La finta peperonata di Marga
L’estate, in cucina, è una vera festa di colori e sapori invidiabili al freddo e cupo inverno: zucchine, pomodori, fagiolini (a Palermo faggiolina o fasulina), melenzane e peperoni gialli, rossi o verdi colorano le tavolate estive e mettono quasi al bando i piatti a base di carne e calde minestre.

A ben rifletterci, sebbene gli ingredienti alla base di molte ricette estive siciliane prevedano verdure ed ortaggi poco calorici, assai spesso la combinazione con altri ingredienti e le modalità di cottura – il fritto è spesso obbligatorio – ne incrementa il valore nutritivo e l’apporto energetico: solo per proporre un esempio, un contorno tipico è la caponata o caponatina, piatto freddo a base di melanzane fritte, olive, sedano, pomodori e tanta voglia di coccolare le maniglie dell’amore.
Continuando con i piatti il cui nome comprende il suffisso -nata, un classico che spesso compare sulle tavole palermitane, accanto ai “leggeri” e salutari peperoni ripieni, è la peperonata, un contorno ma anche un piatto unico molto saporito da gustare sia freddo sia caldo a base, come evoca il nome, di peperoni.
Quali sono gli ingredienti?
Peperoni multicolore
Cipolla
Pomodori pelati
Olio, sale, pepe
Aceto di vino
Come si prepara?
Dopo averli lavati e privati dei semi, della placenta bianca e del peduncolo, i peperoni si tagliano a listarelle o a tocchetti se si vuole rendere un po’più rapida la cottura.
Nel frattempo si mette a rosolare nell’olio la cipolla tagliata a listarelle che non deve bruciare ma leggermente appassire.
A questo punto si aggiungono i peperoni e l’aceto di vino. Appena la parte alcolica sarà evaporata, si aggiungono i pomodori pelati, il sale e il pepe e si comincia a mescolare il tutto. La fiamma deve essere moderata e il mescolamento deve essere ripetuto a cadenza quasi regolare.
La peperonata classica è generalmente cucinata in padella o ampia casseruola e richiede tempo ed attenzione perché tende ad attaccarsi sul fondo e bruciarsi o, come si dice a Palermo, s’appigghia.
Per evitare che si attacchi e si bruci, bisogna aggiungere dell’acqua calda all’occorrenza.
Questa procedura può richiedere anche 35-40 minuti.
La peperonata sarà pronta quando i peperoni si saranno ammorbiditi e la pellicina esterna inizierà a staccarsi. Un trucchetto della nonna palermitana è l’aggiunta di un cucchiaio di zucchero poco prima di spegnere la fiamma.
Finta peperonata di Marga
Per chi ha poco tempo a disposizione, poca voglia di mescolare quando la temperatura all’ombra ed in cucina oscilla tra i 35 e 40° o più e, soprattutto, non gradisce il lato agrodolce del piatto classico e la fastidiosa pellicola esterna del peperone, una buona e gustosa alternativa è la “finta peperonata di Marga”.
Come si prepara?
Dopo avere lavato ed asciugato dei peperoni belli carnosi e rosso-verdi, si inseriscono nella friggitrice d’aria e si lasciano appassire per 30 minuti a 190° gradi.
Appena saranno tiepidi o freddi si privano di peduncolo e semi e si mettono momentaneamente da parte.
Nel frattempo, si lavano dei pomodorini ciliegini -Marga ha usato i marsalini, più piccoli, sodi e dolcissimi – e mentre la cipolla tagliata a listarelle rosola nell’olio, si tagliano direttamente nel tegamino o padellino e si aggiungono sale e pepe.
Dopo pochi minuti, mescolando di tanto in tanto i pomodori o facendoli saltare, si aggiungono i peperoni spezzettati.
Terminata la cottura dei pomodori, bastano pochi altri minuti, il piatto è pronto.
Il consiglio è di lasciare insaporire insieme peperoni e pomodori per qualche minuto prima di essere gustati, in modo che il succo rilasciato dai peperoni cotti e l’acquolina di cottura dei pomodori si mescolino per bene.



