La riscossa delle trattorie popolari a Torino

La riscossa delle trattorie popolari a Torino

Il fine dining è in crisi?

No, non è in crisi, basti pensare a quanto sono in forma Da Vittorio, Uliassi e Condividere.

È in crisi invece quella ristorazione che per anni si è travestita da fine dining, quella che, a dei prezzi non indifferenti, ha “regalato” al cliente tanti proclami – fra le mode, le guide da inseguire e il marketing – e poca sincerità nel piatto.

Eh sì, perché l’onestà intellettuale, cioè il preparare cose in cui ci si crede per davvero, si sente.

Sensorialmente.

Chi ha preso il posto di questi millantatori? Le trattorie.

Ma – si badi bene – non solo e non tanto quelle (nuovamente) di taglio gourmet, bensì quelle popolari, cioè quelle in cui si mangiano bene i piatti territoriali, fatti senza svolazzi.

Ah, naturalmente: pagando poco.

A riprova di ciò, di recente (a Torino) sono stati inaugurati due locali che seguono questa filosofia: Broccia (aperto a maggio del 2025) e Pioletta (a gennaio di quest’anno).

Partiamo dall’ultimo.

Pioletta – Trattoria pienontese

Nel pieno centro antico della città, quello del Quadrilatero (romano), è sorto un localino spartano, cioè senza fronzoli d’arredo, che dà l’idea dell’autenticità, a partire dai fondamentali della cucina piemontese.

Battuta di carne, insalata russa, acciughe al verde, lingua salmistrata, agnolotti al sugo d’arrosto, gnocchetti verdi con Seirass e pomodorini confit, panciotto di bovino, vitello tonnato, bunet e panna cotta.

Tutto corretto, alla Pioletta.

Il vitello tonnato della Pioletta

Soprattutto, porzioni abbondanti e due menu degustazione a 25 euro.

Una cifra bomba che t’invita a lasciar stare le pizzerie di basso livello dove, a volte, finisci per spendere di più.

Da Broccia – a due passi dalla stazione di Porta Nuova, quindi ottimo per chi parte/chi arriva.

Non ci sono i menù degustazione, i prezzi sono leggerissimamente più alti, ci si muove fra la cucina piemontese e quella calabrese, gli interni (e il piacevole dehor) sono più arredati, ma l’approccio di base è sostanzialmente lo stesso.

Piedi per terra, e riconoscibilità.

Ecco, allora, alcune tappe di questo divertente ping pong fra nord e sud, che riprende alcuni piatti della Pioletta.

Carne cruda alla piemontese, acciughe del Tirreno in salsa verde, insalata russa e tomini elettrici, ma poi anche insalata di stoccafisso, salumi di suino nero di Calabria, insalata di fagioli con tonno di Pizzo Calabro e cipolla di Tropea.

insalata di stoccafisso

Fra i primi tornano gli agnolotti d’arrosto, ma da Broccia vi consigliamo di provare i Fileja (un formato di pasta che viene “scolpito” intorno a un ferretto) conditi con il ragù di capra. Buoni!

E ancora si passa (fra i secondi) dal vitello tonnato alla guancia di Suino nero di Calabria, mentre parlando di dessert l’alternanza è fra panna cotta e bunet da una parte, e semifreddo alla nocciola tonda calabrese dall’altra.

Foto copertina Broccia – Cucina popolare

Pioletta – Trattoria piemontese
Via San Domenico 4, Torino
Tel +39 3514233563
IG https://www.instagram.com/pioletta_trattoriapiemontese?igsh=M3VjaDIzZHRsejh6

Broccia – Cucina popolare
Via Nizza 39/A, Torino
Tel +39 3514639707
Mail brocciabroccia73@gmail.com

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Giornalista e critico cinematografico ed enogastronomico per Il Messaggero, Gambero Rosso, Radio Roma Capitale e Cinecritica. Insegna Giornalismo Culturale e Storia dell'alimentazione in Sapienza, ed è regista del film Fritti dalle stelle, un documentario satirico sull'alta ristorazione visibile su Prime video. È inoltre autore e conduttore del programma "Come ti cucino un film", in onda su Gambero Rosso Channel, nel quale - grazie alla Cinestologia - racconta il cinema con delle associazioni alla tavola.
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