L’orto a primavera: come interpretare gli asparagi in chiave plant based

crepes con asparagi (Foto: Francesca Luise)

L’orto a primavera: come interpretare gli asparagi in chiave plant based

La primavera è forse il momento migliore per avvicinarsi alla cucina vegetale con fantasia e buon umore. Dopo i mesi delle cotture lunghe e dei sapori più compatti, l’orto torna a offrire una materia viva, minuta, luminosa: asparagi, fave, piselli, carciofi, spinaci novelli, cipollotti, bietole, aglio fresco. Secondo il calendario ortofrutticolo della Commissione europea, sono proprio questi alcuni degli ortaggi che segnano la stagione primaverile. È una ricchezza che invita a cucinare in modo meno pesante e più curioso, lasciando che siano consistenze, profumi e colori a guidare il piatto.

Fra tutte le verdure di questo periodo, gli asparagi hanno qualcosa di esemplare. Hanno un gusto nitido, mai invadente, e costringono a una cucina precisa: vanno pelati con attenzione, cotti il giusto, conditi senza coprirli. In più, raccontano bene i territori. Cambiano per forma, delicatezza e impiego in tavola da una zona all’altra d’Europa, e finiscono per diventare una specie di carta geografica commestibile. Non sono soltanto un ortaggio di stagione: sono un modo per leggere il paesaggio e le abitudini di cucina. In Veneto, per esempio, l’Asparago Bianco di Cimadolmo è uno dei prodotti che meglio esprimono il profilo agricolo del Trevigiano, l’asparago di Badoere, posto nel crocevia tra le province di Venezia, Padova e Treviso è noto per le sue due varianti: bianco, più delicato e verde, dal sapore più intenso e nel Bassanese il bianco DOP resta uno dei segni gastronomici più riconoscibili del territorio.

Gli asparagi oltralpe.

Attraversando le Fiandre, il discorso cambia appena ma resta fedele alla stessa misura. Il sito ufficiale del turismo fiammingo li presenta come uno dei piatti più riconoscibili della stagione, diffuso da aprile a giugno nei ristoranti della regione. Gli asparagi alla fiamminga sono una ricetta che colpisce per la sua essenzialità: non cerca effetti, lavora per addizione minima, come se tutto fosse pensato per sostenere la cremosità dell’asparago senza disturbarla. Si tratta infatti di asparagi serviti con una mimosa d’uovo, che noi possiamo replicare in chiave vegetale con del tofu strapazzato e condito con curcuma e sale kala namack, il tipico sale sulfureo usato nella cucina dell’Asia meridionale che è capace di restituire il sapore classico dell’uovo.

In Germania l’asparago bianco è addirittura un piccolo rito stagionale. Germany Travel parla apertamente di percorsi dedicati e di una raccolta che, lungo la Lower Saxony Asparagus Route, si concentra tra la fine di aprile e la fine di giugno. Già questo basta a capire quanto il prodotto sia intrecciato al territorio: campi, ristoranti, mercati, strade panoramiche e pause di cucina formano un unico racconto. Nel piatto, l’accompagnamento più frequente resta sobrio e sostanzioso, con patate novelle, burro o salsa olandese. È una cucina che mostra bene come un ortaggio possa farsi centro del pasto, e non semplice contorno.

Più a sud-ovest, in Navarra è soprattutto Tudela a offrire una chiave utile per capire la primavera in cucina: qui le verdure sono vere protagoniste, tanto da avere feste dedicate proprio in primavera. In questo paesaggio l’asparago non è mai isolato; convive con carciofi, cuori di lattuga, piselli, borragine e altre verdure dell’orto. Da questo mondo nasce la menestra, piatto che insegna che le verdure non vanno trattate tutte allo stesso modo: ciascuna chiede il suo tempo, la sua consistenza, il suo punto di cottura. È forse la lezione più utile per chi vuole cucinare più vegetale senza annoiarsi.

La Francia, infine, offre un’altra sfumatura. Il portale ufficiale del turismo francese ricorda che gli asparagi sono coltivati diffusamente nel paese e propone, con Anne-Sophie Pic, una ricetta di asparagi verdi con salsa olandese alla menta. È un passaggio interessante perché mostra un altro volto della cucina primaverile: quello in cui il vegetale resta centrale ma viene accompagnato da erbe fresche, note aromatiche più nette, contrasti leggeri.

La ricetta che ti propongo è perfetta sia come antipasto che come piatto unico, accompagnata da un’insalata fresca. Si tratta di crêpes di grano saraceno agli asparagi, accompagnate da una crema fresca a base di yogurt greco di soia e pistacchi.

Fonti:

 

Crêpes di grano saraceno con asparagi al limone e pistacchi

Ingredienti per 12 crêpes:

300 g di farina di grano saraceno; 750 ml di bevanda vegetale non zuccherata, meglio soia o avena; 150 ml di acqua; 30 g di olio di semi oppure 2 cucchiai abbondanti di olio extravergine delicato; 1 presa di sale. Facoltativo: 1 cucchiaio di farina di ceci, utile per dare un po’ più di struttura. Per il ripieno: 36 asparagi verdi; scorza di 1 limone non trattato; 500 g yogurt di soia non zuccherato; 4 cucchiai di lievito alimentare inattivo in scaglie; 1 cucchiaino di aglio secco; 60 g granella di pistacchio; olio extravergine di oliva; sale fino e grosso e pepe.

La sera prima metti a colare lo yogurt, versandolo in un colino a maglie fini ricoperto con un canovaccio pulito e appoggiato su un contenitore in grado di raccogliere il liquido che filtrerà. Lascia riposare per tutta la notte in frigorifero. Il giorno seguente amalgama lo yogurt con il lievito e l’aglio in polvere. Aggiusta di sale e lascia da parte. Lava e monda gli asparagi, avendo cura di tenere solo la parte di gambo che risulta non fibrosa. Porta a temperatura un paio di cucchiai di olio in una padella antiaderente, rosola gli asparagi per qualche minuto aggiungendo qualche granello di sale grosso. Devono risultare cotti ma croccanti. Condiscili con lo zest di limone e tienili da parte.

Per le crêpes:

metti la farina in una ciotola con il sale. Versa poco alla volta la bevanda vegetale, mescolando con una frusta per evitare grumi. Aggiungi l’acqua e poi l’olio. Devi ottenere una pastella liscia, fluida, un po’ più densa di quella delle crespelle classiche ma non pesante. Lasciala riposare almeno 30 minuti. Questo passaggio aiuta molto, perché il grano saraceno assorbe i liquidi e la pastella diventa più stabile. Scalda una padella antiaderente da 20-22 cm leggermente unta. Mescola la pastella ogni volta prima di usarla, perché il grano saraceno tende a depositarsi sul fondo. Versa un piccolo mestolo di composto e ruota subito la padella per distribuirlo in uno strato sottile. Cuoci per circa 1 minuto e mezzo, poi gira la crêpe con delicatezza e cuoci ancora 30-40 secondi. Man mano impilale su un piatto e coprile con un canovaccio, così restano morbide.

Due accorgimenti utili:
Se la pastella si spezza in cottura, aggiungi 2-3 cucchiai di bevanda vegetale.
Se invece le crêpes risultano troppo fragili, incorpora 1 cucchiaio di farina di ceci o lascia riposare la pastella altri 15 minuti. Farcisci le crêpes con 3 asparagi, un cucchiaio di crema di yogurt e granella di pistacchio sia all’interno che all’esterno. Servi a temperatura ambiente o appena tiepido, spolverizzandolo con poco pepe nero appena grattugiato.

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Sono Francesca Luise, in arte Cookeneim. Ho un PhD in filosofia e nella vita ricerco, spadello, scrivo e fotografo—grandi passioni che, strada facendo, sono diventate la mia professione. Vivo a Venezia e la città lagunare non solo fa da sfondo, ma ispira e nutre i miei piatti. Nel 2021 ho aperto una IAD (impresa alimentare domestica). La mia cucina è vegetale per motivazioni etiche e di salvaguardia dell'ambiente, convinta che questo rappresenti un'opportunità per il futuro. Mi puoi leggere su www.francescaluise.it dove pubblico tutte le mie sperimentazioni in ambito gastronomico e ogni mese sulla rivista Terra Nuova, con cui collaboro dal 2000.
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