Insetti, vermi della farina e zucchero sono ottimi aromi simili alla carne

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vermi della farina, larve del coleottero giallo, possono diventare un ottimo aroma simile alla carne. È la nuova scoperta della Wonkwang University di Iksan, in Corea del Sud, che ha studiato alcuni metodi per utilizzare gli insetti in cucina. Si è notato come possano essere una valida alternativa ai metodi tradizionali per dare sapore alle pietanze senza farsi mancare utili proteine. Non finisce qui, perché gli scienziati hanno anche certificato risultati differenti in base al metodo di cottura. Al vapore sono molto simili al mais, mentre fritti ricordano i gamberetti.

 

Gli insetti in cucina rappresentano un’ottima alternativa green

Lo studio ad opera della Wonkwang University sudcoreana sarà presentato in settimana all’American Chemical Society. Sotto la guida di In Hee Cho, ricercatore dell’università di Iksan, un team di esperti ha trovato negli insetti un’alternativa green alla carne pur ottenendo gli stessi sapori. Senza impatti sul clima, consentono di fare a meno degli allevamenti intensivi e il relativo consumo di acqua per la produzione, risparmiando anche in termini di emissioni. «Gli insetti sono una fonte di cibo nutriente e salutare con elevate quantità di acidi grassi, vitamine, proteine, minerali e fibre», ha detto al Guardian In Hee Cho. Molto apprezzati nella cucina orientale, sono ancora poco diffusi in Occidente, soprattutto in Europa e Nord America.

Cucinare i vermi della farina per essere green. Se uniti allo zucchero richiamano la carne, al vapore il mais. E fritti? I gamberetti.
Uno studio sudcoreano ha scoperto ottimi modi per cucinare i vermi della farina (Twitter)

Lo studio sudcoreano ha previsto la cottura dei vermi della farina in più varianti. Si è scoperto che assieme allo zucchero danno vita a un composto caramellato ideale per conferire alle pietanze un sapore molto simile alla carne. Differenti procedure hanno poi condotto a risultati alternativi. Al vapore, infatti, questi particolari insetti hanno generato un sapore simile al mais, mentre a seguito di frittura ricordavano molto da vicino i gamberetti. Per l’analisi dei gusti, gli scienziati hanno fatto ricorso ad un gruppo di assaggiatori volontari che hanno confrontato i due risultati.

Gli impatti della produzione alimentare sul clima mondiale

La produzione alimentare in tutto il mondo inficia grandemente sulla salute della Terra. Basti pensare che da sola è responsabile di un terzo delle emissioni nell’atmosfera. Pascolo e alimentazione del bestiame consumano l’80 per cento dei terreni sul pianeta, generando CO₂ in molteplici modi. Da tempo gli esperti si battono per convincere la collettività a consumare meno carne e latticini, pur con risultati ancora deludenti. In Occidente infatti rappresentano ancora la maggior parte del fabbisogno comune e stanno prendendo piede anche fra le categorie benestanti di Cina e India. Eppure gli insetti rappresenterebbero una valida alternativa. Necessitano infatti di un appezzamento di terra molto più piccolo rispetto al bestiame comune, facendo risparmiare anche su acqua e salute dell’aria. La stessa Organizzazione mondiale della Sanità li ritiene fonte preziosa cui ricorrere soprattutto nel 2050, quando la popolazione mondiale potrebbe toccare quota 9 miliardi di individui.

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