La Maremma fuori dai soliti schemi, ti stupisce in abito bianco
- Degustando il Bargaglino: a Roma la prima verticale di Vermentino Maremma DOC
- Vermentino vino che dura nel tempo
- La scelta del tappo a vite
- Posate d’oro per la produttrice
- Le annate in degustazione
- Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2025
- Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2024
- Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2022
- Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2020
- Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2018
- Un futuro brillante
Degustando il Bargaglino: a Roma la prima verticale di Vermentino Maremma DOC
Scansano, Maremma. Terra di Morellino, ma come vedremo oggi, non solo. La famiglia Bargagli si occupa di vino da quattro generazioni: l’azienda Provveditore oggi è guidata da Cristina e dal papà Alessandro che è stato uno dei fondatori del Consorzio del Morellino, di cui ancora oggi è ascoltato punto di riferimento. L’azienda conta 40 ettari vitati, ma coltiva anche 5000 piante di olivo, con un frantoio che lavora anche per conto terzi. La produzione annua ammonta a circa 150.000 bottiglie di vino, divise tra dieci etichette, con il Morellino a fare la parte del leone.

Quando parla dell’azienda Cristina tiene a sottolineare, con orgoglio e un filo di emozione, che concetti come passione, tradizione, fatica, amore e rispetto, sono il filo diretto che lega la terra e dunque la vite, alla famiglia.
Il Bargaglino, all’inizio uscito come bianco di Pitigliano, utilizzando per oltre il 50% il Trebbiano, dal 2018 viene prodotto utilizzando principalmente, (con una percentuale dell’85%) un vitigno mediterraneo come il Vermentino, che nell’espressione del territorio “maremmano collinare” dell’azienda si esprime in maniera differente secondo terreni, esposizione e andamento climatico dell’annata.

Vermentino vino che dura nel tempo
Questa scelta ha dato vita ad un prodotto che sposa l’idea aziendale che vede il Vermentino come un vino non solo di pronta beva, come nell’immaginario del consumatore e di altri produttori, ma assai predisposto alla maturazione e all’invecchiamento di medio-lungo termine. Cristina Bargagli tiene a sottolineare come, anche a costo di un sacrificio economico, porta avanti la scelta di prolungare le fasi della lavorazione: in questo modo, volutamente, l’uscita dell’ultima annata contrariamente alle richieste del mercato, slitta di qualche mese.
Per ottenere il risultato desiderato, il lavoro in vigna viene completato dalle tecniche adottate in cantina, dove si lavora in riduzione, con estrema attenzione alla “non ossidazione”, raggiunta mediante fermentazione a temperature controllate. Poi l’aggiunta di lieviti selezionati per mantenere la riconoscibilità e la limitata aggiunta di solfiti, resa possibile grazie all’adozione del tappo a vite, completano la fatica del produttore.
La scelta del tappo a vite
Primi in Maremma dieci anni fa, a fare la scelta del tappo Stelvin, dopo una fase iniziale di grande scetticismo, i Bargagli sono stati imitati nel corso degli anni da altri produttori locali. Questa scelta tecnica è stata fondamentale in quanto il tappo a vite evita l’interscambio di ossigeno garantendo la perfetta conservazione del vino. L’adozione del tappo a vite è stata la prosecuzione dell’idea produttiva per portare questo vino a maturare e invecchiare con grande personalità: Cristina Bargagli ci racconta come, curiosamente, questa scelta è stata accolta senza pregiudizi dai ristoranti di grande livello, mentre viene guardata con sospetto da trattorie e punti vendita di base. “Fra le altre cose non si tratta assolutamente di scelta economica, in quanto le bottiglie predisposte per il tappo a vite costano di più, e a ciò si aggiunge il costo l’acquisto della macchina per tapparle.” conclude Cristina.
Posate d’oro per la produttrice
Nel corso di quella che probabilmente è la prima verticale di Vermentino Maremma Doc, svoltasi presso il ristorante romano Alfredo alla Scrofa, abbiamo avuto modo di degustare cinque annate di Bargaglino, anche in abbinamento con alcuni dei piatti più iconici del ristorante: fra questi le celeberrime “Fettuccine Alfredo” che la produttrice ha potuto mangiare usando le mitiche posate d’oro regalate al ristoratore negli anni ’20 del secolo scorso da due divi del cinema americani, Douglas Fairbanks e Mary Pickford, folgorati da questo piatto durante un soggiorno a Roma.
Le annate in degustazione

Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2025
(Spillatura vb da botte, annata non ancora imbottigliata)
Annata complicata a causa di attacchi di peronospora e dalle fortissime grandinate in zona, anche se per fortuna l’azienda è stata risparmiata da quella terribile del 15 agosto che si è fermata a pochi metri dalle vigne. Un vino fresco e sapido, ricco di note minerali, un puledro ancora assolutamente da “imbrigliare” ma predestinato a grande futuro, che abbiamo bevuto con soddisfazione su una Ricciola arrosto con fagiolini, pesto di basilico e pinoli.
Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2024
Dopo una primavera promettente dal punto di vista climatico, il prolungato caldo di luglio ha costretto a numerosi interventi di potatura per tenere sotto controlla quantità e qualità della produzione. Vino un po’ chiuso inizialmente, al naso fieno e pane, in bocca grande sapidità e note di pesca e nespola. Ottimo l’abbinamento con le strepitose Acciughe fritte.
Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2022
Annata molto calda, con forti escursioni termiche in agosto, Vino fortemente aromatico, persistente, con note floreali e sentori di idrocarburi, al naso sembra quasi di entrare in un forno-pasticceria. Vino che deve ancora esprimere tutte le sue potenzialità.
Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2020
Inverno e primavera miti, estate calda con notti fredde, hanno prodotto uve eccellenti anche se in quantità leggermente inferiore al consueto. Vino molto equilibrato, complesso e definito. Ancora idrocarburi, freschezza ed eleganza, un vino dritto e salino in chiusura, che asciuga e richiama il sorso. Perfetto con le Fettuccine Alfredo (ci stava bene anche la 2022)
Bargaglino Maremma Toscana DOC Vermentino 2018

Un’annata dominata dalle stagioni intese come alternanza quasi didascalica delle stesse, che ha determinato la qualità e le tempistiche della raccolto. Già dal colore giallo dorato si nota un cambio di passo dovuto all’invecchiamento. Grafite, pietra focaia, foglia di pomodoro, frutta secca e pesca gialla matura. In bocca eleganza, corpo, lunghezza infinita, salinità. Spettacolare abbinamento con i tre formaggi selezionati.
Un futuro brillante
Il viaggio nel tempo del Barbaglino, nato anche dai sogni della Cristina dodicenne che accompagnava il papà ad un’edizione di Vinitaly di un po’ di anni fa, è appena all’inizio e davanti a sé sembra avere una lunga e luminosa strada.
Provveditore
Loc. Salaiolo 174
58054 Scansano (Grosseto)
www.provveditore.net





