Marcundela – L’insaccato friulano da cuocere

risotto marcundela

La Marcundela è un cibo strettamente legato alla tradizione rurale friulana e fino a qualche decennio fa la si reperiva ancora abbastanza facilmente. “Oggi compaiono ancora sulle  tavole dei nostalgici di questi forti sapori in particolare nel periodo che il ‘Divin Porcello’ viene sacrificato sotto l’occhio vigile di un norcino e poi destinato a cotture di gruppo in un’atmosfera di revival”, ha scritto per noi su qb in un articolo dedicato, lo chef Germano Pontoni, che ce l’ha proposta abbinata alle verze.

marcundela

La marcundela è  inserita nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Friuli Venezia Giulia ed è tutelata dalla Fondazione Slow Food che l’ha inserita nell’Arca del Gusto.

Nel Cibario-Atlante dei Prodotti della Tradizione edito da Ersa FVG si parla di “un trito di fegato, milza, reni, polmoni, grassi teneri del ventre e carni sanguinolente, conciato e salato, avvolto nell’omento del maiale stesso, consumato sempre dopo cottura, fresco o al massimo dopo una settimana, conservato in frigo o sotto strutto. Accanto alla classica bollitura nel vino rosso si può friggere in padella e irrorare sempre con vino rosso”. La conciatura viene effettuata con sale, pepe e, talvolta, anche aglio e vino. Dall’impasto si ricavano delle sfere, tipo polpette, del peso circa 150 grammi, lasciando riposare per alcune ore su un ripiano, cosparso in genere di farina da polenta. E con fette di polente veniva un tempo consumata, dopo essere stata cotta, come robusta colazione dei contadini prima di iniziare la giornata di lavoro. Cugini della marcundela erano i crafùs, ve ne parleremo in un prossimo articolo.

Giulia Godeassi food blogger e collaboratrice di qbquantobasta ce la propone in questa ricetta. (QUI)

risotto con marcundela

Risotto alla zucca e marcundela

Portata: Primo
Cucina: italiana
Keyword: Risotto

Instructions

Cuocete a vapore una piccola Marcundela per almeno 40 minuti. Lasciatela intiepidire e tritatela grossolanamente al coltello. Tritate finemente mezza cipolla e riducete a dadini 400 g di zucca. Soffriggete le verdure assieme a due cucchiai di olio di oliva. Nel frattempo scaldate un litro di brodo vegetale. Aggiungete alle verdure 400 g di riso Carnaroli, sale, pepe e tostate il tutto. Sfumate con un bicchiere di vino bianco, aggiungete la Marcundela tritata e proseguite la cottura per 18- 20 minuti a fuoco dolce versando il brodo di tanto in tanto. Spegnete il fuoco, aggiungete 30 g di burro, due cucchiai di Parmigiano grattugiato e un cucchiaio di prezzemolo tritato. Mescolate e servite.

    Romanutti

    Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un’età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di
    filosofia e di storia l’hanno spinta all’approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.

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