La Revolution Style di Michele Friello

La Revolution Style di Michele Friello

La Revolution Style di Michele Friello.

Nel panorama della pizza contemporanea, sempre più affollato e competitivo, emergere non significa solo fare un ottimo impasto. Significa avere una visione. Michele Friello, pizzaiolo creativo e spirito libero dell’arte bianca, ha costruito nel tempo una vera e propria identità riconoscibile: la Revolution Style.

Ma di cosa si tratta davvero?

Oltre la tradizione, senza rinnegarla

La Revolution Style di Michele Friello della Pizzeria La Storia di Vetralla non è una rottura violenta con la tradizione, bensì una sua evoluzione consapevole.
Le basi restano solide: rispetto per la materia prima, studio degli impasti, attenzione maniacale alle fermentazioni. È da qui che parte la rivoluzione, non dal caos, ma dalla conoscenza.
Friello prende la pizza classica e la spinge un passo più in là, giocando con consistenze, temperature e abbinamenti che sorprendono senza mai risultare forzati.

Creatività come atto quotidiano

Per Michele, la pizza è un mezzo espressivo. Ogni creazione racconta una storia, un’idea, a volte una provocazione. La Revolution Style si riconosce perchè: “è nata perchè facevo questo impasto innovativo con la tecnica del panettone, inserivo farine diverse con basso contenuto di glutine e questo già mi faceva essere una mosca bianca nel mondo pizza. La miscela io la adatto. Per esempio faccio 70% farina di grano e 30% deglutinate. Faccio anche dei prefermenti a base di ceci. Non per farmi vanto, ma credo di essere l’unico al mondo a lavorare con alte idratazioni in pizzeria“.

L’impasto come firma personale

Uno dei pilastri della filosofia Friello è l’impasto, trattato come una firma d’autore. Leggerezza, digeribilità e struttura convivono in un equilibrio studiato, frutto di sperimentazioni continue. Ogni dettaglio è calibrato per sostenere il topping senza sovrastarlo, valorizzandone i sapori.
La Revolution Style rifiuta gli eccessi inutili: tutto deve avere un senso, dal bordo alla finitura finale.

Un nuovo modo di vivere la pizzeria

La rivoluzione non si ferma al piatto, ma va oltre i confini nazionali. Michele Friello porta il suo stile anche nell’esperienza complessiva: comunicazione diretta, linguaggio moderno, apertura al confronto. Il pizzaiolo non è più solo dietro il banco, ma diventa narratore, artigiano e interprete del gusto contemporaneo.

La pizza come cultura in movimento

In definitiva, la Revolution Style non è una moda, ma un processo. È l’idea che la pizza possa evolversi senza perdere anima, parlando alle nuove generazioni e restando profondamente italiana.
Michele Friello dimostra che la vera rivoluzione non è stravolgere tutto, ma avere il coraggio di essere coerenti con la propria visione, ogni giorno, forno dopo forno.
E che sia così lo dimostra il fatto che sta varcando i confini nazionali. Prima in Germania, ora in Albania e presto in Francia e tante altre nazioni dalle quali giungono richieste di corsi e approfondimenti.
Che sia la “pizza del futuro”?
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Vesuviana DOC come il pomodoro del piennolo, le albicocche, lo stoccafisso, il baccalà e mille altre cose che qui, alle pendici del Vulcano, crescono e si cucinano. Laureata in giurisprudenza e avvocato, ho da sempre la passione per la scrittura ed il giornalismo che coltivo ormai da anni. Mi divido tra il sociale e culturale e il cibo. Dopo esperienze di rilievo sono approdata in "DI Testa e di Gola" dove ricopro il delicato ruolo di Vicedirettore e scrivo di cibo a tutto tondo.
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