La quinta stagione a tavola: tra oriente e saggezza contadina

la quinta stagione

La quinta stagione a tavola: tra oriente e saggezza contadina

La quinta stagione

Ed eccoci nella quinta stagione.

Nella tarda estate, all’inizio dell’autunno, finite le fatiche del raccolto e della vendemmia, le campagne piemontesi (e anche italiane) seguivano un ritmo preciso: si andava a funghi, si ripulivano gli orti dalle piante estive, si preparavano conserve e si controllava la catasta della legna.

fungo
fungo

Quello che c’era finiva in pentola, a sobbollire lentamente sulla stufa. Non c’era bisogno di spiegazioni: era la logica del raccolto e della sopravvivenza.

Una cucina che scaldava, nutriva e riportava equilibrio.

Queste scelte, nate da necessità e buon senso, coincidono con quanto dicono da secoli le filosofie orientali.

In Ayurveda, proprio in questo periodo inizia il dosha Vata: il consiglio è ridurre i cibi crudi e secchi dell’estate per passare a piatti caldi, umidi e radicanti.

La Medicina Tradizionale Cinese chiama questo passaggio “quinta stagione” e lo associa all’elemento Terra, al colore arancione, al gusto dolce naturale (zucca, castagne, patate dolci, riso, miele) e agli organi stomaco e milza, centro dell’energia digestiva.

La Macrobiotica parla di equilibrio yin-yang raggiunto con cereali integrali, legumi e verdure di stagione cucinati lentamente.

È anche il tempo delle verdure a foglia verde (coste, costine, spinaci…), che tonificano l’apparato respiratorio e con le loro venature richiamano la struttura dei bronchi umani.

Non è un caso: la natura, essendo ecologica, ricicla spesso forme e funzioni, ripetendo la stessa struttura in contesti diversi, dandoci preziose indicazioni.

spinaci
spinaci

Anche senza conoscere nessuna di queste filosofie e il Km0, i nostri nonni cucinavano così.

Nella tarda estate, all’inizio dell’autunno, la cucina contadina metteva in tavola minestre di zucca e castagne, legumi messi a sobbollire per ore, radici arrostite, funghi fritti, brodi corposi.

Era la logica del raccolto e della sopravvivenza, ma i risultati erano identici.

Gli ingredienti protagonisti come zucca, funghi, castagne, cereali integrali e legumi piccoli hanno in comune la capacità di rinforzare corpo e mente.

Le erbe aromatiche e le spezie, dal rosmarino alla salvia, dalla cannella allo zenzero, aiutano digestione e circolazione.

I metodi di cottura lenti, dalle zuppe ai sughi e ai brasati, non erano solo pratici: seguivano lo stesso principio compensativo che ritroviamo nelle tradizioni orientali.

In fondo l’intero è sempre maggiore della somma delle sue parti.

Sperando di non urtare la sensibilità dei puristi, vi propongo una ricetta in cui due culture lontane si incontrano in una ciotola: il Ramen Autunnale Piemontese.

Ramen Autunnale Piemontese

Preparate un brodo con ossa e midollo di vitellone Piemontese, scarti di zucca e porri, funghi secchi e carote.

Lasciate sobbollire a lungo.

Filtrate il brodo e, a fuoco spento, scioglietevi un cucchiaio di miso.

Arrostite in forno la zucca a cubetti con i porcini.

Cuocete alcune uova per 7-8 minuti in acqua bollente, poi raffreddatele e sgusciatele.

Lessate i tajarin direttamente nel brodo, quindi distribuiteli in ciotole capienti.

Aggiungete la zucca e i funghi arrostiti, le castagne già lessate, le coste crude tagliate a julienne molto fine e mezzo uovo sodo per ciascuno.

Completate con una generosa grattugiata di Castelmagno.

Servite subito, ben caldo: un piatto unico che fonde Oriente e Piemonte.

Esattamente ciò che la quinta stagione ci chiede.

La foto non c’è: il ramen autunnale piemontese aspetta ancora di essere cucinato.

Ma gli ingredienti li conoscete già. Fatemi sapere.

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Mi sono persa nel labirinto gastronomico circa vent’anni fa. Mi chiamo WildKitchen perché un giorno sono scappata. Ho cucinato per miliardari e per emarginati (credo in egual misura). Esploro la cucina olistica e la sostenibilità, cercando di far incontrare gli attori delle catene alimentari prima che diventino fantasmi. Scrivo di cibo perché cucinarlo e mangiarlo non mi basta. linkedin https://www.linkedin.com/in/valeria-wildkitchen
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