Close

Login

Close

Register

Close

Lost Password

Ultime news

Muzzarella co ‘a Mortedda. Il latticino più particolare del Cilento.

Quando si pensa alla mozzarella campana, subito si materializza davanti agli occhi l’immagine idilliaca della candida e succulenta sfera bianca a base di latte di bufala. Nonostante sia apprezzata e conosciuta in tutto il mondo e abbia pochi rivali in termini di bontà, la Mozzarella di Bufala Campana non è l’unica tipologia di mozzarella prodotta nella regione. Meno famosa ma altrettanto gustosa è la Mozzarella nella Mortella, prodotta principalmente nel Basso Cilento, una zona meravigliosa in cui il biologo e fisiologo Ancel Keys visse per ben quarant’anni eleggendola “culla” della dieta mediterranea.

È qui, in questo angolo di paradiso nel salernitano, tra zone collinari e boschive incontaminate, che nasce A’ muzzarell co a’ Mortedda. La particolarità di questo latticino a pasta filata è che la pasta, ottenuta esclusivamente da latte di mucca, ha una forma allungata, compatta e“stracciata”, e viene avvolta nelle fronde di mortella, che conferisce al formaggio degli aromi e dei profumi estremamente interessanti oltre a inconfondibili caratteristiche gustative. Le sue origini risalgono a quando ancora non esistevano i frigoriferi e i pastori, sapienti e meticolosi casaripensarono bene di conservare il formaggio sfruttando la materia prima più abbondante di quel territorio, il mirto, e di usarlo come imballaggio naturale. In questo modo potevano conservare la mozzarella più a lungo e trasportarla e venderla anche nei villaggi un po’ più lontani.

La sua tecnica di produzione è molto simile a quella della classica mozzarella, con la sola differenza che la maturazione della cagliata avviene in assenza di siero. Ciò rende il formaggio più asciutto, compatto e tenace. Anche il sapore è diverso: ha una acidità più pronunciata e una aromaticità persistente dovuta alle foglie del mirto. È possibile anche avvertire dei delicati sentori erbacei, di erba fresca appena tagliata, o floreali, di fiori d’arancio e foglie di cedro e limone. Questo è dovuto al fatto che i pascoli del Basso Cilento sono ricchi di essenze erbacee alle quote più alte, e di macchia mediterranea alle quote più basse.

Ha un sapore così particolare che non va assolutamente mischiata con altri alimenti, né tantomeno cotta, ma va gustata così com’è, nella sua semplicità e particolarità allo stesso tempo.



Condividi

Like

0

Ti potrebbe interessare