Il Regno e la Vigna: incontro a Capriva del Friuli
- E l’attività di Casa Elvine testimonia questo amore quotidianamente, in un’eredità di solidarietà e cura che vive ancora oggi.
- La Vigna di Borgo Laudato si’ è una delle espressioni più concrete dell’ecologia integrale promossa da Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’.
- Il vino che ne nascerà, oltre a esprimere un’elevata qualità enologica, racconterà una visione fondata sulla cura della casa comune, sul rispetto della natura e sulla dignità della persona.
- Dall’Enciclica Laudato si’ Papa Francesco ha avuto l’ispirazione a mettere in pratica i principi espressi, scegliendo quale esempio un’attività agricola dal grande valore simbolico una pianta biblica, la vite.
- Francesca Vimercati, segretaria generale Commissio de Fructu Vineae non ha dubbi nel definire il Laudato Sie molto più di un semplice vino.
Dalla collaborazione tra Borgo Laudato si’, Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Udine e Fondazione Villa Russiz nasce il vino rosso Laudato Sie.
“Fondazione Villa Russiz e Borgo Laudato Si’ si fondano entrambi su progetti sociali che vedono un’attività agricola i cui proventi servono anche al sostegno dei minori in difficoltà, con una attività formativa ed educativa funzionale alla loro emancipazione”.
Con queste parole il presidente della Fondazione Villa Russiz,Antonio Paoletti, ha aperto i lavori dell’incontro “Il Regno e la Vigna” che si è svolto a Capriva del Friuli (Go).
“Fondazione Villa Russiz è il frutto dell’amore tra la contessa Elvine Ritter de Zahony e il conte Theodor de la Tour che dal 1868 trasformarono la tenuta in un’eccellenza vinicola del Collio e in un punto di riferimento per l’assistenza ai minori.
E l’attività di Casa Elvine testimonia questo amore quotidianamente, in un’eredità di solidarietà e cura che vive ancora oggi.
E una collaborazione con Borgo Laudato Si’, ha concluso il presidente – ha portato alla nascita di uno speciale vino rosso”.
La Regione Friuli Venezia Giulia, con tutte le sue componenti – da quella istituzionale a quella delle aziende soprattutto nel campo agroalimentare – ha manifestato, con concreto impegno, la vicinanza e l’adesione ai principi dell’ecologia integrale offerti con materna generosità dalla Chiesa attraverso la proposta resa tangibile dal “Borgo Laudato Si’”.

Un Borgo nato da un’intuizione di Papa Francesco, in cui la bellezza dei giardini delle Ville Pontificie diventa lo scenario naturale per lo sviluppo di un luogo di formazione all’ecologia integrale, dando un segno concreto dell’applicabilità dei principi illustrati nell’Enciclica Laudato si’.
La Regione Friuli Venezia Giulia e le sue eccellenze scientifiche e vitivinicole sono coinvolte nel grande progetto dell’ecologia integrale proposto dalla Sede Apostolica di così alto valore simbolico e culturale per cui si propone una riflessione.
Per Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche – Regione Friuli Venezia Giulia “la viticoltura e quindi l’agricoltura più in generale, rispetto a tutte le altre attività, ha la necessità di garantire, anche alcuni principi etici rispetto alla sostenibilità complessiva dell’attività che andiamo a realizzare”.
La Vigna di Borgo Laudato si’ è una delle espressioni più concrete dell’ecologia integrale promossa da Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’.
Nel cuore dei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, il vigneto nasce come progetto agricolo, educativo e sociale che unisce innovazione, tradizione vitivinicola, sostenibilità ambientale e inclusione.

La coltivazione della vite diventa occasione di formazione e riscatto, coinvolgendo rifugiati, migranti, giovani in difficoltà e persone con disabilità in percorsi di apprendimento e crescita professionale.
Il cardinale Fabio Baggio, direttore generale Centro di Alta Formazione Laudato si’ ha ricordato che le varietà selezionate, individuate dall’Università di Udine, sono caratterizzate da una naturale resistenza alle malattie fungine e ai cambiamenti climatici, consentendo di ridurre fino ad eliminare i trattamenti fitoterapici e di tutelare la biodiversità.
Inserita nel più ampio progetto di Borgo Laudato si’ che si estende per 55 ettari dedicati all’educazione all’ecologia integrale, all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale, la vigna interpreta il principio secondo cui la crisi ambientale e quella sociale sono inseparabili.

Il vino che ne nascerà, oltre a esprimere un’elevata qualità enologica, racconterà una visione fondata sulla cura della casa comune, sul rispetto della natura e sulla dignità della persona.
La Vigna Laudato si’ si propone come modello replicabile a livello internazionale, dimostrando come l’agricoltura possa generare insieme valore ambientale, culturale e sociale.
Un progetto radicato nella tradizione e proiettato al futuro, che trasforma ogni grappolo in un messaggio di sostenibilità, solidarietà e speranza.
“Sono qui oggi – ha detto il cardinale nel corso dell’incontro Il Regno e la Vigna – per iniziare una attività che sarà una collaborazione lunga nel tempo.
Assieme alla Regione FVG e all’Università di Udine, facoltà di Enologia, abbiamo realizzato il sogno di piantumare una vigna nel nostro Borgo. La Vigna è il segno di un progetto che stiamo costruendo di inclusione, di impatto ambientale ma anche di impatto sociale, e la vigna rappresenta tutto questo.

È bellissimo trovarsi in questa realtà con la Fondazione Villa Russiz viene significato un impegno sociale verso i più piccoli”.
“Il vino Laudato Sie che abbiamo assaggiato oggi viene a significare una prima produzione che ancora non è possibile al Borgo ma che è possibile qui con questo gemellaggio e spero che anche questa esperienza di un buon bicchiere di vino possa favorire la fratellanza”.
Dall’Enciclica Laudato si’ Papa Francesco ha avuto l’ispirazione a mettere in pratica i principi espressi, scegliendo quale esempio un’attività agricola dal grande valore simbolico una pianta biblica, la vite.
“In questa attuazione pratica – ha spiegato Enrico Peterlunger, Università degli Studi di Udine, Coordinatore Commissio de Fructu Vineae – è stata chiesta la collaborazione dell’Università di Udine per la selezione di nuove varietà di viti maggiormente resistenti alle malattie.
Il vigneto Laudato si’, messo a dimora presso le Ville Pontificie nel 2024 e 2025 comprende sia varietà selezionate per la resistenza a patogeni che altre varietà rappresentative, coltivate assieme con tecniche sostenibili e rispettose dell’ambiente e del lavoro di chi collabora”.
La collaborazione scientifica e tecnica alla coltivazione e alla futura vinificazione viene anche dalla Commissio de Fructu Vineae, commissione internazionale attivata per unire competenze di varia origine verso la riuscita di questo progetto di valore condiviso.
“Le varietà hanno dimostrato di essere reciprocamente compatibili a dare un vino completo e armonico, costituendo un esempio di inclusione e integrazione”.
Francesca Vimercati, segretaria generale Commissio de Fructu Vineae non ha dubbi nel definire il Laudato Sie molto più di un semplice vino.
“È cultura, memoria, tradizione, paesaggio, lavoro umano. È stato immaginato un vino che non fosse espressione di una sola identità, ma di una comunione ordinata di differenze.
Varietà differenti con le proprie caratteristiche e la propria memoria territoriale che insieme contribuiscono a un equilibrio superiore.
Perché l’armonia nasce dalla relazione. Dalla capacità delle differenze di completarsi e accordarsi senza mai annullarsi”.



