La pasta alla glassa o aggrassata

La pasta alla glassa o aggrassata

Me nonna, era comu ‘na formicula

e puro si avanzava ‘na muddica

a usava pi n’avutra cosa.

Puru s’arristava u spezzatinu,

su maciava assulu cu pani

quariatu picca picca no tianu

o siccomu era amanti di pasta asciutta

calava du spaghettini o quattru tubettini

e cu spezzatinu

cu na maciata facìa

pasta e companaggiu.

Tra i primi piatti tipici inseriti nel menù di trattoria in Sicilia, oltre alla pasta chi vrocculi arriminati, la pasta con le sarde o alla carrettiera, una vera prelibatezza è la pasta glassata o con la glassa che, come evoca la nonna di Aldo Fabrizi che ha ispirato la poesiola a inizio articolo, è simbolo di riuso culinario dell’avanzo del pasto del giorno prima.

Si prepara unendo la pastasciutta con uno spezzatino di carne tutta sfilacciata unito con delle patate agglassate o aggrassate, come le chiamava mia nonna, tagliate a piccoli tocchetti.

Per preparare la pasta glassata o con la glassa, bisogna avere, quindi, precedentemente cucinato lo spezzatino con le patate glassate ed esso – caso eccezionale nelle buone tavole siciliane – deve essere avanzato.

Ecco come si prepara:

In un tegame si fa prima rosolare della cipolla affettata grossolanamente nell’olio e poco dopo si unisce una quantità generosa di spezzatino di vitello tagliato a cubetti; dopo aver sfumato la carne con del vino bianco, si uniscono le patate precedentemente pelate e tagliate anch’esse a cubetti.

Dopo avere rigirato e mescolato il tutto, averlo salato e pepato, si unisce dell’acqua calda a coprire per intero carne e patate. Il trucco di mia nonna è aggiungere una foglia di alloro che aggiungerà sapore e ulteriore profumo al piatto.

Lo spezzatino sarà cotto quando la carne si sarà ammorbidita e le patate si saranno in parte spappolate creando quella tipica crema che dà nome al piatto. La scarpetta è consigliata ed assicurata.

Esiste una variante assai gustosa nella quale, al posto dello spezzatino, ci sono le polpette di carne precedentemente fritte e tuffate nelle patate messe a rosolare con olio e cipolla; una variante che si potrebbe definire vegana è quella delle sole patate glassate senza carne.

Con quest’ultima versione o con quella di spezzatino e patate è possibile condire della pastasciutta, lunga o corta poco conta, avendo precedentemente sfilacciato la carne.

Le vostre papille gustative vi ringrazieranno.

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Sono un'antropologa culturale di formazione e, per passione verso l’arte, il dialetto e le tradizioni popolari siciliane e l’enogastronomia, sono una blogger - con lo pseudonimo di Marga Rina - di Panormitania (https://panormitania.altervista.org/). Da qualche anno, sono pure diventata organizzatrice e curatrice di mostre d’arte: oltre a redigere tutti i testi e ad occuparmi della loro diffusione ai media, curo la grafica di ogni evento e la sua promozione sui social network. Come scrittrice, con Edizioni L’Arca di Noè, ho pubblicato due racconti brevi in italiano e siciliano: "Minicu e lu re di Sicilia" e il seguito "Chi si ferma è...beccato!". Sono stata premiata al concorso di Illustramente 2025 col racconto "Giufà e il gatto", col quale faccio parte della mostra itinerante in giro per l'Italia e l'Europa. Vivo a Palermo, dove sono nata e cresciuta.
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