Milano Cortina 2026 a tavola: tutti pazzi per la pasta o quasi

Milano Cortina 2026 a tavola: tutti pazzi per la pasta o quasi

Introduzione 

Cosa accade nelle cucine dei villaggi olimpici durante i Giochi Invernali?

Dai turni H24 ai quintali di pasta consumati ogni giorno, fino alla misteriosa pasta a cinque cerchi che ha conquistato gli atleti: tra Milano, Cortina e Predazzo, ecco un viaggio completo dentro la macchina gastronomica che alimenta i campioni.

Saranno tutti soddisfatti e sazi? Grazie a qualche amico che sta vivendo il villaggio olimpico “da dentro”, ho scoperto che non tutti sono rimasti estasiati. Tra troppa pasta, menù percepito come monotono e qualche polemica sul catering straniero, il quadro non è così perfetto.

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La macchina organizzativa della ristorazione olimpica

Le mense ufficiali si trovano all’interno dei Villaggi Olimpici, che ospitano le delegazioni:

  • Milano, per sport su ghiaccio (short track, pattinaggio, hockey)
  • Cortina d’Ampezzo, sci alpino femminile, curling, bob, skeleton, slittino
  • Livigno, snowboard e freestyle
  • Predazzo, salto con gli sci e combinata nordica
  • Anterselva, biathlon
  • Bormio ospita gare ma gli atleti sono distribuiti tra villaggi vicini.

Funzionano senza sosta con numeri impressionanti:

  • fino a 4.500 pasti al giorno per villaggio
  • circa 450 kg di pasta al giorno solo a Milano
  • oltre 3.000 uova quotidiane
  • ristorazione aperta 24 ore su 24

L’obiettivo è chiaro: garantire energia costante, varietà culturale e supporto nutrizionale per atleti provenienti da tutto il mondo.

Cucina del villaggio di Cortina
Cucina del villaggio di Cortina

Cosa mangiano gli atleti: menù studiati per la performance 

Le mense sono organizzate in stazioni nutrizionali per soddisfare ogni esigenza alimentare:

  • carboidrati: pasta, riso, pane
  • proteine: carne, pesce, uova
  • opzioni vegetariane e vegane
  • cucina internazionale
  • menu senza glutine e per esigenze religiose

L’approccio è scientifico: pasti ad alto contenuto energetico per recupero e prestazione.

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Locandina Biathlon e Lasagna
Locandina Biathlon e Lasagna

Il trionfo della cucina italiana 

Gli atleti fanno un vero tour gastronomico del nostro bel paese ed ho trovato molto simpatiche le locandine dedicate alla presentazione dei vari sport associati a prodotti o piatti tipici italiani.

I piatti più richiesti:

  • pasta (il più consumato)
  • pizza
  • risotto 
  • polenta

Le specialità regionali:

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  • bresaola della Valtellina 
  • canederli altoatesini
  • salumi e formaggi nostrani

I dolci e confort food:

  • tiramisù 
  • yogurt e frutta fresca
  • varietà di Dessert con grande successo per il Tortino caldo cuore fondente al cioccolato molto Instagrammato dagli atleti.

Gli alimenti funzionali per lo sport:

Oltre al gusto, la nutrizione è centrale:

  • uova e proteine magre
  • pesce
  • cereali e oatmeal (avena cotta tipo porridge)
  • pane e riso come alternative alla pasta
  • carboidrati, fondamentali per resistenza e recupero.
Locandina Curling e Formaggio valtellinese
Locandina Curling e Formaggio valtellinese

Chi cucina per le Olimpiadi?

Non esiste un unico “chef delle Olimpiadi”: la ristorazione di Milano-Cortina 2026 è una macchina complessa che unisce alta cucina simbolica e catering su larga scala.

Tra i nomi più rappresentativi:

Davide Oldani è il coordinatore gastronomico di Casa Italia a Milano, volto della cucina italiana contemporanea.

Graziano Prest,  interprete della tradizione ampezzana, coinvolto nelle attività di Casa Italia Cortina.

Fabio Pompanin, ambasciatore della cucina dolomitica e dei prodotti locali.

L’associazione Ambasciatori del Gusto, con i suoi chef, coordina eventi e iniziative per promuovere la cultura gastronomica italiana durante i Giochi con il supporto di alunni degli istituti alberghieri.

Dietro le quinte, però, la realtà è ancora più articolata: chef italiani, executive chef delle società di catering internazionali, brigate multiculturali (centinaia di cuochi), nutrizionisti sportivi, grandi aziende di  filiere agroalimentari lavorano insieme per servire i migliaia di pasti al giorno, in equilibrio tra promozione del Made in Italy e necessità logistiche globali.

Dentro Casa Italia: la vetrina del gusto e della diplomazia 

Casa Italia, a Milano, non è la mensa degli atleti, ma la casa ufficiale del CONI durante i Giochi, uno spazio di rappresentanza dove sport, cultura e gastronomia italiana diventano strumenti di diplomazia internazionale:

  • eventi istituzionali e incontri tra delegazioni
  • conferenze stampa e interviste con gli atleti
  • degustazioni e showcooking con chef italiani
  • promozione dei prodotti DOP e delle filiere regionali
  • momenti celebrativi dopo le medaglie

L’accesso è riservato a:

  • atleti italiani (in occasioni ufficiali o celebrazioni)
  • dirigenti sportivi e staff
  • sponsor e partner
  • giornalisti accreditati
  • delegazioni straniere invitate

Qui la gastronomia non è solo nutrizione ma narrazione: piatti simbolo, prodotti del territorio e chef ambasciatori raccontano l’Italia attraverso il cibo. Un contrasto evidente con le mense del Villaggio Olimpico, dove la priorità resta nutrire migliaia di atleti in modo efficiente e inclusivo.

Casa Italia Cortina (sx) e Milano (dx)
Casa Italia Cortina (sx) e Milano (dx)

Trionfo si, ma non per tutti

Gli atleti stanno condividendo sui social la loro “food mania” italiana: pasta, pizza, risotti e tiramisù a volontà. Ma non tutti sono rimasti estasiati:

“È buono, ok… ma un po’ sempre la stessa cosa”

Gli atleti abituati a diete “rigide”, trovano le proposte anche “troppo invitanti”.

Tra quintali di pasta, menù percepito come monotono e poche alternative davvero internazionali, qualcuno ha iniziato a desiderare un piatto “di casa”, lontano dal canonico carboidrato italiano.

Non manca poi chi fa notare il paradosso del catering: alcune aree VIP sono gestite da aziende straniere, il che ha fatto storcere il naso a chi avrebbe voluto che il Made in Italy fosse protagonista fino all’ultimo dettaglio. 

Insomma, nonostante l’entusiasmo generale, qualche forchetta arrabbiata c’è sempre.

Eppure, la maggioranza degli atleti sembra godersi il meglio della cucina italiana, tra risotti, pizza, dolci e la famigerata pasta a cinque cerchi, fotografata compulsivamente per Instagram.

Gli Anelli olimpici
Gli Anelli olimpici

La misteriosa pasta a 5 cerchi: il simbolo gastronomico dei giochi 

Ufficialmente presentata dallo Chef Carlo Cracco e dalla campionessa olimpica Valentina Marchei, è un formato di pasta celebrativo, fortemente voluto dal comitato olimpico, chiamato Anelli Olimpici.

Riproduce i cinque cerchi simbolo dei Giochi, creato appositamente per Milano-Cortina 2026, non disponibile in commercio, diventato virale tra gli atleti, che lo fotografano e condividono online. Misteriosa perché non ha un marchio commerciale: l’unica informazione utile è la fabbricazione in Italia e l’utilizzo di grano 100% italiano.

Carlo Cracco e Valentina Marchei
Carlo Cracco e Valentina Marchei

La ricetta proposta da Cracco rispecchia i canoni della corretta alimentazione dello sportivo con chiaro riferimento alla Dieta Mediterranea

Anelli olimpici alla Crudaiola.

Gli ingredienti utilizzati sono: pomodori rossi, gialli e verdi, olive taggiasche, capperi, scorza di limone, basilico e origano, colatura di alici, olio extravergine d’oliva hanno saputo esaltare questo formato speciale di pasta, riscontrando un enorme successo tra gli atleti.

La Crudaiola di Carlo Cracco
La Crudaiola di Carlo Cracco

Devo darne atto: il cibo olimpico, sta avendo un enorme impatto culturale perché non è solo nutrizione ma vera e propria democrazia gastronomica. Promozione del Made in Italy, racconto di tradizioni regionali diverse, momenti di condivisione tra atleti di tutto il mondo, la pasta a 5 cerchi e migliaia di post sui social, stanno diventando il simbolo perfetto di unione tra popoli in un contesto mondiale attuale molto difficile e complicato. Peccato per gli scontenti.

Conclusione 

Tra mense aperte giorno e notte, menù studiati al grammo e un trionfo di sapori italiani, le cucine olimpiche di Milano-Cortina 2026 si rivelano molto più di un semplice servizio di ristorazione: sono un laboratorio internazionale dove nutrizione, cultura e accoglienza si incontrano seppur con qualche critica.

La pasta resta la regina incontrastata dei piatti, affiancata da prodotti simbolo del territorio e da un’offerta capace di rispettare ogni esigenza alimentare. E poi ci sono gli anelli olimpici di pasta, piccolo gesto creativo che racconta l’Italia meglio di molte campagne promozionali: semplice, conviviale, memorabile.

a Campionessa olimpica Federica Brignone
a Campionessa olimpica Federica Brignone

Quanto al medagliere azzurro, ad oggi più che soddisfacente (2° posto con 24 medaglie),  allenamento, talento e strategia stanno facendo la differenza; se qualche atleta dovesse ancora salire sul podio con un sorriso particolarmente soddisfatto, non stupiamoci: dopo settimane di pasta, risotti, olio extravergine e tiramisù, anche la vittoria avrà un retrogusto decisamente italiano.

Photo Credit: © Olympics.com, ©Maja Hitij/Getty Images, ©Natura e architettura per CONI, ©Marco Tripodi per CONI

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Mi chiamo Angela D'Esposito, meglio conosciuta come "Chef Angelina" e ribattezzata “larockchef” dai miei ragazzi di brigata visto che senza rock and roll la mia linea non sarebbe la stessa cosa. Classe 1968, napoletana doc, a 20 anni, con una valigia piena di sogni e tanta curiosità, decisi di varcare il confine per scoprire le bellezze del mondo. Nel 1990, fui una delle prime donne ad integrare una brigata di cucina (prevalentemente maschile) in quel di Parigi, indossando una giacca corazzata di coraggio e perseveranza. Sono fiera di poter dire che ho alle spalle una brillante carriera, completamente costruita da autodidatta, con passione e sacrificio. Ho portato in giro per il mondo la cucina napoletana e le bellezze enogastronomiche del nostro bel paese. Per questi moviti, amo talmente il mio lavoro e rispetto talmente chi come me esercita la professione di cuoco che non amo quelli che considero gli “usurpatori del food”. Essere cuoco è una missione; regaliamo momenti di benessere a tutti coloro che si siedono alla nostra tavola ai quali dobbiamo rispetto, professionalità e sincerità, aspetti sempre più rari in una società dove la visibilità e i falsi riconoscimenti per carriere inesistenti, hanno preso il posto delle competenze e dell’onestà verso il pubblico. Da qualche anno ho scoperto la passione per la scrittura ed il giornalismo che ho affiancato, con successo, alle mie attività professionali di Personal Chef, Consulente f&b ed Event Planner. Le scoperte di Chef Angelina hanno avuto un impatto notevole tra i lettori che, attraverso i miei racconti, hanno potuto scoprire nuove realtà fin'ora rimaste nell’ombra. Oggi approdo con orgoglio a “Di testa e di gola” con la ferma intenzione di continuare sulla stessa scia delle mie passate esperienze giornalistiche e continuare a regalare, ai nostri lettori, nuove ed interessanti scoperte, tante buone ricette, sempre con buon umore, sincerità ed integrità.
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