Il sogno di Roberto Ghio e dei suoi vini.
- E questo confine sottile si trasforma in una precisa identità di stile.
- Tra i vigneti spicca quello sperimentale nel Parco delle Capanne di Marcarolo, a 800 metri di altitudine, piantato proprio sul confine con la Liguria.
- Nel centro di Gavi, all’interno di un’antica torre medievale, prende forma l’Osteria Piemontemare, dedicata al tema dei “viaggi di confine” anche in cucina.
- La carta collettiva della Vineria Piemontemare diventa così un manifesto concreto!
Roberto Ghio è un imprenditore enogastronomico che sogna un territorio unito, dove Gavi, Tortona e Ovada dialogano nel nome del vino di qualità e di un Piemonte “di frontiera”, proteso verso il mare.
Nato e cresciuto a Bosio, piccolo paese dell’Appennino Ligure in provincia di Alessandria, vive ogni giorno il paradosso di una terra piemontese che parla, cucina e pensa in genovese.

E questo confine sottile si trasforma in una precisa identità di stile.
Bosio è immersa in un paesaggio che alterna boschi, ruscelli e aree difficilmente coltivabili, una morfologia che ha da sempre imposto rispetto e misura a chi lavora la terra.
In questo contesto l’azienda Ghio Vini, attiva dal 1881, è tra le realtà più rappresentative della zona compresa tra Gavi e Ovada, un territorio che vanta ben tre Docg: Gavi, Ovada e Alta Langa.
La filosofia “di frontiera” di Roberto, erede di una conduzione familiare oggi biologica, si traduce in 45 ettari complessivi di cui solo 15 vitati.
Scelta che protegge l’equilibrio naturale e la biodiversità.
Negli anni l’azienda ha assunto il nome completo “Ghio Roberto – Vigneti Piemontemare”, espressione che racconta subito il legame doppio con le colline piemontesi e il respiro marino ligure.
Tra i vigneti spicca quello sperimentale nel Parco delle Capanne di Marcarolo, a 800 metri di altitudine, piantato proprio sul confine con la Liguria.
Qui la forte impronta della vecchia presenza marina nei suoli regala vini longevi e strutturati.
Ghio è tra i pochi produttori ad aver sempre creduto nel Gavi Riserva, capace di affrontare con disinvoltura anche annate come la 2002, proposta in degustazione durante il festival Di Gavi in Gavi.
Per Roberto il vino non è mai solo prodotto, ma cultura materiale e strumento di convivialità, in continuità con la tradizione di famiglia che affiancava alla cantina una vecchia osteria.
Da questa visione nascono tre progetti di ospitalità che ampliano l’idea di azienda agricola.
La Baita del Rio Gorzente, nel cuore del Parco delle Capanne di Marcarolo, è rifugio escursionistico e piccolo campeggio, crocevia di viaggiatori attratti da natura, sport e cultura del vino.

Nel centro di Gavi, all’interno di un’antica torre medievale, prende forma l’Osteria Piemontemare, dedicata al tema dei “viaggi di confine” anche in cucina.
In carta compaiono piatti identitari come i colli di gallina ripieni, il pesto di maggiorana, i fritti dell’ostia e i ravioli di Gavi.
Un ponte ideale tra tradizione ligure e piemontese.
A completare il progetto c’è la Vineria Piemontemare, affacciata sulla piazza principale, pensata per vendere e raccontare le eccellenze del territorio.
Inclusa una selezione di pasticceria secca locale: baci di dama, canestrelli al Gavi e amaretti, firmati dalle realtà di Roberto.
Da ex presidente del Consorzio Tutela del Gavi, Ghio ha sempre immaginato un luogo in cui riunire tutte le etichette del Gavi, dell’Ovada e del Tortonese.
Nella sua visione, questi tre distretti rappresentano una sola grande macrozona, un Piemonte diverso.
Più vicino al mare e al confine con quattro regioni, ricco di sfumature climatiche e culturali.

La carta collettiva della Vineria Piemontemare diventa così un manifesto concreto!
Tutti i Gavi, tutti i Timorasso e tutti gli Ovada raccontati sotto lo stesso tetto.
Roberto Ghio incarna una figura imprenditoriale poliedrica: oste, viticoltore, commerciante, ma soprattutto profondo conoscitore dei propri luoghi.
Alla passione per il vino affianca un’instancabile vocazione alla divulgazione, che lo spinge a condividere saperi, esperienze e bottiglie con il pubblico anziché custodirli gelosamente.
Il risultato è un modello di impresa enogastronomica capace di tenere insieme storia e innovazione.
Dimensione locale e visione allargata, dimostrando che unire Gavi, Tortona e Ovada nel nome del vino di qualità. Non è solo uno slogan, ma un progetto in divenire che sta già prendendo forma tra vigne, osterie e vinerie.
Le foto sono di Osteria Piemontemare, Vineria Piemontemare e Ghio Vini
** articolo a cura della Redazione di Virtù Quotidiane che qui ringraziamo



