Merano si accende di gusto, visione e creatività

Merano si accende di gusto, visione e creatività

La 34ª edizione del Merano WineFestival si è aperta ieri sera in un’atmosfera vibrante, confermando ancora una volta il ruolo centrale dell’evento nel panorama internazionale del vino e del food di qualità.

La kermesse, che proseguirà fino all’11 novembre, ha portato nelle eleganti sale del Kurhaus una selezione accuratissima di produttori, visioni innovative e contenuti culturali, riuniti sotto il tema di quest’anno: “Vision: Wine & Food Creators”.

Il festival si conferma come un viaggio nel futuro del gusto, un luogo dove produttori, enologi, esperti del settore e appassionati dialogano attraverso calici, racconti e idee.

Questa edizione coinvolge oltre 1.300 aziende, più di 2.000 vini in degustazione, 31 masterclass, showcooking, talk tematici e numerosi appuntamenti dedicati alla divulgazione scientifica e alla valorizzazione del territorio.

L’apertura della manifestazione è stata affidata a TasteTerroir – bio&dynamica, un percorso che ogni anno interpreta le forme più contemporanee e sperimentali della produzione vinicola.

Biologico, biodinamico, naturale, PIWI, vini in anfora, underwater e – novità significativa – le proposte no/low alcohol: il viaggio tra queste interpretazioni alternative della viticoltura sottolinea una tendenza ormai consolidata.

La sostenibilità non è più una semplice corrente, ma un nuovo asset culturale e produttivo, un ponte tra natura, tecnica e filosofi

 

a del territorio.

Parallelamente, nel Kurhaus è stata allestita Cult Oenologist, una celebrazione dei dieci enologi italiani più influenti e visionari, selezionati da Helmuth Köcher.

Figure come Franco Bernabei, Riccardo Cotarella, Donato Lanati e altri protagonisti della scena enologica nazionale hanno presentato vini che raccontano decenni di sperimentazione, ricerca e interpretazione del territorio.

Il cuore del festival: degustazioni, confronti e internazionalità

Da sabato a lunedì la scena si sposta su The Festival, il percorso più ampio della manifestazione.

Tre le aree centrali:

  • Wine Italia, con circa 350 cantine selezionate;
  • Wine International, che ospita oltre 50 produttori provenienti da nove Paesi, con un focus speciale dedicato alla Georgia, culla storica della viticoltura;
  • WineHunter Area, dove è possibile degustare oltre 300 vini premiati, selezionati per rappresentare il vertice qualitativo della guida The WineHunter.

La forte presenza di buyer e operatori professionali ha caratterizzato le prime giornate, confermando Merano come piattaforma privilegiata per l’incontro tra domanda e offerta ad alto valore aggiunto.

Nelle sale riservate come il Buyers’ Club e nell’ICE Buyers Area, numerosi produttori hanno potuto avviare contatti commerciali con importatori provenienti da Nord America, Asia ed Europa.

Premi, riconoscimenti e celebrazioni del talento

 

La cerimonia inaugurale al Teatro Puccini ha segnato il debutto ufficiale del festival, con la consegna dei WineHunter Platinum Awards, dei Cult Oenologist, dei Dolcissimo Award e dei sei Honour Award.

Gli Honour Award, consegnati da Helmuth Köcher e Andrea Radic, hanno celebrato aziende e personalità che si sono distinte in sei ambiti:

  • Conquista: Braida – Famiglia Bologna
  • Territorio: Consorzio del Vulture
  • Famiglia: Famiglia Ceraudo
  • Innovazione: Vivai Rauscedo
  • Genialità: Hans Terzer
  • Creatività: Antichi Poderi Jerzu

 

I Cult Oenologist hanno invece reso omaggio a dieci figure tecniche di rilievo: Bernabei, Biasi, Caviola, Chioccioli, Cotarella, D’Attoma, Falsini, Ferrini, Lanati e Mercurio.

Spazio anche alla dolcezza con i Dolcissimo Award, che hanno premiato le migliori etichette dolci dell’anno: in Alto Adige il Baronesse Moscato Giallo DOC 2022 e l’USHAS Mitterberg IGT 2023; per l’Italia la Malvasia delle Lipari DOC 2023 e il Vin Santo Occhio di Pernice 2011.

L’attenzione maggiore è stata però attratta dai 77 WineHunter Platinum Awards, massimo riconoscimento della guida.
Di questi, 50 sono andati ai vini, 25 ai prodotti gastronomici e 2 ai distillati. Toscana, Alto Adige, Lombardia e Piemonte sono risultate le regioni più premiate.

Il Summit: un dialogo su scienza, territorio e futuro

Ampio risalto ha ottenuto il Summit “Respiro e Grido della Terra”, un forum di confronto tra ricercatori, istituzioni, enologi ed esperti di innovazione.
Si è parlato di agricoltura di precisione, digitalizzazione delle cantine, sostenibilità, transizione tecnologica e identità dei territori in un mercato globalizzato.

Particolarmente seguiti gli interventi dedicati all’integrazione tra AI, extended reality e mondo vitivinicolo, a cura di Riccardo Valletti, e i panel dedicati alle strategie di espansione verso mercati come Canada, Brasile, Georgia, Cina e Giappone.

GourmetArena: artigianato gastronomico in scena

Lungo il Passirio, la GourmetArena ha portato in scena circa 130 produttori tra artigiani del gusto, distillatori, panettieri, birrai e pasticceri.
Uno spazio che quest’anno ha dato particolare risalto alle produzioni territoriali reinterpretate con spirito contemporaneo.

All’interno dell’area CampaniaFelix, gli showcooking hanno visto alternarsi chef affermati e giovani talenti, con piatti che hanno intrecciato tradizione mediterranea e approcci moderni.

Masterclass: approfondimenti per palati esperti

Le masterclass all’Hotel Terme Merano hanno rappresentato uno dei poli culturali più rilevanti dell’edizione.
Verticali storiche, degustazioni tematiche e focus internazionali hanno permesso ai partecipanti di esplorare territori come Alto Adige, Franciacorta, Georgia, Moldavia.

Oltre a percorsi speciali dedicati a vini underwater, varietà autoctone italiane e annate storiche.

Tra le innovazioni più apprezzate di quest’anno, l’app Most’.

Ha introdotto un sistema digitale di acquisto diretto dei vini degustati tramite QR code sui banchi dei produttori.
Un cambiamento che ha reso più immediato il collegamento tra esperienza sensoriale e possibilità di acquisto.

Con la presenza di centinaia di operatori stranieri, il Merano WineFestival si conferma un hub strategico per l’internazionalizzazione delle aziende italiane.
>Grazie alle aree dedicate ai buyers internazionali e ai panel sul commercio estero, l’evento si posiziona come una piattaforma in grado di connettere efficacemente i produttori con mercati emergenti e consolidati.

Questa 34ª edizione si distingue per la capacità di unire eccellenza, visione e concretezza.
>La combinazione tra ricerca, storytelling del territorio, incontri internazionali e innovazione tecnologica crea un ritratto chiaro.

Merano non è solo un festival, ma un laboratorio vivente dove si progettano i prossimi passi del mondo del vino e del gusto.</span>

Appuntamento già fissato per la 35ª edizione, che si terrà dal 6 al 10 novembre 2026, con la promessa di ampliare ulteriormente il dialogo tra creatori, territori e mercati globali.

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Sommelier e commissario enologico internazionale, Chocolate Tester, degustatrice di olio, formaggi e miele.. Fondatrice dell’agenzia FoodandWineAngels, marketing strategist esperta e selezionatrice di prodotti enogastronomici per mercati esteri ed e-commerce internazionale. Nel 2021 ha pubblicato il libro “Cena con Fattura d’Amore” (Ronca Editore). È editrice del magazine Papillae.it e ideatrice di progetti editoriali innovativi che uniscono radio web e altre piattaforme per fare squadra nella divulgazione del settore enogastronomico. La rubrica “In viaggio con Carol” include podcast enogastronomici che raccontano territori e produttori.
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