La rosa di Gorizia. Una cicoria pregiata
Tutto nasce da un seme. Anzi da alcuni semi gelosamente conservati da alcuni agricoltori-orticoltori.
Il frutto della memoria, dell’attaccamento alla tradizione.
Nel segno di un’identità territoriale forte.

Il lungo ciclo della “cicoria rossastra” come veniva definita a fine Ottocento, comincia ad aprile con la semina dei semi migliori e selezionati fra quelli raccolti nell’annata precedente.
Questa avviene in terreni dal fondo ghiaioso per consentire un buon drenaggio ed evitare marciumi con eventuali ristagni dovuti a eccessi di piovosità.
A fine novembre dopo le prime brine si arriva alla raccolta.
Le piantine vengono estratte a mano mantenendo la radice e sono poi disposte in mazzi legati e poi avviate alla forzatura.
Lo sbiancamento avviene in modo naturale, sistemando i mazzi in locali riparati e privi di luce.

La pianta, alimentata dalle foglie esterne che vengono eliminate man mano che marciscono dà alla luce il bocciolo, cioè le poche foglie rimaste si raggrinziscono e creano la fantastica forma identificativa a fiore.
In questo processo va perso circa il 70% del prodotto, un dato che fa capire anche il motivo del prezzo più elevato rispetto ad altri radicchi.
Con menu che vanno dagli agli antipasti ai dessert, sono 12 i ristoranti goriziani che in queste settimane celebrano la Rosa di Gorizia con incontri conviviali a tema all’insegna della tradizione.
La rassegna enogastronomica dedicata al prelibato e raro radicchio, dal sapore delicato e dalla bellezza unica, presidio Slow Food e soggetto a un severo disciplinare è in programma fino al 5 febbraio.

L’iniziativa è promossa dall’associazione “Gorizia a tavola”.
“Sono 18 anni che organizziamo questa rassegna, capace di attirare anche tanti ospiti da fuori città. Fondamentale è il lavoro dei produttori, che con il loro sapiente lavoro ci permettono di avere quella che è una vera e propria rarità”.
Questo sottolineato la presidente del sodalizio promotore, Michela Fabbro, ricordando che la produzione della Rosa di Gorizia deve rispettare delle regole ben precise.
Anche l’assessore a GO! 2025, Patrizia Artico, plaude a ristoratori e produttori: “Questa iniziativa celebra la preziosità di un prodotto straordinario, frutto di gesti antichi, rielaborato da chef altrettanto straordinari.
I ristoratori dell’associazione “Gorizia a tavola” sono una eccellenza nell’eccellenza, con cui intendiamo promuovere altri eventi per valorizzare la gastronomia goriziana”.



