La Distilleria Theodor Walcher
Ci sono incontri che nascono quasi per caso e altri che, con il tempo, sembrano avere un filo già tracciato.
La storia che voglio raccontare questa volta comincia molto lontano da una distilleria, tra le celebrazioni della domenica e le persone che, silenziosamente, fanno parte di una comunità.
Il mio Capellano militare

Il mio cappellano militare M. Mario Mucci, sotto la cui guida avevo prestato servizio come infermiera della Croce Rossa, da alcuni anni era stato destinato dal Vescovo di Trento a celebrare la Santa Messa nel comune di San Michele Appiano, in Alto Adige.
Durante le celebrazioni della domenica, tra l’altro io faccio parte della corale, c’era sempre una presenza che don Mario aveva imparato a conoscere, un signore del paese, appartenente alla comunità di lingua tedesca, che amava particolarmente ascoltare le sue prediche e, non mancava quasi mai alla messa.
Un giorno don Mario, sapendo della mia passione per le recensioni e per le storie che stanno dietro alle persone e alle loro attività, mi disse una frase che avrebbe aperto un nuovo capitolo: “ti devo presentare un personaggio molto importante, ha una distilleria di grappe qui vicino a San Michele Appiano, e secondo me devi conoscerlo”.
Non sapevo ancora chi fosse, ne quale storia ci fosse dietro a quella distilleria.
Sapevo soltanto che, come spesso accade nei miei racconti, dietro un prodotto c’è sempre una persona.
E dietro una persona, quasi sempre, c’è una storia che merita di essere raccontata.
E così è cominciato il mio incontro con questa realtà dell’Alto Adige.
La Distilleria
Entrare nella Gutsbrennerei Walcher ad Appiano significa fare un viaggio nel tempo.

La storia agricola della famiglia respira tra le mura del Turmbachhof, tenuta medievale eretta intorno al 1190 e, un tempo residenza del cancelliere del tribunale.
E’ qui che il 24 dicembre del 1966 il fondatore, Alfons Walcher, padre di 5 figli, dopo la scuola agraria a S.Michele all’Adige, ha tracciato una nuova strada inaugurando la distilleria artigianale.

Oggi quel prezioso testimone è passato stabilmente nelle mani del figlio Theodor Walcher, mastro distillatore, che guida l’azienda insieme ad altri due fratelli, mantenendo intatta una gestione familiare che oggi esporta in cinque continenti.

Ho avuto il privilegio di incontrare Theo direttamente in distilleria, scoprendo da vicino i segreti di una produzione che ha fatto del biologico certificato e della purezza della frutta fresca i suoi pilastri assoluti la Gutsbrennerei Walcher.
Durante la nostra chiacchierata, Theo mi ha spiegato con molta chiarezza la profonda tecnica che passa tra le diverse lavorazioni della frutta matura.
L’Acquavite
L’acquavite di frutta, è il frutto puro (come la pera Williams o il lampone), che viene prima fatto fermentare interamente e, solo dopo, distillato.
Un processo meticoloso che cattura l’essenza zuccherina e aromatica originaria.
Il Geist, una tecnica affascinante mi spiega Theo, in questo caso, la frutta matura non viene fatta fermentare, ma viene messa a macerare direttamente nell’alcol.
E’ questo alcol arricchito dai profumi dei frutti a venire poi distillato, dando vita a prodotti dal profumo incredibile.

Theo mi spiega che loro sono stati i primi ad usare la tecnologia digitale nella distillazione in Alto Adige.
Un focus centrale dell’intervista è stato dedicato ai liquori e agli amari da aperitivo bio.
Mi confida una visione molto chiara, “il liquore è oggi una delle bevande spiritose più evolute al mondo”.

Il motivo risiede nella sua piacevolezza, una gradazione alcolica più contenuta e un gusto dolce al palato.
Per normativa, infatti, un liquore deve possedere un contenuto minimo del 10% di zucchero e un volume alcolico di almeno il 15%.
Questa struttura permette una creatività quasi infinita.
Theo mi ha mostrato come riescano a spaziare tra i gusti più diversi, dalle note di bergamotto all’esotismo del mango, passando per i balsami, i profumati fiori di sambuco, il dattero fino all’immancabile mela dell’Alto Adige.

Per gli amanti dei distillati da meditazione, il fiore all’occhiello della cantina di invecchiamento è la loro Gran Riserva.
Le bariccaie
Theodor mi ha mostrato le storiche barriccaie, il distillato riposa e si evolve per un minimo di 6 mesi di invecchiamento in botti di rovere francese da 225 litri.

Questo legno pregiato dona note morbide e spezie dolci, regalando un prodotto finale di una piacevolezza straordinaria.
La loro produzione di grappe si avvale anche anche del monovitigno, come la grappa Gewistraminer , e la grappa Sant Magdalener bianca.
Producono anche il limoncello analcolico, e il liquore di limoncello con i limoni di Sicilia.
Un salto nel passato, camminando insieme a Theodor tra i bellissimi filari delle loro campagne, mi ha mostrato una figura davvero curiosa che ho subito fotografato.
Il Saltner
Si tratta del Saltner, una specie di spaventapasseri che ricorda una figura professionale storica nata del Medioevo, scomparso definitivamente tra gli anni ’60 e ’70.

Il Saltner era il vero guardiano tradizionale delle vigne e dei frutteti, girava per le campagne vestito con abiti tradizionali e piume per difendere l’uva dai ladri e dagli animali.
Un bellissimo pezzo di folklore che la famiglia Walcher custodisce con orgoglio.
Quando si chiama Grappa
Prima di salutarci Theo mi racconta che la definizione “Grappa” è una indicazione geografica protetta dall’Unione Europea e denomina un distillato ottenuto dalle bucce d’uva che sono state vinificate in Italia.
Quindi per meglio capirci Grappa è solo uno spirito ottenuto dalle bucce dell’uva e l’Acquavite è frutto fermentato e poi distillato.
Negli altri paesi, non possono usare la dicitura “Grappa” ma, Acquavite di vinaccia. La Grappa è solo italiana.

Parlare con Theodor mi ha fatto capire quanto amore ci sia dietro una singola bottiglia.
La forza della famiglia Walcher sta proprio nel saper custodire una storia medievale così importante e, allo stesso tempo, riuscire ad inventare prodotti sempre nuovi, naturali e capaci di conquistare chiunque li assaggi.

La storia di questa straordinaria famiglia però, non finisce qui.
Vi do appuntamento per raccontarvi la seconda parte del mio viaggio ad Appiano, andremo alla scoperta della loro incredibile acetaia, dove la tradizione della “madre” dell’aceto incontra la pietra porfirica.
La loro esportazione all’estero vanta di un milione e trecentomila bottiglie in più di 40 paesi al mondo.
Theodor Walcher
Sùdtiroler Gutsbrennerei/Distilleria
Pillhofstrasse, 99 39057 Appiano (Bz) Alto Adige
tel. 0471 – 631145
F – 0471 – 636137
www.walcher.eu







