L’addio a Lucio Tasca d’Almerita

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Grande cordoglio e commozione nel mondo del vino per la scomparsa nello scorso 25 luglio del conte Lucio Tasca d’Almerita, uno degli ambasciatori del vino siciliano morto all’età di 82 anni. Un nome che ha fatto la storia del vino dell’isola, discendente di una famiglia nobile originaria di Mistretta, diventato un simbolo della viticoltura siciliana. Il cambiamento inizia nel 1961, anno della fondazione dell’azienda Regaleali che poi trasforma in Conte Tasca d’Almerita, una sorta di enclave verde al centro della Sicilia nell’antica Contea di Sclafani, a cui si sono aggiunte negli anni Capofaro a Salina nell’arcipelago delle Eolie, Tascante sull’Etna, la storica tenuta Whitaker nell’antica isola Mozia e e Sallier de La Tour a Monreale.

Una delle intuizioni di Lucio Tasca d’Almerita fu la sperimentazione delle varietà internazionali, quando nel 1985 fu il primo in Sicilia a introdurre le varietà internazionali, una via seguita da molti altri produttori dell’isola. Prima c’era da convincere il padre, poi cominciò a fare vini come Cabernet e Chardonnay con l’utilizzo di barriques di rovere francese per l’invecchiamento, presse soffici per la vinificazione, potatura corta, dimostrando al mondo la capacità della Sicilia di produrre vini di qualità e longevi. Studi a Losanna, laurea in Economia e Commercio a Palermo, il conte Lucio è stato anche un grande sportivo con la partecipazione alle Olimpiadi di Roma nel 1960, primo degli italiani nell’equitazione.

Lucio Tasca è stato un precursore nell’introduzione dell’uso della tecnologia nella gestione ordinaria della società, incluso un software di gestione vitivinicola per migliorare e controllare la conduzione dalla vigna allo scaffale del cliente, con una particolare attenzione anche al tema della sostenibilità ambientale, con il protocollo Sostain, diventato una fondazione fortemente voluta dai figli Alberto e Giuseppe Tasca che portano avanti le aziende di famiglia. La sua mission è sempre stata quella di promuovere e migliorare la produzione e lo sviluppo imprenditoriale della Sicilia, per rafforzare la competitività della regione e del paese all’interno del mercato mondiale. Dal 2002 al 2008 è stato presidente di Assovini Sicilia, dopo aver contribuito in maniera decisiva alla sua creazione.

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