Metzger: dalla storia al rilancio, il sapore del passato che ritorna
Torino, 1848. Nel quartiere Valdocco, il mastro birraio di origini alsaziane Karl Metzger fonda la Società Perla Crova & Co. e dà inizio a una storia che accompagnerà la città per oltre un secolo.
>Grazie all’acqua pura della Dora Riparia e al sapere delle maestranze torinesi, la birra Metzger conquista presto un posto d’onore tra i marchi più amati della capitale sabauda.
Nel 1862 il birrificio si sposta nella sede di via San Donato, dove cresce fino a diventare uno dei poli brassicoli più importanti del Nord Italia.
A fine Ottocento, sotto la guida del figlio di Karl, Francesco Giuseppe, l’azienda ottiene la Medaglia d’Oro all’Esposizione dell’Industria Italiana di Torino del 1898 e amplia lo stabilimento su progetto di Pietro Fenoglio, architetto simbolo dello stile Liberty torinese, trasformandolo in un gioiello di architettura industriale.
Durante il Novecento, Metzger non è solo una birra: è un’icona di comunicazione.
>Nel 1936 il futurista Nicolay Diulgheroff ridisegna la “M” razionalista, mentre l’elefantino e lo slogan “Chi beve birra campa cent’anni” rendono il marchio popolare e riconoscibile.
>La birra torinese diventa così protagonista anche della vita culturale cittadina, dalle serate alla Taverna Futurista del Santopalato, primo ristorante di cucina futurista d’Italia, fino alle pubblicità che univano ironia e avanguardia.

Poi arriva la guerra. Nonostante i bombardamenti, la produzione continua e raggiunge 65.000 ettolitri all’anno.
Ma nel dopoguerra inizia la fase di declino, tra fusioni, acquisizioni e cambi di proprietà, a cominciare da quello del 1914 quanto l’azienda passa nelle mani del cavaliere Dorna.
>Nel 1970 il marchio viene assorbito da Dreher e nel 1975 lo storico stabilimento di via San Donato chiude i battenti, pur rimanendo un luogo simbolo per la città sabauda.
Per decenni Metzger resta soltanto un ricordo, un nome che evoca la Torino industriale di un tempo.
La rinascita firmata Marco Bianco
Oggi, dopo quasi cinquant’anni e dopo vari tentativi di rinascita falliti, Metzger torna a vivere.
A guidarne la rinascita è Marco Bianco, ex socio e amministratore dell’azienda di famiglia Equilibra, leader nel settore dei prodotti del benessere.
“Mi hanno colpito due cose – racconta –: la sua storia e il legame profondo con Torino. Tutti mi sconsigliavano di provarci, ma ho incontrato persone competenti e appassionate che mi hanno convinto a crederci.”
Con lui un team di professionisti: Guido Palazzo per il coordinamento, marketing e comunicazione, Davide Masoero alle vendite, e i mastri birrai Pietro Lanzilotta e Francesco Giacomelli, con il supporto del tecnologo Giampaolo Tonello.
>Il nuovo birrificio di via Catania 39/a, completamente rinnovato, non è solo un luogo di produzione. E’ un centro culturale aperto alla città: uno spazio per conoscere, degustare e condividere.
Una birra sostenibile, autentica e torinese
Le nuove birre Metzger nascono da una filosofia chiara: qualità, semplicità e sostenibilità.
Materie prime selezionate, attenzione all’ambiente, uso di vetro e acciaio a rendere e riduzione degli sprechi idrici.
“Vogliamo birre di altissima qualità ma accessibili a tutti. Torino sarà sempre il nostro baricentro, anche, e soprattutto, in termini di sostenibilità” ha spiegato Bianco.
La nuova gamma comprende sei etichette, tra tradizione e contemporaneità:
Lager Helles, Weiss Classica, Modern IPA, Bock La Rossa, Doppel Bock e Vienna Lager – omaggio alla ricetta storica del fondatore.
Alcune sono nate grazie a collaborazioni con birrifici locali come La Piazza dei Mestieri di Torino e Canediguerra di Alessandria. Con questo si intende dimostrare il nuovo impegno alla cooperazione della nuova proprietà.

La birra che torna a parlare alla città
La rinascita Metzger è anche un progetto culturale.
Dopo l’inaugurazione con il Metzger Fest, in una tre giorni di visite, degustazioni e incontri, il birrificio promuove iniziative.
C’è la possibilità di fare un walking tour “Dall’Art Nouveau alla birra di Torino”, itinerari tra architettura Liberty e storia brassicola.
L’obiettivo è chiaro: far tornare la birra a essere esperienza sociale, culturale e collettiva.
Dopo quasi due secoli, Metzger ritrova così il suo posto nel cuore dei torinesi.
>Come già scriveva Karl due secoli fa, la birra è “un liquido amaro, dissetantissimo e nutrichevole dal sapore speciale”, e oggi è di nuovo vivo, autentico e profondamente torinese.








