“Noi non ci pieghiamo”: la storia di Goel Bio

Noi non ci pieghiamo”: la storia di Goel Bio

La cooperativa calabrese che ha sfidato  la  ’ndrangheta partendo da un’arancia 

Introduzione

In Calabria ci sono territori dove per decenni il silenzio è stato una forma di sopravvivenza. Terre bellissime, ricche di agrumi, ulivi e biodiversità, ma spesso schiacciate da un sistema economico malato, fatto di paura, sfruttamento e controllo criminale.

È proprio lì, nella Locride, uno dei territori più complessi d’Italia, che è nata una delle esperienze cooperative più sorprendenti degli ultimi anni: Goel bio.

Non una semplice azienda agricola, non un normale marchio biologico, ma un progetto che ha deciso di fare una cosa quasi impensabile: trasformare i buoni frutti della terra in uno strumento di liberazione economica e sociale.

Dietro Goel Bio non ci sono grandi multinazionali né investitori milionari. Ci sono agricoltori, cooperative, giovani imprenditori, famiglie e lavoratori che hanno scelto di restare in Calabria senza abbassare la testa e questa non è soltanto una storia di agrumi biologici: è una storia di resistenza.

il Manifesto
il Manifesto

Dove tutto è iniziato: il Gruppo Cooperativo

La storia di Goel affonda le radici nei primi anni duemila, quando un gruppo di cooperative sociali calabresi iniziò a interrogarsi su una domanda semplice ma potentissima:

“È possibile creare economia pulita in un territorio dominato dalla paura?”

A guidare questa visione c’e Vincenzo Linarello, imprenditore sociale e fondatore del gruppo cooperativo. L’idea iniziale non era soltanto fare impresa. L’obiettivo era costruire un modello alternativo di società: nasce il Manifesto di Goel.

Fu così che il gruppo iniziò a lavorare nell’inclusione sociale, nell’accoglienza, nella moda etica, nell’artigianato, nell’agricoltura biologica. Ma fu proprio il settore agroalimentare a diventare il cuore della battaglia. Perché in Calabria la terra è tutto: ricchezza, identità, lavoro e purtroppo anche potere. 

Vincenzo Linarello ospite a Semi di Legalità 2025
Vincenzo Linarello ospite a Semi di Legalità 2025

Il mercato degli agrumi che stava distruggendo gli agricoltori

Per capire davvero Goel Bio bisogna comprendere il contesto da cui nasce.

Per anni migliaia di piccoli agricoltori calabresi hanno vissuto una situazione quasi insostenibile: prezzi pagati pochissimi centesimi al chilo, filiere opache, sfruttamento del lavoro, pressioni criminali e concorrenza sleale.

Molti produttori lavoravano in perdita, alcuni abbandonavano i campi, altri cedevano ai ricatti.

Nel 2009, dopo le tensioni sociali di Rosarno e le polemiche sulle condizioni dei braccianti, Goel decise di intervenire concretamente. 

Nacque così Goel Bio: una rete di aziende agricole che rifiutava il sistema imposto dalla criminalità organizzata e puntava sul biologico certificato, lavoro etico, prezzo equo, tracciabilità e cooperazione tra produttori. Era una rivoluzione silenziosa.

Le arance della legalità
Le arance della legalità

L’etica deve essere efficace

Uno dei concetti più forti espressi da Vincenzo Linarello negli anni è diventato quasi il manifesto del progetto:

“L’etica deve essere efficace, non solo giusta.” 

Una frase semplice, ma che spiega perfettamente la filosofia di Goel, perché il problema di molte iniziative sociali è che spesso restano simboliche.

Goel invece capì subito una cosa fondamentale: se vuoi cambiare davvero un territorio, devi creare economia vera.

E allora il progetto iniziò a costruire filiere commerciali, reti distributive, packaging evocativo e moderno, trasformazione industriale, marketing, e-commerce e partnership nazionali.

L’idea era chiara: non chiedere compassione al mercato, ma competere con qualità.

I prodotti di Goel non dovevano essere comprati “per solidarietà”, dovevano essere comprati perché buoni.

Clementine Goel bio
Clementine Goel bio

Le minacce, gli attacchi e la paura

Ma opporsi alla ’ndrangheta in Calabria non è mai gratuito. Negli anni diversi soci e produttori legati a Goel Bio hanno subito intimidazioni, danneggiamenti, furti, incendi, invasioni abusive di terreni e pascoli. 

Alcuni agricoltori sono stati lasciati soli per anni. Uno dei casi più simbolici è quello dello chef e imprenditore Giuseppe Trimboli, socio Goel Bio, che denunciò apertamente le pressioni subite. In una delle testimonianze raccontò:

“Penso sia dovere di ogni cittadino onesto denunciare qualunque tipo di ingiustizia. Non sono un eroe.” 

Ed è forse questa la parte più potente della storia: Goel non è fatta da supereroi, è fatta da persone normali che hanno deciso di non piegarsi.

Vellutata di Cipolla rossa di Tropea IGP
Vellutata di Cipolla rossa di Tropea IGP

La Calabria che nessuno racconta

Per anni la narrazione della Calabria è stata quasi sempre la stessa: criminalità, arretratezza, emigrazione.

Goel Bio ha provato a ribaltare completamente questo racconto, invece di mostrare soltanto il problema, ha iniziato a mostrare produttori onesti, giovani che restano, imprese sostenibili, agricoltura innovativa, biodiversità e qualità gastronomica.

Ed è qui che il progetto è diventato qualcosa di più grande di una cooperativa, è diventato un simbolo. Molti giovani imprenditori del Sud hanno iniziato a guardare Goel come alla dimostrazione che fosse possibile costruire impresa senza compromessi criminali.

Tempo di raccolta e di inclusione contro il capolarato
Tempo di raccolta e di inclusione contro il capolarato

Il biologico come atto politico

In Goel Bio il biologico non è soltanto una scelta alimentare, è una posizione culturale.

Ogni prodotto racconta un’idea precisa: la terra non deve essere sfruttata fino a distruggerla, ma custodita. Per questo Goel ha investito molto nella sostenibilità, nella biodiversità, nell’economia circolare, nella tutela dei lavoratori, nella filiera controllata. 

Nel tempo il progetto si è ampliato: agrumi, conserve, olio, succhi, trasformati biologici, ma soprattutto si è ampliata la rete umana, perché Goel Bio non è una singola azienda, è una comunità economica.

Olio EVO bio di Calabria
Olio EVO bio di Calabria

Il prezzo della libertà

Fare impresa etica in Calabria ha un costo enorme. Molti produttori raccontano che scegliere Goel ha significato rinunciare a scorciatoie, esporsi, perdere “protezioni”, affrontare isolamento e paura. Eppure proprio quella scelta ha generato qualcosa di nuovo: fiducia.

Una fiducia rara in territori dove spesso l’imprenditore onesto si sente solo. Goel ha creato rete, ha creato alleanze, ha trasformato la cooperazione in forza economica.

Ed è probabilmente questa la sua intuizione più importante: da soli si può resistere, insieme si può cambiare davvero.

manifesto della ripartenza
manifesto della ripartenza

La festa della Ripartenza 

Goel pensò ad un nuovo approccio che si è rivelato particolarmente efficace: dopo ogni aggressione significativa organizza una “Festa della Ripartenza”. Infatti, la ‘ndrangheta, con le aggressioni, non vuole produrre solo danni economici ma anche diffondere depressione sociale. 

Allora Goel, ogni qualvolta qualcuno dei soci viene aggredito, organizza una grande festa accompagnata da una mobilitazione mediatica nazionale, in modo da dimostrare platealmente alla ‘ndrangheta come l’attentato alla fine produca effetti positivi su chi viene colpito: il danno viene riparato e l’azienda riparte efficacemente, a volte più forte di prima, grazie alla vasta rete locale, nazionale ed internazionale di supporto a Goel.

V. Linarello in conferenza
V. Linarello in conferenza

Case study: da esperienza locale a modello nazionale

Con il passare degli anni il progetto Goel  ha iniziato a essere studiato anche fuori dalla Calabria. Grazie al Manuale dell’etica efficace scritto da Linarello, per festeggiare i 20 anni della cooperativa, il metodo Goel diventa un case study, potenzialmente replicabile.

Università, giornalisti, televisioni e associazioni hanno iniziato a raccontare il progetto come uno dei modelli più innovativi di economia etica italiana, non perché perfetto ma perché concreto.

Goel ha dimostrato che legalità e profitto possono convivere: il Sud può innovare, i beni confiscati sono socialmente utili, il biologico può avere impatto sociale, la cooperazione può essere competitiva e soprattutto ha dimostrato che il cambiamento non nasce sempre nelle grandi città o nei centri finanziari, a volte nasce tra gli ulivi e gli agrumeti di una Locride.

Il libro di V.Linarello
Il libro di V.Linarello

Goel oggi

Vincenzo Linarello è ancora il presidente e volto pubblico del Gruppo Cooperativo Goel, anzi, è stato rieletto recentemente all’unanimità nella nuova governance del consorzio.

Negli anni Linarello ha partecipato a programmi televisivi, incontri, festival e conferenze in molte città italiane tra cui Milano, Modena, Torino e numerosi eventi universitari e culturali, raccontando l’esperienza di  Goel. 

Tra i principali riconoscimenti ricevuti ci sono:

  • la nomina a Ashoka Fellow nel 2016, riconoscimento internazionale assegnato agli imprenditori sociali più innovativi.
  • il Premio Internazionale Guglielmo Zucconi, per l’impegno sociale e culturale rivolto alle nuove generazioni.
  • il Premio Giorgio Ambrosoli, assegnato a Goel per integrità, responsabilità e difesa della legalità.
  • una Laurea Honoris Causa conferita nel 2016 dall’Instituto Mexicano de Lideres de Excelencia.
L'Arca della Salvezza a Roccella Ionica
L’Arca della Salvezza a Roccella Ionica

I prodotti Goel bio

Arance, clementine, limoni, bergamotto: gli agrumi biologici restano il cuore economico e simbolico del progetto compresi tanti prodotti derivati come marmellate e succhi biologici.

Interessanti le lavorazioni su cipolla rossa di Tropea IGP e peperoncino calabresi oltre alle vellutate bio con stupefacenti proprietà organolettiche.

L’olio extravergine di oliva è una delle filiere più importanti del gruppo nel rispetto di biodiversità agricola e valorizzazione botanica calabrese.

Negli ultimi anni Goel è entrata anche nella bio-eco-dermocosmesi con oli essenziali e cosmetici naturali riscontrando un inaspettato successo di pubblico  per la qualità dei prodotti.

L’ e-commerce di Goel bio è gestito dalla cooperativa sociale Arca della salvezza che nel rispetto dello “scopo non lucrativo” reinveste gli utili di esercizio per perseguire gli scopi di sviluppo sociale. Su Agriturismi Regione Calabria troverete tutte le info sulle attività del centro con la possibilità di potervi soggiornare in famiglia. Sito sulle verdi colline di Roccella Ionica, il centro è anche fattoria didattica ideale per i bambini, gli amanti della natura e della sana alimentazione.

Sfilata Cangiari
Sfilata Cangiari

Cangiari: la moda etica Made in Calabria 

Cangiari è il marchio italiano di alta moda etica nato in Calabria nel 2009 all’interno di Goel. Il nome deriva dal dialetto calabrese e significa “cambiare”. Cosa rende Cangiari speciale? Ha saputo unire alta sartoria italiana, tessitura tradizionale calabrese al telaio, materiali sostenibili e biologici, inclusione lavorativa e impatto sociale.

Molti tessuti vengono realizzati a mano da artigiane calabresi che recuperano antiche tecniche della tradizione grecanica. Ogni capo punta quindi non solo all’estetica, ma anche al valore culturale e sociale.

Cangiari-maestra tessitrice calabrese
Cangiari-maestra tessitrice calabrese

Filiere trasparenti, lavoro regolare, sostegno alle cooperative sociali, produzione in territori difficili: per questo il brand è spesso invitato a eventi su sostenibilità, innovazione sociale e moda responsabile.

Negli anni Cangiari ha partecipato a sfilate ed eventi di moda nazionali e internazionali, collaborato con designer, artisti e iniziative culturali legate alla sostenibilità. Il progetto ha ricevuto attenzione internazionale come esempio di impresa sociale capace di coniugare design, tradizione artigianale, diritti dei lavoratori e rigenerazione territoriale.

Cangiari Alta Moda Etica
Cangiari Alta Moda Etica

Conclusione 

La storia di Goel è la prova che la resistenza può diventare molto più di un prodotto commerciale. Può diventare identità, dignità, lavoro e libertà. In un territorio spesso raccontato soltanto attraverso le sue ferite, Goel ha scelto di raccontare un’altra Calabria: quella che resiste, produce e costruisce.

Forse è proprio questo il messaggio più forte del progetto: la legalità da sola non basta se non crea opportunità e le opportunità non nascono dai discorsi, ma dal coraggio quotidiano di chi decide di restare. Tra gli agrumi della Locride, quel coraggio è diventato impresa e da lì è partita una delle rivoluzioni economiche più silenziose e potenti del Sud Italia. Ed è questo che rende il caso unico: molte realtà antimafia resistono, Goel, invece, ha costruito inclusione e mercato.

Contatti ufficiali Goel

Sede amministrativa:

Via Lazio 43, Gioiosa Jonica (RC)

Telefono: +39 0964 419191

Photo Credit: goel.coop©; emiliaromagnanews24©; vita.it©

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Mi chiamo Angela D'Esposito, meglio conosciuta come "Chef Angelina" e ribattezzata “larockchef” dai miei ragazzi di brigata visto che senza rock and roll la mia linea non sarebbe la stessa cosa. Classe 1968, napoletana doc, a 20 anni, con una valigia piena di sogni e tanta curiosità, decisi di varcare il confine per scoprire le bellezze del mondo. Nel 1990, fui una delle prime donne ad integrare una brigata di cucina (prevalentemente maschile) in quel di Parigi, indossando una giacca corazzata di coraggio e perseveranza. Sono fiera di poter dire che ho alle spalle una brillante carriera, completamente costruita da autodidatta, con passione e sacrificio. Ho portato in giro per il mondo la cucina napoletana e le bellezze enogastronomiche del nostro bel paese. Per questi moviti, amo talmente il mio lavoro e rispetto talmente chi come me esercita la professione di cuoco che non amo quelli che considero gli “usurpatori del food”. Essere cuoco è una missione; regaliamo momenti di benessere a tutti coloro che si siedono alla nostra tavola ai quali dobbiamo rispetto, professionalità e sincerità, aspetti sempre più rari in una società dove la visibilità e i falsi riconoscimenti per carriere inesistenti, hanno preso il posto delle competenze e dell’onestà verso il pubblico. Da qualche anno ho scoperto la passione per la scrittura ed il giornalismo che ho affiancato, con successo, alle mie attività professionali di Personal Chef, Consulente f&b ed Event Planner. Le scoperte di Chef Angelina hanno avuto un impatto notevole tra i lettori che, attraverso i miei racconti, hanno potuto scoprire nuove realtà fin'ora rimaste nell’ombra. Oggi approdo con orgoglio a “Di testa e di gola” con la ferma intenzione di continuare sulla stessa scia delle mie passate esperienze giornalistiche e continuare a regalare, ai nostri lettori, nuove ed interessanti scoperte, tante buone ricette, sempre con buon umore, sincerità ed integrità.
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