Il Pallone di Gravina tra le eccellenze italiane, una sfera dura dal cuore morbido
Gravina in Puglia città del Sud Italia denominata “Grana dat et vina” da Federico II di Svevia, città al confine tra Alta Alta Murgia e Murgia Materana, candidata a Capitale della Cultura 2028, vanta una storia antichissima e un’eccellenza italiana: il Pallone di Gravina.
Il Pallone di Gravina è il frutto del coronamento di un percorso fatto di dedizione, lavoro quotidiano, sfide affrontate quotidianamente, e motore di progresso per l’intero comparto lattiero-caseario pugliese.

Questo formaggio rappresenta la testimonianza di quanto il lavoro, la terra e la gente abbiano da offrire al Paese.
Gravina in Puglia città capace di rappresentare un modello efficiente e virtuoso che guarda avanti con fiducia, ha valorizzato la produzione casearia pugliese, puntando su innovazione e sostenibilità.
Gravina in Puglia ha puntato a rafforzare con la sua candidatura a Capitale della Cultura 2028, anche l’internazionalizzazione delle eccellenze gravinesi, promuovendo prodotti come il Pallone di Gravina, apportando al patrimonio culturale, economico e gastronomico un valore aggiunto.
L’obiettivo è quello di raccontare il legame profondo tra il formaggio e il territorio, creando un vera e propria identità culturale che unisce il formaggio italiano.
Il Pallone di Gravina è un prodotto lattiero-caseario spesso poco conosciuto al grande pubblico, ma estremamente pregiato.

Il Pallone rappresenta un omaggio al Made in Italy: raro, prezioso, unico.
Un pallone che mette al centro l’identità e l’eccellenza di prodotti lattiero-caseari pugliesi.
Un prodotto nato nei territori della transumanza, una tradizione secolare che ha segnato la comunità gravinese, simbolo di resilienza e testimonianza di un legame profondo con il territorio, per diventare parte integrante del patrimonio culturale e uno dei pilastri dell’identità gravinese.
Il Pallone di Gravina è stato citato nell’enciclopedia agraria del Regno di Napoli (1859), e considerato uno dei formaggi più popolari e di pregio di tutta l’Italia meridionale.
Una poesia culinaria vivente che invita alla preservazione di un patrimonio che unisce comunità, animali e ambiente in un delicato equilibrio.
L’esperienza millenaria della transumanza pugliese con le sue mandrie di vacche podoliche, non si limita a celebrare l’agricoltura tradizionale, ma è diventata anche un fondamentale simbolo di sostenibilità e identità culturale.
Un considerevole patrimonio da custodire, preservare e valorizzare, in grado di traghettare la Puglia alla ribalta internazionale.
Il Pallone di Gravina, cos’è?
Il Pallone di Gravina inserito nella dieta mediterranea, non è solo un prodotto tipico, ma un alimento funzionale che promuove la salute e il benessere del consumatore, aggiungendo un ulteriore valore culturale ed economico ad una tradizione, che si fa simbolo di speranza e resistenza culturale.
Il latte
Si tratta di un prodotto con latte bovino intero crudo, è un formaggio semiduro a pasta cruda filata.
Gli animali passano molto tempo al pascolo, non meno di 180 giorni, permettendo al latte di essere ricco di acidi grassi insaturi e acido CLA, un antiossidante che contiene molto betacarotene.
Il betacarotene dona al pallone il tipico colore giallognolo.
La produzione
E’ un formaggio senza testina a forma di pallone, con un peso e pezzature che oscillano da uno a dieci chili.

Il pallone di Gravina si ottiene facendo coagulare il latte crudo intero con caglio in pasta di capretto e agnello.
Necessita di un lungo tempo di acidificazione dalla cagliata estratta al processo di filatura in acqua bollente.
La massa viene depositata su un piano per circa 24 ore. Al termine di queste 24 ore la massa viene affettata e scaldata con acqua bollente che ne consente la filatura.
Il formaggio passa in salamoia dove resta per circa 12/24 ore ed infine va in asciugatura.
Si produce da gennaio a marzo e necessita di tre mesi di stagionatura, assumendo sfumature dorate.

Più avanza la stagionatura, più assume note piccanti.
L’asciugatura viene effettuata prima nel luogo di produzione, e poi in cantine naturali dove assume note e aromi caramellate.
Come consumarlo
Può essere gustato da solo a crudo o accompagnato con confetture varie, fuso sul fuoco e all’interno di un panino con mortadella.
Buonissimo anche come ingrediente di primi o secondi piatti.
Esempio: piatti di pasta fresca fatta in casa o involtini di carne, abbinato ad un grande vino armonioso, elegante, complesso e naturale.
Il PAT
Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha inserito il Pallone di Gravina, nella lista dei prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Puglia (PAT).
Il Pallone di Gravina soddisfa i palati più esigenti.

Come il bestiame segue il ritmo delle stagioni per cercare nuovi pascoli, così ogni individuo, spinto da un desiderio di crescita e conoscenza, affronta il proprio viaggio, superando le proprie soglie e scoprendo nuove dimensioni del sé.
Credere nella propria terra e nei propri prodotti, significa investire nel futuro di tutti!



