Il Pinot Grigio bandiera italiana nel mondo
- Le tipologie di Pinot sono 4.
- Theodor, esperto viticoltore, introduce varietà di viti francesi, tra cui il Pinot Grigio.
- Un vino che ha saputo non franare sul macerato degli orange, mantenendo una degustazione fresca ed equilibrata, con notevole persistenza.
- Nata agli inizi del secolo scorso, oggi è una rilevante cooperativa agricola con 530 soci e 430 ettari.
La quindicesima edizione di VinoVip a Cortina d’Ampezzo si è focalizzata su un vitigno, il pinot e sulle sue tre varietà, nero, bianco e grigio.
La manifestazione, ideata e promossa dalla rivista Civiltà del Bere, ha infatti dedicato una delle due giornate in programma, alla storia del Pinot con una presentazione affidata al Prof Luigi Bavaresco dell’Università Cattolica di Piacenza, per poi affidare il giudizio finale ad una degustazione, dal titolo I tre volti del Pinot e le loro espressioni, che ha visto la partecipazione di 24 cantine oltre a tutte quelle rappresentate, per l’occasione, dal Consorzio Tutela Vini Collio.

Le tipologie di Pinot sono 4.
L’aristocratico Pinot Nero, già segnalato nel 1099 dai frati della Borgogna, il Pinot Bianco, confuso con lo Chardonnay fino al 1868, il Pinot Meunier, scarsamente coltivato in Italia ma caratterizzante molte bottiglie dell’area dello Champagne (non mancano cantine che fanno champagne con Pinot Meunier in purezza) e il Pinot Grigio, il prescelto dal popolo italico e che oggi ci rappresenta negli Stati uniti e nel mondo.
Come il Pinot Nero anche il Pinot Grigio è nato in Borgogna, poi ha avuto una parentesi in Germania (la prima registrazione è del 1711) per poi approdare in Italia.
Dei 72000 ettari dedicati al Pinot Grigio al mondo, la metà è in Italia. Il Pinot Grigio delle Venezie e le sue 230 milioni di bottiglie annue fanno l’80% della produzione italiana e il 45% di quella mondiale.
L’arrivo e la storia del Pinot Grigio in Italia sono legati a Villa Russiz, nasce nel 1868 dall’unione tra Elvine Ritter de Záhony e il conte Theodor de La Tour Voivrè. Grazie a un dono del padre di Elvine, ricevono un ampio terreno nel Collio Goriziano.
Theodor, esperto viticoltore, introduce varietà di viti francesi, tra cui il Pinot Grigio.
E in effetti, lo devo riconoscere, a me il Pinot Grigio piace. E alcuni più di altri. Quindi ora dedico qualche riga a qualcuno dei Pinot Grigio presentati dalle 24 cantine e dal consorzio. Non tutti hanno portato il grigio, la maggior parte bianco e nero, con quest’ultimo a far la parte del Leone.
Mi ha colpito il Pinot Grigio de Le Manziane, cantina molto conosciuta per la produzione di Prosecco Valdobbiadene di Conegliano Superiore Docg, presente con questo singolo prodotto caratterizzato da una bella e vivace etichetta e dal tappo stelvin, una scelta non legata al mercato estero, ma dalla convinzione delle qualità di tale tappo.

Con un ottimo rapporto qualità prezzo il 2025 si presenta leggermente ramato, caratteristica del Pinot Grigio, alcune versioni sono definite ramate per una ricerca più importante del colore, di pronta beva, adattissimo come aperitivo anche per l’impatto alcolico non importante.
E se parliamo di ramato dobbiamo parlare del Pinot Grigio della linea bio della cantina Sturm, dove la ricerca del colore è nel maniacale rispetto della colorazione naturale delle bucce.

Un vino che ha saputo non franare sul macerato degli orange, mantenendo una degustazione fresca ed equilibrata, con notevole persistenza.
Il prossimo, il Not 2022 Paraschos è la dimostrazione che fare i vini orange ben equilibrati non è da tutti. L’azienda Paraschos è stata la prima del Collio a vinificare a “Zero Solfiti Aggiunti” su tutta la produzione, dal 2003.
Dopo una breve macerazione l’affinamento avviene in botti di rovere per 12 mesi. A vederlo lo si direbbe un “cerasuolo” per il colore e invece mantiene la beva del Pinot Grigio, acidità e sapidità. Prezzo importante.
Chiudiamo con una quinta cantina e con il suo Soll. Siamo a Caldaro una delle realtà più rilevanti del Collio, per merito anche di questa cantina, la Kaltern.

Nata agli inizi del secolo scorso, oggi è una rilevante cooperativa agricola con 530 soci e 430 ettari.
Il loro Pinot Grigio si chiama Soll, ha sentori di frutta come il melone bianco e si presta bene ad aperitivi e piatti estivi, funghi compresi.
Morbido e persistente non si fa notare per i suoi 14% alcolici.



