Le polpette della zia Maria, un tesoro di ricordi in uno scrigno di prosciutto

Le polpette della zia Maria, un tesoro di ricordi in uno scrigno di prosciutto

Oggi al mare!

Tutti a mare!

Pare proprio di traslocare!

Tra ombrelloni e tavoli,

sedie e teli

e bimbi e armamentario per giocare

cara zia Maria, u manciari

non ti scurdari!

E’ menziournu!

Tutti sotto l’ombrellone!

Con gli anelletti al forno

e le tue polpette,

u bagnu du pomeriggiu tu po scurdari.

Semu sazi finu a dumani!

La tradizione siciliana in spiaggia

La domenica in spiaggia delle famiglie siciliane è un rito collaudato da generazioni, che ha subito solo qualche piccola innovazione tecnologica: nella società dell’apparire, nascondi coi filtri i segni dell’età e gli inestetismi più marcati e coi cugini e con gli zii scatti selfie da studio fotografico, mentre sbocconcelli dei crackers o sorseggi un thè alla pesca ascoltando le hit del momento.

Dietro i telefonini si nasconde una realtà diversa: variopinte comitive che includono almeno tre generazioni, che si sono letteralmente accampate sin di mattino presto per trascorre in spiaggia l’intera domenica. Mentre gli adulti montano le tende, comincia il vociare dei bimbi che già mezzi svestiti si buttano in acqua rincorsi dai genitori che urlano “Sharon, dammi la maglietta!”, “Christian, la crema abbronzante!” o “Gaetano, u salvagenti!”.

Segue il momento dei bagni, giochi in acqua o partitelle a briscola o a scopone sotto l’ombrellone in cui un po’ tutti colonizzano a macchia d’olio zone della spiaggia ancora semi esplorate.

All’ora ics, la zia Maria, con una voce più squillante di un megafono, annuncia “E’ mezzogiorno, u manciari è pronto!” ed ecco che, in pochi attimi, tra acqua e sale come cantavano Mina e Celentano, tutti i componenti della comitiva si rifugiano sotto il tetto di ombrelloni col piatto tra le mani.

Cosa si mangia in spiaggia in Sicilia?

Il primo è fisso da tempo immemore: il primo è la famigerata pasta afforno o o furnu come la chiamano a Palermo, gli anelletti svuota frigo più famosi dell’Isola spesso arricchiti con milinciani fritti.

Il secondo può variare ma di solito è un piatto di carne cotta in forno perché preparata la sera prima o all’alba della domenica. Una variante davvero gustosa che si può preparare anche d’inverno sono le polpette avvolte in uno scrigno di prosciutto cotto e condite con i piselli.

La ricetta delle polpette della zia Maria

La preparazione è assai semplice ma il risultato è una goduria. In un tegamino, dopo aver soffritto per pochi minuti un po’ di cipolla nell’olio, si aggiungono dei piselli congelati, si aggiungono sale e pepe e, dopo qualche minuto, si allunga mezzo bicchiere d’acqua. I piselli ben cotti – esiste una variante di piselli e funghi o di patate e carote – saranno il contorno di questa pietanza.

Le polpette si preparano mescolando tritato di carne, un uovo, sale, pepe, formaggio grattugiato, pinoli e passolina e del pangrattato. In una teglia di alluminio unta si cominciano poi a disporre le palline di carne avvolte in mezze fette di prosciutto cotto a formare dei piccoli sacchettini o involtini. Non appena la teglia sarà piena si versano sopra i piselli e via in forno, giusto il tempo di cuocere le polpette. Calde sono assai gustosa ma tiepide, in spiaggia, manco a specificarlo, andranno a ruba!

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Sono un'antropologa culturale di formazione e, per passione verso l’arte, il dialetto e le tradizioni popolari siciliane e l’enogastronomia, sono una blogger - con lo pseudonimo di Marga Rina - di Panormitania (https://panormitania.altervista.org/). Da qualche anno, sono pure diventata organizzatrice e curatrice di mostre d’arte: oltre a redigere tutti i testi e ad occuparmi della loro diffusione ai media, curo la grafica di ogni evento e la sua promozione sui social network. Come scrittrice, con Edizioni L’Arca di Noè, ho pubblicato due racconti brevi in italiano e siciliano: "Minicu e lu re di Sicilia" e il seguito "Chi si ferma è...beccato!". Sono stata premiata al concorso di Illustramente 2025 col racconto "Giufà e il gatto", col quale faccio parte della mostra itinerante in giro per l'Italia e l'Europa. Vivo a Palermo, dove sono nata e cresciuta.
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