John Lennon dice NO al junk food

John Lennon dice NO al junk food

John Lennon dice NO al junk food

È stato presentato fuori concorso, al 79° Festival di Cannes, John Lennon – The last interview.

Più che un  film, un documentario del regista statunitense Steven Soderbergh che proprio qui sulla Croisette, nel 1989, vinse la Palma d’Oro con la sua opera prima, Sesso bugie e videotape.

Il documentario racconta l’ultima intervista rilasciata da Lennon a una radio newyorkese per promuovere l’album appena fatto con la moglie Yoko Ono, Double fantasy.

Poche ore dopo, non lontano dalla casa (la loro) in cui l’intervista era avvenuta, Lennon sarebbe stato ucciso da un ragazzo definito nel film “creepy”.

Proprio a lui, poco prima, Lennon aveva concesso un autografo.

In questa intervista Lennon mostra innanzitutto una formidabile voglia di vivere, alimentata dalla sua condizione di marito e padre felice.

E una grande voglia di parlare con gli altri, ben al di là della promozione del disco. Tirando una linea, ne viene fuori l’immagine di un precursore avanguardista.

Sia a livello musicale, col suo tentativo di introdurre un pop sofisticato/non troppo, che in ambito politico (“negli anni 70 piangevano tutti come dei bambini perché la rivoluzione culturale non era riuscita.

Non avevano capito che era servita solo a illuminare una nuova possibilità di vita, la pace viene costruita da ciascuno di noi a partire dalle proprie famiglie”).

Ma (pure!) con riferimento allo stile di alimentazione.

Tutto avveniva nella loro casa newyorkese.

Tanto il lavoro quanto la vita privata, che era scandita da una gioiosa routine.

Questo schema organizzativo prevedeva che fosse lui a far fare colazione al figlio Sean di 5 anni, ed è questo gesto che lo portava ad occuparsi anche della sua alimentazione.

Quelli erano ancora gli anni dell’esaltazione della cucina fast e del junk food, ma Lennon, confermando anche in questo il suo essere avanguardista, cercava di dare al figlio dei cibi più sani.

Dice infatti nell’intervista che “questa è l’epoca del sugar sugar sugar, hamburger hamburger hamburger, and sugar sugar sugar yet”, ma lui rifuggiva queste mode, come se avesse compreso, prima dei medici, che – ad esempio – il troppo zucchero è una delle cause dei tumori.

“Certo, nelle feste con i compagni di scuola un hamburger può anche scapparci, il cibo non deve isolarti dagli altri, e lo stesso quando Sean è con la tata – che non era attenta come lui, ndr – ma non deve essere questa la regola”, ha poi aggiunto.

Alla faccia dello stereotipo della rockstar alcolizzata, sregolata e pure depravata: John Lennon sapeva condurre una vita ordinata, anche a tavola.

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Giornalista e critico cinematografico ed enogastronomico per Il Messaggero, Gambero Rosso, Radio Roma Capitale e Cinecritica. Insegna Giornalismo Culturale e Storia dell'alimentazione in Sapienza, ed è regista del film Fritti dalle stelle, un documentario satirico sull'alta ristorazione visibile su Prime video. È inoltre autore e conduttore del programma "Come ti cucino un film", in onda su Gambero Rosso Channel, nel quale - grazie alla Cinestologia - racconta il cinema con delle associazioni alla tavola.
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