Innovazioni per la ciliegia di Vignola e di Romagna

2021. Sono attesi 24.000 quintali di prodotto di qualità eccellente: le ciliegie saranno lavorate nella struttura emiliana di Castelfranco Emilia (MO) dove sono operative 16 linee di calibratura e selezione ottica – tecnologia Cherry Vision 3.0 – installate da Unitec. Cristian Moretti, DG di Agrintesa, cooperativa di Faenza leader nazionale dell’ortofrutta: “Investimento importante nel nostro percorso di specializzazione e innovazione: valorizza il prodotto dei nostri soci e ci consolida come leader di mercato”. 80 quintali/ora di ciliegie lavorate.

Suddivisione delle ciliegie per colore e pezzatura, completa eliminazione di tutti i frutti con anche il minimo difetto.

Superficie a catasto di 380 ettari coltivati da produttori altamente specializzati: in maggioranza collocati nell’areale modenese di Vignola, possono fregiarsi del marchio IGP. Le restanti produzioni sono collocate in Romagna, soprattutto nell’areale faentino, dove si sta sviluppando una cerasicoltura di altissimo livello.  Importante anche l’impulso all’innovazione varietale che la cooperativa ha promosso fra i propri soci: “Negli ultimi anni – prosegue Moretti – abbiamo puntato su nuovi impianti di varietà di pregio come la Serie Sweet realizzata dall’Università di Bologna, o valorizzando altre opportunità come la varietà Staccato di cui siamo licenziatari per l’Italia”.

Ciliegie AgrintesaCiliegie Agrintesa

Ogni singola ciliegia, all’arrivo in stabilimento viene sottoposta a pre-raffreddamento mediante l’utilizzo di hydrocooler che blocca il processo di maturazione e garantisce al prodotto una shelf life molto elevata senza intaccarne qualità, consistenza e gusto. Le ciliegie vengono rapidamente suddivise e confezionate in pack trasparenti in R-PET riciclato e riciclabile. Con i marchi Alegra e Valfrutta Fresco vengono servite le principali catene nazionali e la GDO.

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Romanutti

Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un’età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di
filosofia e di storia l’hanno spinta all’approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.

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