La Sardina, uno scrigno di Omega 3

La sardina, conosciuta anche come sarda o sardella, è un pesce azzurro dalla carne tenera, molto diffusa nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale.

Piccola e compatta, la sardina misura solitamente intorno ai 20-25 centimetri ed è ricoperta di squame argentate con sfumature di verde ed una fascia azzurra sui fianchi.

Economica e facile da cucinare, la sardina è ricca di proteine alleate dei muscoli e del sistema immunitario (20,3 g di proteine su 100 g di prodotto) e contiene soprattutto sodio (66 mg), potassio (630 mg) e fosforo (215 mg). Si tratta quindi di un pesce molto proteico adatto a tutte le età e particolarmente consigliato ad atleti, adolescenti e anziani, ma anche mamme in gravidanza o in allattamento e donne in menopausa.

Spesso consigli le sardine ai miei pazienti a dieta perché povere di calorie e prive di grassi dannosi.

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Le sarde e il pesce azzurro in generale sono ricchissimi di grassi essenziali polinsaturi della serie Omega 3.

Questi grassi sono fondamentali per la nostra salute per due motivi:

  1. non siamo capaci di sintetizzarli da soli e quindi li dobbiamo introdurre per forza attraverso i cibi, come le sardine appunto;
  2. sono dei nutrienti importantissimi per il benessere cardiovascolare perché modulano i fenomeni di tipo infiammatorio.

Negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato l’importanza vitale di questi lipidi con effetti benefici sulla prevenzione di molte malattie, soprattutto quelle cardiovascolari e neurodegenerative (invecchiamento precoce, infarti, depressione, Alzheimer, demenza senile ecc.), come spiego in maniera più approfondita qui.

A livello molecolare, gli acidi grassi Omega 3 sono fondamentali per la formazione delle membrane cellulari in particolare di occhi e cervello e sono i precursori di diversi ormoni.

Una dieta ricca di Omega 3 abbassa i livelli di trigliceridi nel sangue ed ha effetti cardioprotettivi aiutando a mantenere un battito cardiaco regolare, in particolare favoriscono l’aumento del colesterolo HDL detto “buono”, controllando il colesterolo LDL meno benefico.

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Nel loro prezioso scrigno di vitamine (A, B2, B3 e B12), le sardine vantano anche un buon contenuto di vitamina D che svolge un ruolo essenziale per la salute delle ossa in quanto contribuisce ad aumentare l’assorbimento del calcio.

Fresche o sott’olio?

Come tutti i cibi, è preferibile consumare le sardine fresche, stando attenti però alla scelta da fare.

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Le sardine devono presentarsi con le scaglie ben aderenti al corpo, la carne deve essere soda ed elastica (se al tocco rimane impressa l’impronta del dito, non acquistarla) e le branchie di colore rosso vivo.

Un piccolo trucco: guarda sempre l’occhio, il pesce fresco ha l’occhio in rilievo con la cornea trasparente.

Anche le sardine sott’olio sono squisite e fanno bene alla salute, l’importante è scegliere un prodotto sicuro conservato con olio extravergine d’oliva di alta qualità. Occhio anche alla quantità di sale aggiunto.

In ogni caso, sia fresche che sott’olio mantengono buoni i livelli di Omega 3 e gli altri nutrienti.

Consigli d’acquisto

Segui la stagionalità del mare e mangia le sardine fresche soprattutto in questo periodo (autunno-inverno) quando questi pesci non si trovano in fase riproduttiva e possono essere acquistati senza incorrere nel rischio di estinguersi.

Per maggiori informazioni visita il mio blog (QUI) e la mia pagina facebook (QUI).

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Dietista, Nutrizionista, Specialista  in Scienze della Nutrizione Umana, Perfezionato in Fitoterapia. Docente al corso di Laurea in Dietistica e al Master di I e II Livello in Nutrizione dell'Università Cattolica di Roma (Policlinico Agostino Gemelli). Docente e Cultore della Materia in Endocrinologia e Nutrizione Umana presso Scienze Motorie, Università Cattolica Milano.  Riceve presso lo studio medico di Roma, via di San Pancrazio 7A. Telefono: 06 96 70 18 88 - loretonemi@gmail.com -https://www.facebook.com/dietista.nutrizionista/
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