Il Sauvignon blanc raccontato da Vinodabere
Anche quest’anno Maurizio Valeriani patron di Vinodabere insieme al suo gruppo di esperti, docenti e critici enogastronomici professionisti del settore, ha organizzato e presentato l’Italia del Pinot Nero e del Sauvignon. Nel prestigioso Hotel Belstay a Roma sono stati allestiti banchi di assaggio e due master class hanno avuto luogo, dedicate ai due vitigni.
Nella giornata di sabato 7 febbraio abbiamo degustato i Sauvignon blanc narrati da Maurizio Valeriani insieme a Pino Perrone e Giuseppe Del Vasto. Dieci vini presentati, tutti legati dall’unico filo conduttore, il territorio. Da qualche anno si cerca di limitare l’utilizzo dei legni in vinificazione e maturazione per non alterare le sensazioni olfattive e gustative dei vini, per caratterizzare i prodotti italiani ed evitare paragoni con i cugini francesi.

I nostri assaggi
Alto Adige Sauvignon Riserva Greel 2023, Cantina Bolzano.
Vino che viene fatto maturare in barrique di secondo passaggio per 12 mesi e affina in bottiglia per almeno un anno. I profumi sono di uva spina, frutta a polpa gialla, cenni iodati e erbe aromatiche. Il gusto è morbido e avvolgente con un finale sapido piacevole.

Piemonte Doc Sauvignon Blanc 2023, Isolabella della Croce
È la volta del Sauvignon di Piemonte Doc Sauvignon Blanc 2023, Isolabella della Croce, azienda di Loazzolo in provincia di Asti, prodotto da uve di un vigneto posto a 540 metri e sottoposto a importanti escursioni termiche. L’azienda si avvale del sistema brevettato Vinooxygen® con l’enologo Andrea Elegir per produrre vino di alta qualità senza effettuare travasi. Vino che regala profumi equilibrati di frutta matura, ananas, litchi, fiori di bosso e leggere folate minerali. Al palato ottima la freschezza e la sapidità caratteristica di un terreno calcareo. Assaggio di grande struttura e persistenza.
Sauvignon 2025, Casale del Giglio,
pieno di freschezza e note varietali con finale vegetale. Ha bisogno di affinarsi in bottiglia.
Omnia Mater Sauvignon Blanc Limited Edition 2024, Marco Mergé,
fa solo acciaio, le note sono varietali, come le pirazine che sono le molecole che danno la sensazione di idrocarburo, vegetali, subentra una sensazione di scalogno, si nota un certo equilibrio gustativo. Evidente la parte fruttata e glicerica.

Sauvignon Enos, 2024, Tenuta Montauto,
la dominante è frutto tropicale, elegante e minerale, grande espressione del territorio, persistente l’acidità.
Alto Adige Sauvignon Exclusiv 2023, Plonerhof,
un ampio palcoscenico di agrumi, come limone e pompelmo, note floreali intense lo rendono molto fine.
Sauvignon “Sesto 21” 2023, Casata Mergè,
al naso è esplosivo, intenso, al gusto lungo e persistente grazie a una spiccata mineralità. Vino profondo.
Alto Adige Sauvignon Blanc Praesulis 2023, Gump Hof Markus Prackwieser,
per questo vino si utilizza acciaio e in parte botte grande. Le note sono di pietra focaia e gesso, il gusto si apre a erbe officinali, lime, buona la persistenza, un vino fresco ed elegante.
Garnellen 2020, Tröpfltalhof,
fermenta in anfora di terracotta sulle bucce per sette mesi. L’affinamento sempre in anfora per altri 14 mesi, rimane in bottiglia per due anni. Vivace la sapidità, un ottimo assaggio.
Collio Sauvignon Ex Tempore 2018, Venica & Venica,
un vino esemplare e grande espressione del territorio. Affina nove mesi in tonneau da 500 litri e si esprime con sentori di miele, pesca, erbe aromatiche. Vino complesso e di grande profondità che sfocia in frutto maturo, quasi succoso. La persistenza aromatica è magnifica.
Ribadiamo l’idea che le aziende stanno cercando una loro via di aderenza al territorio, risposta al clima e alla natura geologica, che corrispondano a un carattere tutto italiano di una varietà che vive di una forte tradizione d’oltralpe. Quindi, riconosciamo la snellezza verticale in generale del sorso, la profondità e il carattere e la componente minerale che non cede mai troppo il passo e spinte gliceriche.
Photo Credit: Massimo Casali









