La ricetta degli storici ‘Nzuddi e il pastry chef Daniele Bonansinga

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La ricetta degli storici ‘Nzuddi e il pastry chef Daniele Bonansinga

Forse il loro ingrediente segreto è davvero impercettibile, ma sempre presente, dalla loro creazione. È quell’afflato avvolgente, fatto di affetto e di dolci ricordi. Dolci, è proprio il caso di dire! Già, perché scriviamo degli ‘nzuddi, simbolo della città di Messina, legati alla festa della Madonna della Lettera. Sono biscotti di pasta frolla tipici della città dello Stretto, che vengono realizzati con mandorle siciliane. Il loro stesso nome indica dolcezza e tenerezza, derivante infatti dall’abbreviazione di Vincenzuddo, poiché videro la luce, per la prima volta, in un convento di Suore Vincenziane a Catania.

La pasticceria Principe di Panebianco

C’è un luogo, in particolare, a Messina dove l’alba di ogni giorno è salutata con gli ‘nzuddi sfornati, secondo la ricetta tradizionale di famiglia. Questo luogo è la pasticceria Principe di Panebianco, con i suoi 80 anni di storia da raccontare e che trova la sua “voce narrante” nelle prelibatezze che prepara il pasticcere Daniele Bonansinga, che porta avanti con grande orgoglio e con altrettanta passione l’attività di famiglia con il fratello Samuele; insieme, infatti, hanno raccolto l’eredità lasciata dal nonno materno Angelo Panebianco, scomparso nel 2024, che fino ad oltre i 90 anni è stato l’anima stessa dell’attività.

Daniele e Samuele Bonansinga
Daniele e Samuele Bonansinga

“Ricordo bene quando mio nonno – racconta Daniele – sfornava i biscotti caldi e orgogliosamente li offriva a amici e clienti della pasticceria. Noi li prepariamo ancora oggi come allora”.

Oggi, grazie anche al loro impegno, questi biscotti si possono trovare tutto l’anno, anche se originariamente la ricetta era legata all’occasione della festa della Madonna della Lettera, la Santa Patrona della città di Messina, che si celebra ogni 3 giugno. Gli ‘nzuddi bianchi dedicati alla Madonna sono aromatizzati con cannella e presentano in superficie delle cannelline bianche e lo zucchero a velo.

'Nzuddi bianchi della Madonna della Lettera
‘Nzuddi bianchi della Madonna della Lettera

Croccanti e friabili, profumati dalla scorza di arance siciliane, gli ‘nzuddi tradizionali sono una perfetta conclusione di un pranzo o di una cena e l’abbinamento consigliato è con vini passiti e liquorosi siciliani, ad esempio la Malvasia delle Lipari, il Marsala o il passito di Pantelleria.

La storia

Storia che si intreccia ad altra storia, mentre la città peloritana contempla giorno e notte il “suo” Stretto, gradevolmente diviso con i cugini reggini. Dal 1945, infatti, la pasticceria Principe di Panebianco è una realtà consolidata a Messina e proprio nel 2025 ha festeggiato gli 80 anni di attività. Una “dolce” passione, come hanno ricordato i fratelli pasticceri Daniele e Samuele Bonansinga, che ha attraversato ben due secoli e quattro generazioni.

Era il settembre del 1944 quando il bisnonno Giuseppe Panebianco avviò l’attività a Camaro, nella città dello Stretto. Iniziò con la produzione di caramelle e torroni. L’anno successivo si registrò la nascita della pasticceria artigianale Principe che, giorno dopo giorno, si specializzò nella produzione di biscotti, dolci tipici messinesi, granite e gelati.

Una passione dolciaria trasmessa di generazione in generazione. Sarà il figlio Angelo, nonno di Daniele e Samuele, a raccogliere l’eredità del padre e a vivere tutta la sua esistenza in laboratorio e dietro il bancone della pasticceria Principe, fino a oltre i 90 anni insieme alla figlia Elena ed ai nipoti.

Oggi Daniele, classe 1991, è il volto della pasticceria e della caffetteria “Principe di Panebianco”. Membro di Con.Pa.It. (Confederazione Pasticceri Italiani), che opera dal 1996 per promuovere la tradizione pasticcera italiana abbinata alle più moderne tecniche, Daniele si divide tra due passioni, il lavoro in pasticceria e lo sport agonistico. È infatti un atleta professionista di pallanuoto in serie B UniMe.

“Mio nonno – prosegue Daniele – ha deciso di lasciare l’attività in eredità a me e Samuele, che siamo i nipoti più grandi e siamo cresciuti con lui in pasticceria. Sin da piccoli abbiamo imparato tutti i segreti del mestiere, affiancati dalla mamma che è uno dei pilastri dell’attività e rappresenta la terza generazione Panebianco”.

La pasticceria si trova nella sede storica di Camaro ed è stata completamente rinnovata tre anni fa. Tra i dolci iconici, ci sono la torta al torroncino, il gelato alla nocciola, gli ‘nzuddi e i cannoli alla ricotta rigorosamente artigianali, ancora richiestissimi nella pasticceria messinese.

Alla pasticceria tradizionale, da anni, inoltre si affianca quella moderna con una vasta scelta di mousse e monoporzioni fresche e colorate curate nella presentazione e preparate con ingredienti di alta qualità. La pasticceria Principe di Panebianco è anche specializzata nella produzione di grandi lievitati con lievito madre.

Ecco, dunque, la ricetta degli ‘nzuddi.

INGREDIENTI:

1 kg farina

500 g zucchero

300 g burro

800 g mandorle

3 uova

10 g sale

10 g ammoniaca

Scorza di arancia

Preparazione:

Impastare lo zucchero con il burro, aggiungere le uova, l’ammoniaca, la scorza di arancia grattugiata e il sale. Infine aggiungere le mandorle e amalgamare bene il tutto, quindi inserire anche la farina. Quando il composto sarà ben amalgamato, realizzare dei cilindri di circa 5 cm di diametro. Ritagliare dei biscotti ed appiattire. Riporre i biscotti sulla teglia e spennellarli con l’uovo sbattuto precedentemente. Infornare a 170°per circa 20/ 25 minuti finché gli ‘nzuddi saranno ben dorati in superficie. Far raffreddare e servire a colazione, per una pausa dolce per accompagnare il caffè o il thè, o dopo i pasti in abbinamento a vini passiti o liquorosi.

N'zuddi Principe di Panebianco
N’zuddi Principe di Panebianco

Pasticceria, bar, gelateria Principe di Panebianco

Via Camaro 44 Messina

Tel. 090 711919 Mob. +39 347 9951352

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Antonio Iacona è nato nel 1974 a Catania. Poeta, scrittore, giornalista, dopo il Liceo Classico si laurea in Lettere Moderne, con una tesi su Gabriele d’Annunzio. Ha esordito nella letteratura nel 1999 con il romanzo Nonostante il silenzio (Ed. Playwork), cui sono seguiti le raccolte di poesie A metà del cielo (Ed. Playwork) e Tra valli e vandee (Aletti Editore), i romanzi Santa Cruz (Ed. i-work) e La Sposa Nera (Ed. Miele), il saggio letterario La Poesia al Potere. Cultura e produzione letteraria nella Fiume dannunziana (Ass. “Gabriele d’Annunzio”) e l’opera teatrale Lugdunum. Nel 2024 ha pubblicato un nuovo volume di poesie, Approcci e approdi. Appunti di vini, di viaggi, di stagioni e di poesie (Il Convivio Editore). Fondatore e presidente dell’Associazione Culturale “Gabriele d’Annunzio”, è fondatore del Premio Letterario “Tito Mascali” e del Premio Giornalistico “Raccontare Catania”. È sommelier e assaggiatore di olio, ha conseguito il Diploma FISAR e l’Attestato ONAV, e da oltre un decennio si occupa di giornalismo enogastronomico, collabora con prestigiose riviste nazionali di settore ed è presentatore di eventi legati all’agroalimentare. È coordinatore editoriale della rivista “Il Cuoco”, magazine ufficiale della Federazione Italiana Cuochi, di cui Iacona è “voce narrante” e presentatore in tutti gli eventi nazionali. Cura gli uffici stampa di prestigiose cantine siciliane, ha tenuto corsi di comunicazione e giornalismo nelle scuole e, di recente, su invito dell’Università degli Studi di Catania, ha tenuto un seminario sul turismo enogastronomico.
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