La pizza del sabato: la “Partenope” di Peppe Vitiello

La pizza del sabato: la “Partenope” di Peppe Vitiello

Classe 1984, Giuseppe Vitiello (da non confondersi con il suo omonimo discendente della famiglia de La Loggetta a Caserta) nasce con una passione costante per il mondo del food.

Peppe Vitiello

Inizia il suo percorso da pizzaiolo appena tre anni fa, con un semplice fornetto casalingo e tanta voglia di sperimentare.

Da lì, lo studio degli impasti e delle tecniche lo porta in breve tempo a lavorare in pizzerie rinomate del territorio, come Capperi che Pizza a Salerno, dove cresce sotto la guida di Giuseppe Acciao.

Non incrocia subito i grandi nomi della scena nazionale, ma viene affiancato da molti maestri di valore dai quali, di volta in volta, impara dettagli preziosi, costruendo una professionalità solida e curiosa.

Creativo anche fuori dal banco – è infatti un grafico abile, di grande gusto estetico e attento – Vitiello porta questa sensibilità visiva anche nelle sue pizze, pensate come composizioni armoniche tra impasto, ingredienti e estetica del piatto.

Da tempo coltivava l’idea di un evento che unisse mare e pizza.

Quando ha sentito di aver affinato abbastanza tecnica e manualità, ha scelto di “giocare in casa” al Lido Azzurro di Alfredo Vitagliano.

Una splendida location sul mare, con vista sulla Costiera sorrentina e su Capri.

Nasce così “Pizza & Mare”,.

Una serata costruita intorno al concetto di equilibrio tra crudi di mare e prodotti d’eccellenza del territorio, per esaltare impasti realizzati con acqua di mare microbiologicamente pura.

Accanto a lui lavorano Michele Celoro, pizza chef resident del Lido Azzurro, e il maestro Antonio De Martino.

Lo Staff del Lido Azzurro

Per il menu, Giuseppe sceglie abbinamenti che lo hanno sempre affascinato: il caldo‑freddo, l’agrodolce, il contrasto tra croccante e morbido.

Da questa serata nasce la nostra Pizza del Sabato.

“Partenope” questo il nome di una focaccia con impasto all’acqua di mare che, appena sfornata, viene farcita con mozzarella di bufala a crudo, zucchine marinate e tartare di gamberi.

A completarla con una nota agrodolce sotto forma di gel al mojito.

L’abbinamento con questo gel è studiato per bilanciare il piatto senza sovrastare gli altri sapori.

La stessa cura torna nelle altre pizze della serata, tutte giocate su equilibrio e precisione.

Il pubblico ha apprezzato tutte le proposte al punto da chiedere se l’evento verrà ripetuto.

Un segnale forte di come la sua idea di pizza di mare, tecnica e sensibile al territorio, abbia colpito nel segno.

E di come stia nascendo un’inversione di tendenza verso le pizze con il pesce che fino a pochi anni orsono non ricevevano consenso di pubblico.

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.
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