Le Tamerici, osteria moderna
- Si, le tempeste sono state molte: vita privata a parte, Giovanni ha cambiato molti chef, alcuni dei quali provenivano pure da ristoranti importanti, ma la scintilla non è mai scoccata.
- Poteva però, un calabrese cocciuto come lui, arrendersi?
- Insomma, il menù alterna i piatti della tradizione romana, fatti però fatti come si deve, ad altri più sfiziosi, che mettono insieme un coté comfort a uno da bongustaio.
Ci sono persone che fanno gli chef, ma nella vita avrebbero potuto fare altro: sono le circostanze della vita ad averli portati lì.
Ce ne sono invece altri che, dopo essere stati condotti al timone di un ristorante sempre dai casi della vita, da lì mai si sono staccati.
Anche dopo le tempeste, come fa Jim Carrey nel Truman show.
È il caso di Giovanni Cappelli: nonostante da giovane abbia fatto un po’ di televisione e pure un po’ di cinema, sotto la direzione di un certo Marco Bellocchio, quando il destino – nel 2012 – gli ha affidato il timone de Le Tamerici – un ristorante nato nel 2001, a due passi dalla Fontana di Trevi – non l’ha più mollato.
Si, le tempeste sono state molte: vita privata a parte, Giovanni ha cambiato molti chef, alcuni dei quali provenivano pure da ristoranti importanti, ma la scintilla non è mai scoccata.
Ha pure aperto una scuola di cucina che però ha fatto fatica a decollare, nonostante sia stata diretta – in momenti diversi – da due chef stellati.
Poi ha attraversato la pandemia, che è stata devastante per tutti i ristoratori, ma anche grazie alla sua attuale moglie Carlotta, che dirige la sala, ha resistito.
Una recente storia di Instagram pareva raccontarne la resa, visto che riprendeva Giovanni entrare nel ristorante con aria mesta, nell’atto di ricordare la storia de Le Tamerici.
Poteva però, un calabrese cocciuto come lui, arrendersi?

Assolutamente no, e infatti la storia alludeva a una piccola ristrutturazione cromatica, nel segno di un bel verde speranza che ha dato un’ulteriore nuova vita al locale.
“Le Tamerici è un’osteria moderna, cioè un ristorante che non impone necessariamente il proprio pensiero gourmet, prestando invece una grande attenzione alle richieste della clientela”, ci ha detto.
Tradotto in altri termini: un ristorante che cerca di proporre una cucina non banale, cioè con un’identità, in un quartiere che pullula di turisti che “… spesso ti chiedono un solo piatto da dividere in due”, oppure ti domandano cosa sia una carbonara.
Insomma, il menù alterna i piatti della tradizione romana, fatti però fatti come si deve, ad altri più sfiziosi, che mettono insieme un coté comfort a uno da bongustaio.
Secondo noi, che conosciamo il locale da davvero tanto tempo, quello che sa fare meglio Giovanni è creare dei tetris gustativi fra le materie prime salate e quelle dolci: è il caso del tentacolo di polpo con porro rosticciato, salsa teriyaki, miele, olio di sesamo e maio di nocciola, come pure delle puntarelle con maio di alici e melograno ghiacciato.
Soprattutto: è il caso di un suo piatto storico, il gelato al cocco con crumble al cioccolato, tartufo nero, sale maldon e olio evo.
Tutti queste proposte, presenti nel suo ultimo menu, sono accompagnate da un fantastico risotto carnaroli al latte, burro e salvia, in cui si sentono (armonicamente) tutte le materie prime, e da un’ottima guancia di maialino al Brunello con crema di patate e cipolla agrodolce.
Le Tamerici
Vicolo Scavolino, 79, 00187 Roma RM
0669200700
info@letamerici.com


