La grotta che sa di buono

La grotta che sa di buono

La grotta che sa di buono

“Uno strato di rame, uno di calcio, uno di lava e uno di peperino”, ci ha precisato Luca Ludovici, lo chef del ristorante ConTatto, a Frascati.

Non è la descrizione dei vari strati di un millefoglie, che in tal modo risulterebbe un po’ indigesto, bensì degli strati di cui è composta la grotta che si trova sotto ConTatto, che lui stesso – o la moglie Lorena Cavana, un ex avvocato che ora dirige la sala – mostra a tutti i clienti, facendo degustare proprio lì sotto i suoi amuse bouche, realizzati coi prodotti della grotta.

Si tratta di un vero luogo di sperimentazione, simile all’antro di un alchimista (che però sorride, ed è molto simpatico): grazie alla temperatura costante, che non fa partire delle fermentazioni “strane”, Luca lì dentro ci mette di tutto.

Fermenta tre aceti (al lampone, alle visciole e alle fragole); fermenta formaggi, un riso (che si gonfia) e la cioccolata (che invecchia). Poi coltiva i funghi cardoncelli, i piselli e la bieta.

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Non tutto cresce bene (ad esempio la bieta, per colpa del buio) e non tutto risulta buonissimo, ma questa è diventata la traccia della sua cucina: tutti i suoi piatti hanno almeno una materia prima che proviene da questo “kilometro sottozero”, come ha ironicamente raccontato.

Accompagnati dai vini di Paolo Abballe, che arrischia sempre degli abbinamenti non scontati, i piatti sono tutti interessanti.

Partiamo dall’unica nota non pienamente armonica, cioè dall’insalata di nervetti, ostrica al bbq e riduzione di aceto di fragole, un piatto con un grande potenziale in cui il mare, però, copre eccessivamente la parte cartilaginea.

Bisognerà ripensare alle proporzioni, fino a raggiungere quel tetris sensoriale che abbiamo rinvenuto in tutti gli altri piatti.

A partire dal cardoncello, alghe e pecorino, un piatto perfettamente equilibrato, nonostante la forte sapidità.

Il riso fermentato (buonissimo: sembra un insieme di sofficini mignon) con estrazione di salvia, rosmarino e carbonella vegetale esalta le singole materie prime grazie all’uso di un’acqua neutra come quella di Fiuggi.

Poi: i gnocchetti con erbe di stagione, limone candito e marzolina di grotta sono un suo (accattivante) ricordo d’infanzia.

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ConTatto - interni
ConTatto – interni

Si tratta, infatti, di un formato di pasta piccolo come un chicco di riso che viene normalmente destinato ai bambini.

Di un buono più ordinario è la seppia in due cotture (ai ferri e panata) con bietole e maionese al nero, mentre il cioccolato di Sospiro a Frascati sa paradossalmente di freschezza, data la sua ariosità e i pochi zuccheri contenuti.

Insomma, il progetto di ConTatto è bello.

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ConTatto - chef
ConTatto – chef

Un po’ perchè Luca e Lorena sanno appunto muoversi “con tatto”, fra i vari clienti; un po’ perchè si sente che la cucina di Luca ha vita, alle spalle (lo chef ha lavorato 3 anni per un certo Gualtiero Marchesi, poi a Londra per Michel Roux, infine con Massimiliano Alajmo e Giulio Terrinoni).

Infine perchè il progetto della grotta (da cui è nata una linea di prodotti per il pubblico, i Grotteschi) è molto interessante.

Bisognerà solo a tenerlo a bada: la cosa più importante dovrà sempre essere la bontà dei piatti, non la (peraltro affascinante) parte delle fermentazioni in grotta. Che potrebbe diventare prevalente, a prescendere da tutto.

ConTatto

Via Gioberti, 11, 00044 Frascati RM

0621700957

www.contattoristorante.it

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Giornalista e critico cinematografico ed enogastronomico per Il Messaggero, Gambero Rosso, Radio Roma Capitale e Cinecritica. Insegna Giornalismo Culturale e Storia dell'alimentazione in Sapienza, ed è regista del film Fritti dalle stelle, un documentario satirico sull'alta ristorazione visibile su Prime video. È inoltre autore e conduttore del programma "Come ti cucino un film", in onda su Gambero Rosso Channel, nel quale - grazie alla Cinestologia - racconta il cinema con delle associazioni alla tavola.
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