Locale si “mangia” un vicolo dei Quartieri Spagnoli

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Napoli, vico Lungo Gelso ai Quartieri Spagnoli. Siamo nel cuore della città partenopea, a pochi passi dalla strada dello shopping di via Toledo, dalla celebre piazza del Plebiscito e dal Comune di Napoli. Un vicolo piccolo piccolo, come ce ne sono tanti a Napoli. Eppure qui c’è un problema che dovrebbe essere risolto nel più breve tempo possibile. Sul vicolo, infatti, il teatro Augusteo ha la sua uscita d’emergenza.

Ma da circa un mese, spiega Repubblica, la funzione del deflusso degli spettatori è a rischio. E questo perché dove è posizionato l’attacco dell’autopompa dei vigili del fuoco, è stato aperto un nuovo locale che ha occupato la zona con tavoli, tendone e altre strutture che limitano l’altezza del vicolo.

Inoltre il tratto di strada viene chiuso con catene catenacci che poi vengono rimossi all’apertura dell’attività. È vero, i tavolini all’esterno non ci sono tutto il giorno ma solo di sera. Ma in mattinata vi è qualcosa d’altro che intralcia il passaggio: di fianco alle porte dell’uscita di sicurezza del teatro vengono deposti contenitori del vetro e altri bidoni.

Al tramonto la situazione peggiora, perché l’area viene invasa da arredi e strutture del locale spesso affollato. Un quadro non proprio ottimale, per così dire, per gli eventuali spettatori presenti nel teatro che in caso di necessità potrebbero avere difficoltà a lasciare rapidamente la struttura. Gli abitanti della zona sono consci del pericolo, tanto che hanno firmato un esposto. Il documento è stato inviato al prefetto. “Una seria limitazione alla sicurezza del teatro, che ha una capienza di oltre 1400 persone. Una procedura ad alto rischio che dovrebbe essere resa nota agli spettatori del teatro”, hanno spiegato i residenti a Repubblica.

C’è, poi, anche un altro aspetto, non secondario, che turba chi abita nei Quartieri Spagnoli: la movida selvaggia. I cittadini sono stanchi del poco rispetto delle regole e del rumore forte che proviene dai locali. Baccano che disturba chi, invece, vorrebbe riposare. Del resto qui c’è un alto numero di attività. Un bene per l’economia ma ci sono dei limiti. Perché i residenti desiderano riassaporare un’atmosfera di tranquillità che ormai sembra perduta.

“Siamo allo stremo. Abbiamo intenzione di denunciare le autorità che non regolarizzano questa situazione che non migliora, anzi”, ha ammesso un residente parlando con il quotidiano. “Ho mio padre anziano e ammalato- ha continuato- e tutte le notti siamo costretti a chiamare polizia e carabinieri, ma non otteniamo nulla. Se non ci tutelano loro, a chi dobbiamo rivolgerci? Bisogna fare qualcosa vietando tavoli e occupazione del suolo pubblico”. Una realtà non semplice perché si scontrano interessi diversi: da una parte chi gestisc un locale, dall’altra i cittadini. Questi ultimi possono solo sperare in un intervento risolutivo da parte delle autorità.

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