Le ATP Finals sono un festival di alta gastronomia
- Ma che ci fa Giovanni Grasso alle Finals?
- E che ci fa, insieme a lui un altro grande chef e imprenditore, Bobo Cerea, che sempre di più sta sviluppando le attività connesse al suo ristorante tristellato, Da Vittorio, preparandosi ad accogliere un partner di quelli davvero importanti?
- Presenti: Enrico Crippa (Piazza Duomo), Michelangelo Mammoliti (La Rei Natura), Davide Palluda (All’Enoteca), Luca La Peccerella (Le Due Matote) e Pasquale Làera (Borgo Sant’Anna), impreziositi poi dalla presenza del re dei dolci, Iginio Massari.
Il mestiere dello chef è uno di quelli che ti porta a essere sempre al centro dell’attenzione, così tanto che alcuni chef finiscono per sviluppare un ego ingombrante.
Alle ATP Finals 2025, che si tengono a Torino, non succede però così, perché “il bello di essere qui, oltre a poter farsi conoscere da un ampio pubblico, è che possiamo essere al servizio di chi è già felice, perché si trova a guardare il tennis.
E si sa, quando si è felici, anche la percezione dei piatti cambia, e noi possiamo fare il nostro lavoro in silenzio, senza dover ricorrere a degli effetti speciali.
È così che riusciamo, nella settimana del torneo, a servire ben 6000 pasti“.

A parlare è Giovanni Grasso, lo chef che insieme a Igor Macchia, di sede a Casa Format, continua a far crescere un ristorante stellato e un’azienda fra le migliori in Piemonte, e sempre più ampia: La credenza.
Ma che ci fa Giovanni Grasso alle Finals?
E che ci fa, insieme a lui un altro grande chef e imprenditore, Bobo Cerea, che sempre di più sta sviluppando le attività connesse al suo ristorante tristellato, Da Vittorio, preparandosi ad accogliere un partner di quelli davvero importanti?
“Qui alle Finals, oltre ai due bar, abbiamo in pratica tre ristoranti che insieme credo che accolgano circa 1500 persone al giorno“.
E con altissima qualità, aggiungiamo noi, perché insieme al celebre pacchero alla Vittorio, abbiamo assaggiato un eccellente tartare di cervo al melograno e curry, e un’ancor più buona pasta mista con pesce e gocce di pesto.


Ebbene si, pochi lo sanno, ma le Finals sono sempre di più una specie di festival gastronomico che viaggia in parallelo al torneo di tennis fra i migliori giocatori al mondo, Sinner e Musetti inclusi.
Oltre a Cerea e Grassi, il Direttore del personale e di Organizzazione e Sviluppo Business di FITP, Luigi Vigliotta, ha infatti creato le condizioni per far ospitare altri super stellati.
Presenti: Enrico Crippa (Piazza Duomo), Michelangelo Mammoliti (La Rei Natura), Davide Palluda (All’Enoteca), Luca La Peccerella (Le Due Matote) e Pasquale Làera (Borgo Sant’Anna), impreziositi poi dalla presenza del re dei dolci, Iginio Massari.
“Le materie prime arrivano fresche alle 5 e mezza del mattino, e non c’è nulla di precotto: anche i risotti li facciamo al momento“, aggiunge Cerea, mentre Grassi, che gestisce il ristorante dedicato ai soli giocatori, precisa: “Quando arrivano le loro famiglie, è bello vedere che portano mogli e figli a vedere una nostra attrattiva, l’angolo in cui facciamo in diretta le mozzarelle“.
Non ci sono, però, solo gli stellati: nel Fan village, in cui può entrare il pubblico per vedere le partite su un maxi schermo pagando un biglietto di soli 12 euro, ci sono numerosissimi stand di locali noti in Piemonte, fra cui la celebre Antica pizzeria Da Michele.
Sempre lì, anche spazio per la mixology: lo stand di Portofino Dry Gin ha creato un cocktail assai fresco, il ST64, in onore al canale televisivo in chiaro di FITP, SuperTennis.


