La cervellata, storia di una salsiccia pensata col cuore!
A pochi chilometri da Bari, nell’entroterra a ridosso del parco dell’Alta Murgia, sorge un comune di circa 8000 abitanti, il cui nome è Toritto.
Un comune accogliente dove ci sono ben due prodotti tipici del luogo: la mandorla Filippo Cea, la cui caratteristica è data dalla dolcezza e la Cervellata, una salsiccia fresca ideata da un maestro macellaio di Toritto.
La cervellata è composta da carni umide del bovino 80% e del suino 20%, anch’essa fa parte dei prodotti PAT, si distingue dalla nota zampina di Sammichele di Bari, per ingredienti e composizione.

Infatti la cervellata è composta da: carne mista tritata finemente, insaporita da ottimo pecorino, basilico, sale, pepe, aglio e in alcune macellerie vi è l’ aggiunta della mandorla, ed insaccata fresca in un budello naturale dal diametro di 1- 1,5 cm .
Come mangiarla
L’ ideale è assaggiarla cotta al barbecue, mangiata così al naturale, o come richiedono le sagre più rispettabili all’ interno di un panino, possibilmente di semola.
Capace di trattenere i sapori e gli umori di questa esclusiva e unica salsiccia.
Qualora foste nella città di Bari, vi invito a percorrere qualche chilometro in più alla volta di Toritto, perché la cervellata merita una tappa dedicata, da assaporare nelle macellerie, che nei weekend si trasformano in griglierie inondando le strade di profumi, di gente e di allegria.

La cervellata è possibile trovarla in tutte le macellerie di Toritto, ma una sola propone la versione con la mandorla Filippo Cea, ed è la macelleria Scarangella.
Come per tutti i prodotti alla griglia che si rispettano, è d’uopo degustarla con dell’ ottimo vino locale possibilmente rosso, corposo , in grado di scaldare il cuore e rendere la degustazione di questa carne più piacevole, noi consigliamo un Primitivo di Gioia del Colle.

Voi fateci sapere cosa abbinereste!
A presto.



