La magia del White Dinner tra gusto, vino e longevità
Una serata estiva a Chiaramonte Gulfi (RG), paesino piccolo gioiello barocco dell’entroterra ragusano, si è tinta di bianco.
Per la prima volta un evento gastronomico ha proposto grani antichi, Cerasuolo di Vittoria, carne di maiale dei Nebrodi, Olio Evo sul tavolo della “Cena sotto le Stelle”.
Una cena in bianco per celebrare la Sicilia
La prima edizione del White Dinner ha trasformato Corso Umberto I in una lunga tavolata allestita con eleganza con fiori e luci d’atmosfera per celebrare la Sicilia Capitale Europea della Gastronomia 2025.

Un evento che ha avuto il sapore della festa e il respiro di una cultura gastronomica antica e sapiente.
Oggi più che mai le nostre abitudini e lo stile di vita sono importanti, apprendere cosa mangiano gli abitanti di questi luoghi dove molti vivono oltre i 100 anni ci dà degli spunti preziosi.
La longevità degli abitanti di Chiaramonte Gulfi
Gli abitanti di Chiaramonte Gulfi sono infatti tra i più longevi d’Italia e il segreto sembra risiedere proprio nella qualità dei prodotti di cui si nutrono, nello stile di vita sobrio e comunitario.
Una dieta bilanciata come quella mediterranea è un’ottima base di partenza a cui però bisogna aggiungere esercizio fisico regolare, mantenere il peso nella norma, non eccedere nell’alcol, digiunare ogni tanto per aumentare la nostra aspettativa di vita di 10/15 anni.
Ma la dieta non è il solo lasciapassare per una vita lunga, i super anziani che vivono a Chiaramonte hanno anche un preciso atteggiamento nei confronti del mondo, hanno una rete sociale e familiare ben radicata e sono comunque delle persone positive.
Quindi non solo cibo buono e gustoso come caponata profumata d’olio extravergine dei Monti Iblei, pane di semola rimacinata di grani antichi, carni alla brace e dolci di mandorla.

Chiaramonte Gulfi non è nuova a celebrare la sua anima enogastronomica.
La scelta perfetta della location
Definita “Il balcone di Sicilia” per l’aria pura che si respira dal promontorio su cui si erge, la vista domina su tutta la provincia e oltre fino al mare.
La cittadina custodisce una lunga tradizione agricola: uliveti secolari, vigneti generosi e mandorleti che da sempre nutrono le famiglie del luogo.
Il borgo è anche sede del Museo dell’Olio che racconta la centralità di questa pianta millenaria nella vita economica e sociale del territorio.
Il vino scelto per l’occasione
La scelta di affiancare al White Dinner il Cerasuolo di Vittoria DOCG non è casuale.
Questo vino dal colore rubino con riflessi cerasa nasce dall’incontro tra Nero d’Avola e Frappato: il primo dona struttura e profondità, il secondo freschezza e profumi floreali, un binomio che rispecchia l’identità della comunità chiaramontana, capace di unire forza e delicatezza, radici antiche e desiderio di modernità.
Quella che un tempo era una tavola povera apparecchiata con legumi e verdura di stagione, poca carne, semi e olio buono, un bicchiere di vino e nulla più, oggi è riconosciuta dai nutrizionisti come modello di salute e benessere.
Un vecchio detto locale recita:” A tavula unni si mancia ‘nsemi, campa cent’anni e cchiù”.
A Chiaramonte come in tutta la Sicilia e in generale in tutto il Sud il cibo è sempre stato un fatto sociale, un’occasione per riunire famiglie e vicini, rafforzare legami e alleggerire le fatiche del lavoro nei campi.
Non stupisce dunque che in questo borgo sospeso tra storia e natura la convivialità si intrecci con la longevità.

Il White Dinner non è stato solo un evento enogastronomico ma un manifesto identitario, un invito a riscoprire il valore della lentezza del mangiare insieme, del brindare con un vino che sa raccontare la sua terra.
Una I* edizione che a giudicare dall’entusiasmo dei partecipanti diventerà un appuntamento fisso del calendario estivo chiaramontano.
Chiaramonte Gulfi conferma così la sua vocazione: un luogo dove il passato non è mai davvero passato ma continua a vivere nei sapori, nei gusti e nei sorrisi di chi ogni giorno sceglie di trasformare la tavola in un segreto di lunga vita.



