Non la solita focaccia ma la focaccia di Marga!
La cucina è un microcosmo di estro e creatività e per chi ama ben mangiare e variare la sua dieta è il luogo ideale dove sperimentare ed inventare nuove leccornie.
Da amante di lievitati, pizze in primis, sfincioni e rosticceria palermitana, qualche giorno fa, riunendo qualche speciale avanzo di Pasquetta, la scrivente, il cui nome da blogger è – nomen atque omen– Marga (Rina), ha deciso di inventarsi un saporito tipo di focaccia: la focaccia di Marga!

L’impasto
Dopo avere impastato insieme farina 0, acqua, latte, qualche grammo di sale e zucchero, un filo d’olio e del lievito di birra secco (per chi ha fretta va bene anche il lievito di birra istantaneo), si lascia riposare la base per circa 2 ore o fino a raddoppio dell’impasto.
La farcitura
Unta una teglia e distribuita su di essa la focaccia opportunamente massaggiata e quasi coccolata, Marga ha iniziato a distribuire su questa base d’impasto i tre ingredienti avanzati il giorno prima: il primo erano delle patate al forno tagliate a fette sottili e condite con olio, sale, pepe e rosmarino; il secondo erano una decina di pomodorini datterini tagliati a metà e conficcati nell’impasto a crudo; il terzo erano un paio di caddozzi i sasizza cunsata o alla pizzaiola che, a Palermo, sono una prelibata variante alla salsiccia farcita coi semi di finocchi.
La sasizza cunsata o alla pizzaiola è una vera leccornia che mescola un 80% di polpa magra e un 20% di polpa grassa di carne di maiale macinate a punta di coltello o a grana grossa con tagliati assai fini pomodori pelati, cipolla e formaggi a pasta molle come provola e scamorza.
Tutti questi ingredienti ben amalgamati sono poi inseriti nei budelli o budelline di suino.
Tornando alla focaccia, Marga ha inciso i budelli e ne ha estratto il ripieno che ha variamente distribuito sulla base: non ha aggiunto altri ingredienti a parte un pizzico di sale perché la componente grassa della sasizza e il formaggio fuso hanno conferito morbidezza e grande sapore alla focaccia.
La cottura
Completato l’assemblaggio, la focaccia è stata infornata in modalità statica a 200°-220°C per circa 15-25 minuti.
Per stimolare al meglio le papille gustative e ammaliare le olfattive si raccomanda di non gustarla appena sfornata ma di attendere qualche minuto per rendere questa esperienza culinaria indimenticabile e da replicare magari il 26 aprile o il 2 maggio!



