Le proprietà nutrizionali della cicoria

cicoria

È tempo di cicoria, verdura dai poteri straordinari per il benessere del nostro organismo. Il termine cicoria, in realtà, indica un gruppo di piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Asteraceae ed al Genere Cichorium assieme al radicchio e all’indivia belga.

Nel linguaggio comune, invece, quando pensiamo alla cicoria ci riferiamo unicamente alla Cichorium intybus L., meglio conosciuta come catalogna o cicoria comune.

Le proprietà nutrizionali della cicoria

La cicoria (o catalogna) è amica della linea e dell’intestinoperché ha un alto contenuto di fibre (circa 3,6 g su 100), poche calorie (10 Kcal ogni 100) e grassi quasi assenti (0,2 g).

Quest’ortaggio è ricco di minerali, soprattutto potassio (236 mg ogni 100 g) e ferro (1,5 mg su 100), e contiene tracce di vitamina C e vitamina A sotto forma di betacarotene (1314 mg).

Cicoria selvatica o coltivata, quali sono le differenze?

Sia la cicoria selvatica che la coltivata hanno un tipico sapore amarognolo che stimola la secrezione della bile, favorendo così l’eliminazione del colesterolo. Inoltre, entrambi i tipi sono accomunati da un basso contenuto di calorie. Varia, invece, la qualità della fibra a seconda della forma della foglia e/o del fusto. La catalogna selvatica ha un fiore azzurro-indaco commestibile, usato nella preparazione del rimedio di Bach. Al contrario della selvatica, la cicoria coltivata ha meno vitamine, minerali e antiossidanti.

La cicoria è alleata della salute perché…

La cicoria svolge 5 azioni benefiche sul nostro organismo:

1. drenante, depurativa e diuretica;
2. epatoprotettiva con il suo tipico sapore amarognolo;
3. ipocolesterolemizzante con i suoi fitosteroli e sitosteroli;
4. ipoglucidica utile per il diabete e l’ipertensione;
5. astringente e tonica grazie a cicorina, inulina e colina.

Cicoria cotta o cruda?

Sia la cicoria cotta che la cruda fanno bene al nostro organismo. Esistono però delle differenze. Sebbene alteri le vitamine idrosolubili (vitamina C e B), la cottura è indicata soprattutto per le cicorie selvatiche dalla fibra dura e legnosa per migliorarne la digeribilità. In ogni caso, consiglio spesso ai miei pazienti di cuocere la verdura per poco tempo e con poca acqua.  

Fra la cicoria fresca e la cotta cambia il tipo di volume: la prima ha più foglie ed acqua; la cotta, invece, perde non solo l’acqua ma anche una parte del ricco bagaglio nutritivo. Il consumo, quindi, risulta essere diverso.

Quando mangiare la cicoria?

Durante i pasti principali è buona abitudine arricchire i piatti con una bella porzione di verdure. La cicoria cotta è meglio a cena. In ogni caso, va bene anche a pranzo. Io non rinuncio mai ad un buon piatto di cicoria selvatica assieme ad una fettina ai ferri e a qualche fetta di pane integrale. Creo così un piatto unico e completo di fibre, proteine e carboidrati!

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nemi

Dietista, Nutrizionista, Specialista  in Scienze della Nutrizione Umana, Perfezionato in Fitoterapia. Docente al corso di Laurea in Dietistica e al Master di I e II Livello in Nutrizione dell’Università Cattolica di Roma (Policlinico Agostino Gemelli). Docente e Cultore della Materia in Endocrinologia e Nutrizione Umana presso Scienze Motorie, Università Cattolica Milano. Riceve presso lo studio medico di Roma, via di San Pancrazio 7A. Telefono: 06 96 70 18 88 – loretonemi@gmail.com – Sito webFacebook

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