Mercosur e il fallimento di Bruxelles

Mercosur e il fallimento di Bruxelles

Da tempo si sostiene che la sicurezza alimentare europea rischi di essere sacrificata in nome del libero scambio.

Oggi, paradossalmente, è la stessa Commissione europea a confermare che il rischio è reale.

Mentre Bruxelles accelera verso l’attuazione dell’accordo commerciale con i Paesi del Mercosur, emerge infatti un dossier che incrina alla radice l’immagine di un’intesa presentata per anni come controllata e sicura.

Tutto nasce da un’interpellanza presentata il 18 marzo dall’eurodeputato irlandese Ciaran Mullooly, che ha costretto il commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi ad ammettere un punto molto grave.

L’ingresso nell’Unione europea di carni provenienti da allevamenti coinvolti nell’uso di ormoni vietati non sarebbe stato un caso isolato, ma l’effetto di violazioni organizzate per aggirare il sistema dei controlli comunitari.

Si tratta di affermazioni pesantissime, perché smontano anni di rassicurazioni sulla tracciabilità delle filiere sudamericane.

Al centro della vicenda c’è il 17β-estradiolo, ormone vietato in Europa dal 1996 per i rischi sanitari legati al suo impiego negli allevamenti bovini.

Mullooly ha chiesto chiarimenti anche sul fatto che le ispezioni della DG SANTE, tra il 2024 e il 2025, avessero già segnalato criticità e falle nei sistemi di controllo brasiliani.

La risposta del commissario europeo ha fatto emergere il vero nodo politico.

Bruxelles ha riconosciuto che le autorità brasiliane non erano in grado di garantire fino in fondo l’assenza di sostanze vietate e che alcune irregolarità interne non erano state comunicate con tempestività all’Unione europea.

Il quadro che ne deriva è quello di un sistema debole, costruito su verifiche difficili da controllare lungo filiere enormi e dominate da grandi gruppi esportatori.

Eppure, nonostante queste ammissioni e nonostante la sospensione di numerosi stabilimenti brasiliani dagli elenchi autorizzati all’export verso l’Ue, la linea politica europea non si è fermata.

Qui esplode la contraddizione.

Da una parte Bruxelles riconosce falle strutturali nei controlli sanitari; dall’altra continua a spingere per una maggiore apertura commerciale con il Mercosur.

Una scelta che rischia di penalizzare i produttori europei, costretti a competere con standard differenti, e di scaricare sui consumatori il peso di controlli che la stessa Commissione ammette di non poter considerare pienamente affidabili.

Questo episodio è tutt’altro che casuale.

Appare ancora più inquietante la decisione di giustificare l’accordo con il Mercosur annunciando un aumento dei controlli sulle importazioni alimentari di appena un terzo rispetto al volume attuale.

Il problema è che i controlli ordinari dell’Ue riguardano già solo circa il 2% del totale delle importazioni di cibo: un aumento del 33% porterebbe quel dato a poco più del 3%, restando comunque su livelli minimi e poco credibili.

Se a questo si aggiunge il fatto che, quando emergono prove concrete di criticità, si preferisce spesso andare avanti comunque, allora è il momento di fermarsi.

Per Altragricoltura, il dossier Mullooly-Várhelyi segna una svolta decisiva: non siamo più soltanto davanti a una questione economica o agricola, ma a un problema di credibilità istituzionale.

Quando i controlli mostrano falle sistemiche e la politica decide comunque di procedere, il principio di precauzione europeo rischia di restare valido solo sulla carta.

La verità sulle cosiddette garanzie di reciprocità e sulle rassicurazioni sui controlli è ormai davanti a tutti.

I parlamentari italiani ed europei dimostrino di avere a cuore gli interessi dei cittadini consumatori e dei nostri agricoltori.

Fermino l’accordo di libero scambio prima che produca danni irreversibili e ripristinino criteri reali di democrazia e trasparenza.

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.
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