è qui l’Executive Chef Giuseppe Gaglio è in grado di coniugare abilmente la tradizione con una visione più moderna della cucina siciliana e, in particolare, del territorio, con l’esaltazione delle materie prime in chiave di ricordanze e di emozioni pure.

Di sua creazione, ci è capitato di degustare, con particolare interesse, uno Sgombro al cartoccio, con lattuga nostrana, mandorla tuono e fonduta di formaggio “ficu”, realizzato in occasione della cena-evento “Sapori di Agrigento”, durante la quale il giovane Chef ha dato abile prova di saper narrare la propria terra al pari di scrittori e di poeti.

Così, i suoi piatti gourmet posso essere degustati sia dalla clientela interna all’Hotel che da quella esterna. Infine, per gli eventi gastronomici sulla terrazza panoramica (su prenotazione, ndr), lo sfondo che fa da cornice alle sue creazioni culinarie è addirittura la Chiesa Madre di Favara, mentre i clienti possono optare per il “percorso degustazione” di 6 portate, a scelta tra carne e pesce.

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Antonio Iacona è nato nel 1974 a Catania. Poeta, scrittore, giornalista, dopo il Liceo Classico si laurea in Lettere Moderne, con una tesi su Gabriele d’Annunzio. Ha esordito nella letteratura nel 1999 con il romanzo Nonostante il silenzio (Ed. Playwork), cui sono seguiti le raccolte di poesie A metà del cielo (Ed. Playwork) e Tra valli e vandee (Aletti Editore), i romanzi Santa Cruz (Ed. i-work) e La Sposa Nera (Ed. Miele), il saggio letterario La Poesia al Potere. Cultura e produzione letteraria nella Fiume dannunziana (Ass. “Gabriele d’Annunzio”) e l’opera teatrale Lugdunum. Nel 2024 ha pubblicato un nuovo volume di poesie, Approcci e approdi. Appunti di vini, di viaggi, di stagioni e di poesie (Il Convivio Editore). Fondatore e presidente dell’Associazione Culturale “Gabriele d’Annunzio”, è fondatore del Premio Letterario “Tito Mascali” e del Premio Giornalistico “Raccontare Catania”. È sommelier e assaggiatore di olio, ha conseguito il Diploma FISAR e l’Attestato ONAV, e da oltre un decennio si occupa di giornalismo enogastronomico, collabora con prestigiose riviste nazionali di settore ed è presentatore di eventi legati all’agroalimentare. È coordinatore editoriale della rivista “Il Cuoco”, magazine ufficiale della Federazione Italiana Cuochi, di cui Iacona è “voce narrante” e presentatore in tutti gli eventi nazionali. Cura gli uffici stampa di prestigiose cantine siciliane, ha tenuto corsi di comunicazione e giornalismo nelle scuole e, di recente, su invito dell’Università degli Studi di Catania, ha tenuto un seminario sul turismo enogastronomico.
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