La ricetta FIC: Li secce arpijene

Seppie ripiene

La ricetta FIC: Li secce arpijene

Le seppie ripiene (Li secce arpijene) in Abruzzo sono un piatto che racchiude il sapore autentico della tradizione marinara regionale.

La loro origine si lega strettamente alla cucina povera e di recupero dei pescatori.

Non si tratta di un piatto nato in una data precisa, ma evolutosi nel tempo dall’esigenza di valorizzare ogni parte del pescato.

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I pescatori abruzzesi, in particolare quelli delle località costiere come Pescara e Vasto, usavano le seppie fresche, riempiendole con ciò che avevano a disposizione.

Spesso il ripieno era composto dagli stessi tentacoli e dalle alette delle seppie tritate, mescolate con ingredienti semplici ma gustosi.

A questi si aggiungevano pane raffermo bagnato, uova, formaggio pecorino (tipico dell’entroterra ma presente anche sulle coste), aglio, prezzemolo e, a volte, peperoncino.

Il tutto veniva legato da un sugo di pomodoro, che ne esaltava il sapore e le rendeva un piatto unico e sostanzioso.

Questa ricetta, tramandata di generazione in generazione, riflette la creatività e l’ingegno delle famiglie di pescatori.

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Ogni famiglia aveva la sua variante, ma l’essenza restava la stessa: trasformare ingredienti umili in un piatto ricco di sapore e tradizione.

Le seppie ripiene sono così diventate un simbolo della cucina casalinga abruzzese, un piatto che evoca il profumo del mare e l’ingegno popolare.

Ecco la ricetta fornita dall’URCA (Unione Regionale Cuochi Abruzzesi)

Per le seppie:                                                                                               Per la salsa:

10 seppie da 150 g l’una 100 g conserva di pomodoro (concentrato)
170 g mollica di pane raffermo 70 g olio extravergine d’oliva dop aprutino-pescarese
100 g acqua 200 g cipolla
30 g olio extravergine d’oliva dop colline teatine 2 g aglio rosso di Sulmona
2 g di prezzemolo tritato 5 g peperone secco
1 g aglio rosso di Sulmona tritato 2 g rosmarino
q.b. sale 1 l acqua
q.b. sale

Procedimento

Aprire le seppie dalla parte dell’osso, staccarlo ed eliminare la sacca con il nero, eliminare gli occhi e la bocca dalla testa, lavarle e spellarle.

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Bagnare il pane con l’acqua e amalgamare con tutti gli ingredienti. Regolare di sale le seppie, farcire con il composto di pane, coprire con la testa il pane e legare il tutto con lo spago da cucina.

Eliminare picciolo e semi al peperone, scaldare l’olio e soffriggerlo, toglierlo, lasciarlo raffreddare e pestarlo nel mortaio.

Diluire la conserva con l’acqua. Mettere nell’olio dove è stato fritto il peperone la cipolla tritata, l’aglio schiacciato, il rosmarino e le seppie.

Rosolare il tutto, togliere aglio e rosmarino e aggiungere la conserva diluita.

Portare a cottura aggiungendo dell’acqua secondo necessità. Arrivare alla cottura con la salsa della giusta consistenza.

Togliere le seppie, passare la salsa al colino e aggiungere il peperone tritato.

Eliminare lo spago dalle seppie mettere nei piatti, nappare con la salsa e completare con del prezzemolo tritato.

 

 

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120 Associazioni Provinciali, 20 Unioni Regionali, numerose Associazioni e Delegazioni Estere, che annoverando ogni anno una media di 20.000 associati fra Cuochi Professionisti, Chef Patron, Ristoratori, Docenti e Allievi degli Istituti Alberghieri di ogni ordine e grado. Tutto questo e altro ancora è la “Federazione Italiana Cuochi” (F.I.C.), unico ente di questa categoria che vanti sul territorio nazionale una diffusione e una rete associativa così capillare. Fondata nel 1968 da Associazioni aderenti (alcune delle quali avevano superato i 200 anni di fondazione ed erano nate in passato come confraternite, corporazioni o società di mutuo soccorso di “cucinieri”), ha ottenuto nel 2001 il “Riconoscimento Giuridico” come organismo atto costituire la rappresentanza, sul territorio nazionale, dei Cuochi e di coloro che si dedicano all’attività culinaria professionale, sostenendone lo sviluppo, la promozione e la formazione.
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