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La “Guantiera di dolci” di Natale

Come tutti i napoletani sanno, a Natale, ad eccezione probabilmente degli Struffoli, non esiste un “dolce natalizio”, ma la “Guantiera dei dolci” di Natale.

 

Nella “Guantiera” tipica troviamo Roccocò,  Mostaccioli,  Raffaiuoli, Divino Amore, Ricciarelli e Pasta di Mandorle.

Quando ci troviamo davanti questa scena, dovremmo operare una scelta, per non esagerare o sembrare scostumati, ma, dopo qualche istante, i buoni propositi sono svaniti e l’unica scelta che operiamo è quella dell’ordine in cui li mangeremo.

Abbiamo chiesto al maestro Sabatino SiricA di mostrarci la mitica “Guantiera” e di raccontarci alcuni aneddoti sui dolci più tipici del Natale napoletano.

 

I Raffaiuoli

Sono dei dolci di forma ellittica, composti da 2 dischi di pan di Spagna bagnati e ripieni con la farcia delle cassate ed ecco perchè sono dette anche Cassatine.

L’origine, secondo leggenda, vuole che siano stati creati nel 700, dalle monache Benedettine del convento di San Gregorio Armeno che avevano preso spunto dai Ravioli.

L’etimologia del nome, potrebbe essere, una storpiatura della parola raviolo.

 

I Mostacciuoli

Questi biscotti sono antichissimi, non sono originari del napoletano ma, a Napoli se ne produce una variante squisita.

Come suggerisce il nome fra gli ingredienti principali c’è il mosto.

Ne parlava già Catone che li chiamava Mustacei.

Erano preparati con Anice, Farina e Mosto ed erano conosciuti anche perché favorivano la digestione.

La forma è romboidale e sono ricoperti di cioccolato.

In giro per le varie regioni li troviamo con il nome di Mustazzola,  Mustacciule,  Mastazzola,  Mostacin,  Mostazzolo,  So Mustazzol.

 

 

I Roccocò

I Roccocò  nascono a Napoli nel 1300 ad opera delle monache del Real convento della Maddalena, il nome deriva dal francese Rocaille per via della forma vagamente barocca.

Sono preparati con mandorle, farina, zucchero, canditi e Pisto (una mistura di spezie, quali Cannella, Pepe, Noce Moscata, Chiodi di Garofano, Anice Stellato e Semi di Coriandolo).

Si usa prepararli il giorno dell’Immacolata e fino alla fine delle festività, chiudono i pasti delle famiglie partenopee.

Ne esistono di duri e di morbidi.

Si usa prepararli anche con le nocciole al posto delle mandorle.

 

Divino Amore

I dolci del Divino Amore sono una sorta di pasta di mandorle arricchita con canditi e ricoperta di una spennellata di marmellata di albicocche (prima) e di glassa di zucchero.

il nome completo, è paste del Divino Amore: chiarissima l’origine religiosa localizzata tra le clarisse di San Gregorio Armeno.

Pare  che le monache abbiano messo a punto questi dolcetti per omaggiare la madre del re Carlo D’Angiò, Beatrice di Provenza.

 

 



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