La cheesecake

La cheesecake

Introduzione 

La cheesecake ha una storia lunga e sorprendentemente internazionale. Anche se oggi è associata soprattutto alla New York style cheesecake, e ai diner statunitensi, le sue origini risalgono all’antichità.

Dalle origini greche all’Europa 

Le prime forme del dolce erano conosciute nell’antica Grecia dove sull’isola di Samos veniva preparato un dolce a base di formaggio fresco, miele e farina già nel VII sec. A.C.

Alcuni storici sostengono che fosse servito anche agli atleti durante gli antichi Giochi Olimpici.

Il Libum romano
Il Libum romano

I Romani adottarono la ricetta e la diffusero in Europa. Infatti, nel celebre trattato culinario di Apicio, compaiono preparazioni simili chiamate libum. Allo stesso modo ritroviamo tracce di questa preparazione nel “De agri cultura” di Catone e nell’Eneide di Virgilio. Con il tempo ogni regione ha sviluppato versioni proprie come in Germania con il quark, in Italia con la ricotta o mascarpone,  nei Paesi baschi con il “Gateau basque”, in Francia con il “Tourteau fromager”,  nell’Europa Orientale con formaggi freschi più acidi e persino in Giappone con il ‘Cotton cheesecake”.

L’arrivo in America 

La cheesecake arrivò in Nord America con gli immigrati europei tra ‘700 e ‘800, ma la vera svolta avverrà nel 1872 quando un lattaio americano, William Laurence, tentò di riprodurre un formaggio francese, tipo Neufchatel, e per errore inventò il cream cheese, la crema di formaggio.

Mr. William Laurence
Mr. William Laurence

Da quell’ invenzione nacque il marchio che avrebbe trasformato completamente la cheesecake americana. Infatti, qualche anno dopo, un distributore di formaggi di New York, Alvah Reynolds, iniziò a commercializzare il prodotto come Philadelphia, nome della città considerata, all’epoca, sinonimo di cibo di alta qualità anche se il formaggio non era prodotto li.

Nel 1928, la multinazionale Kraft (oggi Kraft-Heinz) acquistò il marchio rendendolo il fenomeno mondiale che tutti conosciamo.

Operaie di una fabbrica di cream cheese nel 1918
Operaie di una fabbrica di cream cheese nel 1918

La nascita della New York Cheesecake 

Nel ‘900, soprattutto a New York City, il dolce prese la forma che conosciamo oggi, alta, densa, cremosa e quasi esclusivamente preparata con il  creme cheese.

Molti attribuiscono la popolarità della versione newyorkese al ristoratore di origine tedesca Arnold Reuben, proprietario del celebre Reuben’s Restaurant and Delicatessen. Si racconta che, dopo aver assaggiato una cheese pie durante una cena privata, ne sviluppò una versione più ricca e vellutata.

New York cheesecake
New York cheesecake

Le varianti americane 

Nel corso degli anni si sono poi diffuse moltissime interpretazioni regionali:

New York style la più famosa, compatta, ricca, spesso cotta al forno e servita semplice o con topping di fragole o frutti di bosco.

Chicago cheesecake style
Chicago Style cheesecake

Chicago style più soffice internamente ma con esterno compatto.

No bake cheesecake al caffè
No bake cheesecake al caffè

No bake cheesecake versione senza cottura che noi tutti conosciamo, molto popolare dagli anni ‘50 in poi, grazie alla diffusione dei frigoriferi domestici.

La vetrina del Cheesecake factory restaurant
La vetrina del Cheesecake factory restaurant

Pop cheesecake industriale che grazie alla catena americana The cheesecake factory il dolce si è trasformato in un simbolo della cucina americana contemporanea con decine di gusti e porzioni giganti.

Perché è diventata così iconica?

Una storia che ha attraversato secoli, un dolce mondialmente conosciuto e praticamente realizzato in qualsiasi gusto immaginabile. È uno dei pochi dessert che riesce ad essere contemporaneamente casalingo, da ristorante elegante, da diner e da catena internazionale.

Ha saputo unire antiche storie europee, ingredienti industriali americani, cultura urbana newyorkese e marketing del ‘900. Siamo certi che alcune mode passeranno, i gusti cambieranno seguendo le innovazioni culinarie nel tempo ma la base della cheesecake sarà sempre quella rivoluzione nata dal cream cheese americano del XIX secolo.

La cheesecake leggera del Reuben's Dely
La cheesecake leggera del Reuben’s Dely

La ricetta casalinga di zia Anna Maria 

A casa di mia zia Anna Maria, sorrentina di nascita e newyorkese di adozione, la cheesecake non doveva mai mancare. Qualsiasi occasione era buona per trasformare la cucina in un laboratorio di pasticceria. 

Quando veniva in vacanza in Italia la preparava per tutti i nipoti e ricordo perfettamente un particolare: aggiungeva il limone di Sorrento alla preparazione. Le dissi: zia ma a New York pure ci metti il limone? Si, a Little Italy i limoni nostri li facciamo arrivare direttamente da qui.

Guardando tutta la preparazione notai un’ altra particolarità ossia che la vera New York cheesecake è molto più ricca di quanto si immagini: contiene quasi un kg di formaggio per una teglia da 22-24cm, oltre a uova, zucchero e panna acida. È questo che le dà quella consistenza densa, compatta e cremosa che la distingue dalle versioni più leggere diffuse in Europa.

La New York cheesecake al limone
La New York cheesecake al limone
Ingredienti (stampo da 22-24 cm)

Per la base

250 g di biscotti secchi tipo Digestive

120 g di burro fuso

Per il ripieno

900 g di Philadelphia (a temperatura ambiente)

200 g di zucchero

4 uova grandi

240 ml di panna acida 

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

1 cucchiaio di succo di limone ed abbondante zeste

1 pizzico di sale

Procedimento
  • Prepara la base

Trita finemente i biscotti.

Mescolali con il burro fuso.

Rivesti il fondo dello stampo con il composto.

Premi bene con il dorso di un cucchiaio.

Metti in frigorifero per 20-30 minuti.

  • Prepara il ripieno

Lavora la Philadelphia finché diventa liscia.

Aggiungi lo zucchero.

Incorpora le uova una alla volta.

Unisci panna acida, vaniglia, limone e sale.

Mescola il minimo indispensabile: troppa aria favorisce le crepe.

  • Cottura

Versa il ripieno sulla base.

Cuoci a 160 °C per circa 60-75 minuti.

Il centro deve rimanere leggermente tremolante.

  • Raffreddamento

Questo è il passaggio più importante.

Spegni il forno.

Lascia la porta socchiusa per circa 1 ora.

Fai raffreddare completamente.

Metti in frigorifero almeno 6 ore, meglio ancora  tutta la notte.

  • Come capire se è riuscita

La cheesecake perfetta non è asciutta, non è liquida, ha una superficie liscia, quando la muovi il centro “ondeggia” leggermente appena uscita dal forno.

  • Come servirla

La versione newyorkese più classica si serve al naturale, con fragole fresche, con salsa ai frutti di bosco.

Noi divertiamoci con i nostri gusti preferiti e,  perché no, con i buoni prodotti estivi della nostra bella Italia.

Photo Credit: historical italian cooking©; new york almanac©; enciclopedia of greater Philadelphia©; ask chef Dennis©; bec’s table©; the cheesecake factory restaurant©; reddit©

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Mi chiamo Angela D'Esposito, meglio conosciuta come "Chef Angelina" e ribattezzata “larockchef” dai miei ragazzi di brigata visto che senza rock and roll la mia linea non sarebbe la stessa cosa. Classe 1968, napoletana doc, a 20 anni, con una valigia piena di sogni e tanta curiosità, decisi di varcare il confine per scoprire le bellezze del mondo. Nel 1990, fui una delle prime donne ad integrare una brigata di cucina (prevalentemente maschile) in quel di Parigi, indossando una giacca corazzata di coraggio e perseveranza. Sono fiera di poter dire che ho alle spalle una brillante carriera, completamente costruita da autodidatta, con passione e sacrificio. Ho portato in giro per il mondo la cucina napoletana e le bellezze enogastronomiche del nostro bel paese. Per questi moviti, amo talmente il mio lavoro e rispetto talmente chi come me esercita la professione di cuoco che non amo quelli che considero gli “usurpatori del food”. Essere cuoco è una missione; regaliamo momenti di benessere a tutti coloro che si siedono alla nostra tavola ai quali dobbiamo rispetto, professionalità e sincerità, aspetti sempre più rari in una società dove la visibilità e i falsi riconoscimenti per carriere inesistenti, hanno preso il posto delle competenze e dell’onestà verso il pubblico. Da qualche anno ho scoperto la passione per la scrittura ed il giornalismo che ho affiancato, con successo, alle mie attività professionali di Personal Chef, Consulente f&b ed Event Planner. Le scoperte di Chef Angelina hanno avuto un impatto notevole tra i lettori che, attraverso i miei racconti, hanno potuto scoprire nuove realtà fin'ora rimaste nell’ombra. Oggi approdo con orgoglio a “Di testa e di gola” con la ferma intenzione di continuare sulla stessa scia delle mie passate esperienze giornalistiche e continuare a regalare, ai nostri lettori, nuove ed interessanti scoperte, tante buone ricette, sempre con buon umore, sincerità ed integrità.
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